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Abruzzo da scoprire: Capestrano

Passare almeno una giornata in questo paese ricco di storia e natura per rigenerarsi e conoscere questo territorio fatto arte, prodotti enogastronomici d’eccellenza e angoli suggestivi. Nota in tutto il mondo, per la celebre statua italica del Guerriero di Capestrano, risalente al VI secolo A.C. rinvenuta nella necropoli dell’antica città di Aufinum ospitata a Chieti nel Museo Archeologico Nazionale, e per S. Giovanni da Capestrano, patrono universale presso di Dio dei Cappellani militari del mondo. Il convento a lui dedicato è punto di riferimento di migliaia di fedeli. Luogo di grande attrattiva che richiama tantissimi turisti, anche stranieri, è il lago di Capo d’Acqua, qui sommozzatori si immergono nelle acque limpide tra i mulini sommersi. A Capestrano è possibile anche fare picnic nelle varie zone attrezzate in prossimità del fiume Tirino che regala con le sue acque trasparenti scenari bellissimi, punto di riferimento anche per altri sport tra cui trekking, canoa, escursioni a cavallo, footing. Ai piedi della collina su cui si erge, si stende infatti un’ampia e fertile vallata, l’Alta Valle del Tirino, che prosegue poi nello splendido altopiano di Navelli. Una parte del territorio rientra nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale. Ma torniamo alla sua storia. Ufficialmente le prime notizie ufficiali che citano il borgo con il nome Capistrano, risalgono al 1210. A fondarlo sarebbero stati gli abitanti delle tre ville di Capo d’Acqua, Santa Pelagia e Colle Presciano. Ma la sua storia è molto più antica, se ripensiamo al Guerriero di Capestrano e il visitatore se ne accorge immediatamente quando si trova di fronte a uno dei più bei castelli del Centro Italia, il castello Piccolomini con la caratteristica torre quadrata, risalente al XIII secolo. Ampliato successivamente da Antonio Todeschini Piccolomini, nella seconda metà del XV secolo. Passò poi alla famiglia De Medici nel 1579 e divenne la sede del governatore. La pianta è irregolare, costituita dalla torre centrale normanna, a pianta poligonale. L’ampliamento irregolare della struttura è dovuto al dislivello del terreno, con l’edificio gentilizio a L, col lato maggiore rivolto verso la piazza. Sul lato opposto c’era l’ingresso originale col ponte levatoio. L’ingresso è protetto da fossato, feritoie e bertesche. L’esterno è decorato da torri angolari circolari con merlature cinquecentesche. Ottimo lo stato di conservazione dell’opera. La sua economia si basa fondamentalmente sull’agricoltura, con prodotti davvero unici tra cui l’olio e il vino.

Redazione