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Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Nel lago di Pilato, che visivamente in alcuni periodi è di colore rosso, vive un piccolissimo esemplare, unico al mondo,  il Chirocefalo di Marchesini”

70 ettari di meravigliosa natura incontaminata

Il patrimonio naturalistico italiano offre variegate e molteplici possibilità di escursioni e passeggiate nella natura, in questo numero voglio soffermarmi nelle Marche. Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini con le sue 50 cime di montagne, che superano i 2000 metri costituiscono il cuore di questo grande Parco Nazionale che si snoda da nord a sud per ben 40 km a cavallo tra Umbria e Marche, fra cui spiccano il Monte Vettore (il più alto con 2476 m), il Monte Sibilla, il Monte Bove e il Monte Priora. Nel corso della mia carriera televisiva con la trasmissione Italia è…, format itinerante, ho avuto modo di conoscere e presentare ai telespettatori, le più belle località italiane. Bene, pensando a questo, la mia memoria è tornata indietro nel tempo, ed una delle regioni che mi ha più affascinato, sotto l’aspetto naturalistico ma anche storico e gastronomico, è stata la regione Marche. Da nord a sud la nostra terra conserva bellezze nascoste e preziose, che meritano di essere visitate. Ricordo come se fosse ieri, la giornata in cui dedicammo uno special televisivo alla piccola cittadina di Ussita, in provincia di Macerata. Una giornata magica, perché qui si narrano vicende, di fate, demoni e negromanti. Un mondo fantastico che ha affascinato da sempre scrittori e artisti ma anche un territorio che conserva importanti ed unici elementi naturali. I Monti Sibillini già nel medioevo erano conosciuti in Europa per la leggenda di Pilato e della profetessa Sibilla. Qui si racconta di un carro che trasportava il famoso procuratore romano, Ponzio Pilato (condannato a morte dall’imperatore Vespasiano), trainato da tori impazziti che giunti sul Vettore si gettarono nelle acque rosseggianti del ‘demoniaco’ lago che prenderà il nome di lago di Pilato. Questo lago, cari amici, è un miracolo della natura, posto a 1940  metri di altitudine, si autoalimenta con la neve e i ghiacciai delle vette più alte dei Monti Sibillini, occupando il fondo di un circo glaciale dell’era quaternaria.  In realtà nel lago, che visivamente in alcuni periodi è proprio di colore rosso, vive un piccolissimo esemplare, unico al mondo,  il Chirocefalo di Marchesini, un crostaceo di colore rosso la cui lunghezza è compresa tra i 9 e 12 millimetri.  La mia mente poi si sofferma in un altro dettaglio, questa volta floreale: l’orchidea sambucina e il papavero giallo. La vegetazione d’alta quota che in questo caso comprende l’intera zona del Lago di Pilato ha un valore naturalistico incredibile, sono diverse le varietà che qui crescono, sopratutto nei ghiaioni. Nel bacino del Lago si possono ammirare la Stella Alpina dell’Appennino, la Genziana delle nevi, la Silene Alpina, il Camedrio Alpino,il Salice Erbaceo e il Papavero Giallo dell’Appennino. E’ inoltre possibile incontrare nell’area volatili come il Gheppio e il Fringuello Alpino. Sono 17 i comuni inseriti all’interno  del Parco Nazionale ognuno con una caratteristica diversa con una storia e cultura accomunati da una cosa: il parco nazionale, con i suoi 70 ettari di terreno. La costituzione calcarea dei Monti da luogo ad una gran varietà  di situazioni ambientali,  alle cime tondeggianti con crinali erbosi si alternano imponenti pareti di roccia, ghiaioni e valli di origine glaciale nonché impressionanti forre scavate nei secoli,  dalle acque torrentizie. L’habitat naturale favorisce la presenza del lupo, del gatto selvatico, dell’istrice, del capriolo, della volpe, del riccio, della donnola e del cinghiale. E’ possibile visitare il Parco grazie ai numerosi sentieri percorribili a piedi, in mountain bike o a cavallo. Per la loro varietà i percorsi sono in grado di soddisfare escursionisti di varia esperienza e abilità. Tutte le stagioni offrono la possibilità di godere questo splendido parco: dalla primavera all’autunno con le escursioni a piedi e le scalate alpinistiche, in inverno è possibile praticare sci da fondo e alpino, anche a livello escursionistico. Alcune associazioni effettuano corsi di educazione ambientale e di norme comportamentali da eseguire fattivamente durante le escursioni.

di Elena Costa

 

 

Elena Costa

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