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	<title>ITALIAEMAGAZINE.IT &#187; palinsesti tv</title>
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	<description>Italia è...Magazine, i colori dell&#039;informazione - Il periodico di attualità, turismo e cultura di Costa Editore</description>
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		<title>Tv ed educazione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 13:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani e società]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[giulia di fulvio]]></category>
		<category><![CDATA[palinsesti tv]]></category>

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		<description><![CDATA[guardare per non crederci
di Giulia Di Fulvio
Palinsesti della tv: il pubblico del 2009 è soddisfatto? Nonostante la programmazione di ogni rete sia vasta e ricerchi continuamente il giusto equilibrio tra informazione e svago, la situazione è ancora lungi dal perseguire la fantomatica giusta ricetta che accontenti tutti.  Prima di parlare dei contenuti, già messi molte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>guardare per non crederci</h3>
<p><strong>di Giulia Di Fulvio</strong></p>
<p>Palinsesti della tv: il pubblico del 2009 è soddisfatto? Nonostante la programmazione di ogni rete sia vasta e ricerchi continuamente il giusto equilibrio tra informazione e svago, la situazione è ancora lungi dal perseguire la fantomatica <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/reality_tv.jpg" rel="lightbox[1034]"><img class="alignright size-medium wp-image-1035" title="reality_tv" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/reality_tv-191x300.jpg" alt="reality_tv" width="191" height="300" /></a>giusta ricetta che accontenti tutti.  Prima di parlare dei contenuti, già messi molte volte in discussione da eccellentissimi esperti e studiosi, bisogna mettere a fuoco il concetto non perfettamente comprensibile per entità dei suoi confini: il pubblico. Il pubblico è padre, padrone e schiavo allo stesso tempo. Si può definire così la nuova essenza trinitaria dell’uomo del XXI secolo? Dai nonni ai genitori, dai bambini agli adolescenti, dai professori agli alunni, insomma, chi più ne ha più ne metta. Ed è proprio per questo che nessuno è mai contento. Ognuno ha diverse attitudini e preferenze o comunque valori di riferimento secondo i quali preferirebbe una programmazione piuttosto di un’altra. Ma, nonostante tutti i sondaggi, sembriamo quasi tutti d’accordo nell’affermare che, nel gruppo delle tipologie di programmi dov’è contenuto tutto ciò che è necessario per informare o insegnare o far ridere, il reality show non è più di casa. Sulla base di ciò appena detto non ci si riesce però a spiegare il perché di tassi così alti di share durante questi programmi. All’indomani di un tangibile successo di ascolti, ecco fioccare una miriade di polemiche attraverso ogni mezzo di comunicazione: “i reality show mostrano una realtà ben distante da quella tangibile nella vita di tutti i giorni per via di una presunta manovrabilità delle situazioni da parte della regia; in secondo luogo trasmettono messaggi amorali, inadatti ad un pubblico giovanile e comunque riconducibili all&#8217;estetica del trash”, addirittura così addita la famosissima “Wikipedia”. In effetti, le immagini che ci vengono proposte non sono altro che quelle di ragazze forse un po’ troppo superficiali, di liti isteriche o violenza gratuita, di ragazzi frivoli e via dicendo. Indipendentemente dalle diverse opinioni, questi programmi sono quasi sempre in prima serata o comunque in orari durante i quali bambini e ragazzi sono a casa e si sa bene qual è l’ effetto che produce su questa particolare fascia: emulazione. Si crede giustificato quel tipo di comportamento perché lo si vede in tv la quale non osa nemmeno fare da giudice. Ed essendo proprio il luogo in cui tutto è possibile, (dagli atteggiamenti più a quelli meno eticamente conformi alla decenza), sorge non troppo irriverente un paragone con il “Paese dei Balocchi” collodiano. Nello stesso tempo la realtà ci spinge ad aprire gli occhi: guardando ad un palmo dal nostro naso, in Inghilterra ad esempio, grande madre di un numero considerevole di reality, scopriamo una nuova emergenza: quella del crescente numero di aborti di ragazzine tra gli 11 e 13 anni. Tra le innumerevoli cause dell’impoverimento dei costumi (dettato in questo caso anche da un particolare lascivismo dello stato britannico) nessuno nega che una considerevole parte possa essere stata svolta anche dalla tv. C’è chi vuole ritornare agli anni della grande integrità d’animo e non solo, nei quali pudicizia era uno dei valori pregnanti, chi è per l’anarchia dei comportamenti, e qualcun altro che non sa cosa dire o semplicemente ignora la problematica. Qualche giorno fa al “Chiambretti show” anche Eva Henger accenna duramente: “E’ più imbarazzante partecipare a un reality che a un film porno. Nel reality possono riprenderti anche negli atteggiamenti più intimi. Il pudore non è solo la nudità, ma i sentimenti. Io non parlo della mia sessualità in privato.” Il clima di malcontento però cresce e molti non se la sentono più di andare avanti così. Il timore dilaga anche nei ragazzi che si avviano ad essere futuri genitori: se oggi quello che ci definisce “gioventù scapestrata” sono padri tredicenni, violentatori quindicenni e così via, dove andranno a finire i nostri figli domani?</p>
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