<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ITALIAEMAGAZINE.IT &#187; napoli</title>
	<atom:link href="http://www.italiaemagazine.it/tag/napoli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.italiaemagazine.it</link>
	<description>Italia è...Magazine, i colori dell&#039;informazione - Il periodico di attualità, turismo e cultura di Costa Editore</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 09:34:46 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Napoli</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2010/02/21/napoli/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2010/02/21/napoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 20:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Le province]]></category>
		<category><![CDATA[le province]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=1734</guid>
		<description><![CDATA[Affacciata a sud e a ovest sul Mar Tirreno, la Provincia di Napoli, la terza più popolosa d&#8217;Italia e la più densamente popolata, confina a nord con la provincia di Caserta e la provincia di Benevento, a est con la provincia di Avellino e la provincia di Salerno. Si estende su una superficie di 1.171 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Affacciata a sud e a ovest sul Mar Tirreno, la Provincia di Napoli, la terza più popolosa d&#8217;Italia e la più densamente popolata, confina a nord con la provincia di Caserta e la provincia di Benevento, a est con la provincia di Avellino e la provincia di Salerno. Si estende su una superficie di 1.171 kmq e comprende 92 comuni. Napoli, il capoluogo è un importante centro commerciale e mercantile e vanta il porto più grande d’Italia. Tra i suoi primati vanta la nascita del primo corso di laurea in economia  nel 1754 e la prima ferrovia d&#8217;Italia nel 1839. E’ la città dei poeti: qui sono sepolti i grandi Virgilio e Giacomo Leopardi. Ma è anche la città della musica e del teatro, patria di, solo per citarne alcuni: Masaniello, Luca Giordano, Enrico Caruso, Scarpetta, De Filippo, Viviani&#8230; e naturalmente del principe della risata Antonio De Curtis, in arte Totò.</p>
<p><strong>Da visitare: </strong>Duomo dell&#8217;Assunta, Castello Baronale, Chiesa di Sant&#8217;Alfonso Maria dei Liguori (Acerra); Chiesa di Santa Maria D&#8217;Ajello,Chiesa Madre (Afragola); Casina Vanvitelliana sul Fusaro, Castello di Baia, Tempio di Venere (Bacoli); Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Chiesa di San Giovanni Battista (Brusciano); I Faraglioni, la Piazzetta con la Torre dell&#8217;Orologio (Capri); Villa Comunale, Parrocchia di San Giacomo Maggiore, Parrocchia di Santa Maria dell&#8217;Arcora (Casalnuovo di Napoli); Villa Comunale, Parrocchia di San Mauro (Casoria); Villa Padronale Villari, Parrocchia Immacolata e Sant&#8217;Antonio (Cercola); Scavi Archeologici di Ercolano, Villa Campolieto, Parco della Villa Favorita (Ercolano); Chiesa della SS. Annunziata, Stadio Alberto De Cristofaro, Chiesa di San Nicola (Giugliano in <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/02/prov_Napoli.gif" rel="lightbox[1734]"><img class="alignright size-medium wp-image-1747" title="prov_Napoli" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/02/prov_Napoli-215x300.gif" alt="" width="215" height="300" /></a>Campania);Chiesa di San Giovanni Evangelista, Chiesa di Santa Maria della Sanità (Mariglianella); Castello Ducale, Chiesa di San Vito (Marigliano); Chiesa dell&#8217;Assunta, Piazza XXVII Gennaio, Chiesa di Sant&#8217;Antonio e San Michele Arcangelo (Monte di Procida); Certosa di San Martino, Duomo, Cattedrale di Santa Chiara con il chiostro delle Clarisse, San Giovanni Carbonara, San Lorenzo Maggiore, Sant’Anna dei Lombardi,  San Domenico Maggiore, Maschio Angioino, Teatro San Carlo, Palazzo Reale e Piazza Plebiscito (Napoli);Duomo dell&#8217;Assunta, Palazzo Orsini (Nola); Basilica di San Michele Arcangelo, Confraternita Santissima Annunziata, Santuario Madonna delle Grazie detta di Rosella (Piano di Sorrento); Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo, Villa Caracciolo &#8211; Ruoppolo, Chiesa della SS. Annunziata e Congrega del SS. Sacramento (Pollena Trucchia); Scavi di Pompei, Basilica della Madonna del Rosario (Pompei); Porto del Granatello, Villa Comunale e Bosco Reale (Portici); Anfiteatro Flavio, Chiesa di Santa Maria delle Grazie, Tempio di Serapide (Pozzuoli); le Fescine, Chiesa di Santa Maria Libera Nos a Scandalis (Quarto);Villa Bruno, Chiesa di San Giorgio Vecchio, Tempio Regina dei Gigli (San Giorgio a Cremano);Chiesa parrocchiale dei SS. Prisco ed Agnello, Piazza Sant&#8217;Agnello (Sant’Agnello); Duomo di Sorrento, Piazza Torquato Tasso (Sorrento); Oplontis &#8211; Villa Poppea, Basilica di Santa Maria della Neve &#8211; Chiesa dell&#8217;Ave Gratia Plena (Torre Annunziata); Villa delle Ginestre, Basilica di Santa Croce (Torre del Greco); Torre di Saporivo, Chiesa della Santissima Annunziata (Vico Equense); Chiesa di San Michele, Resti del Castello (Volla).</p>
<p><strong>Musei: </strong>Museo della Maschera, del Folklore e della Civiltà Contadina (Acerra); Museo Villa San Michele (Anacapri); Museo Archeologico dei Campi Flegrei (Bacoli); Antiquarium &#8211; Uomo e Ambiente nel Territorio Vesuviano (Boscoreale); Museo Diefenbach e Museo Ignazio Cerio (Capri); Museo Civico (Casamicciola Terme);International Contemporary Art Museum (Casoria); Antiquarium Stabiano (Castellammare di Stabia); Antiquarium (Cimitile); Museo Vulcanologico dell&#8217;Osservatorio Vesuviano (Ercolano); Museo Archeologico di Pithecusae e Museo e Scavi Archeologici di Santa Restituta (Lacco Ameno); Museo Diocesano &#8211; Museo Etnomusicale I Gigli di Nola &#8211; Museo Storico Archeologico dell&#8217;Antica Nola &#8211; Antiquarium del Seminario Vescovile (Nola);Museo Archeologico &#8220;G. Vallet&#8221; (Piano di Sorrento); Museo del Pontificio Santuario della &#8220;Madonna del Rosario&#8221; e Museo Vesuviano &#8220;G. B. Alfano&#8221; (Pompei); Collezioni dell&#8217;Istituto di Entomologia e Zoologia Agraria e Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Portici); Museo Correale di Terranova e Museo della Tarsia Lignea (Sorrento); Museo del Corallo dell&#8217;Istituto Statale d&#8217;Arte (Torre del Greco); Museo Mineralogico Campano (Vico Equense);Museo Archeologico Nazionale – Museo di Capodimonte – Museo di San Martino – Museo Palazzo Reale &#8211; Museo Principe Aragona Pignatelli Cortes &#8211; Museo Duca di Martina &#8211; Museo Civico di Castel Nuovo &#8211; Maschio Angioino  &#8211; Museo Civico Filangieri (Napoli).</p>
<p><strong>Eventi: </strong>Danza della &#8216;Ndrezzata (Pasquetta – Barano d’Ischia); Festa dei Gigli (agosto &#8211; Brusciano); Corsa dell&#8217;Angelo (Pasqua &#8211; Forio); Madonna della Pace (dal sabato precedente la Pentecoste – Giugliano in Campania);Festa di Sant&#8217;Anna (26 luglio &#8211; Ischia); Festa di Santa Restituta (16-18 maggio – Lacco Ameno); Sagra del Limone (luglio – Massa Lubrense);Festa di San Gennaro (19 settembre &#8211; Napoli); Festa dei Gigli (giugno – Nola); Processione di San Michele Arcangelo (8 maggio – Ottaviano); Madonna dell&#8217;Arco (lunedì in Albis –  Sant’Anastasia); Festa del Ritrovamento (5 agosto – Torre Annunziata); Festa dei Quattro Altari (otto giorni dopo il Corpus Domini), Festa dell&#8217;Immacolata Concezione (8 dicembre- Torre del Greco); Sagra del Provolone del Monaco (luglio – Vico Equense).</p>
<p><strong>Enogastronomia: </strong>Simbolo della cucina napoletana e di quella nazionale sono i maccheroni e la pizza (che qui nacque in onore della Regina Margherita di Savoia) entrambi arricchiti da svariati condimenti. I sughi che condiscono la pasta sono principalmente a base di pomodoro e pesce. Fra le altre specialità troviamo: “la pasta ammiscata” una zuppa povera ottenuta dagli avanzi dei diversi tipi di pasta, l’impepata di cozze ed il fritto di calamari e  triglie, i polipi affogati e le melanzane alla parmigiana. Anche la varietà di dolci ha reso Napoli famosa nel mondo , basti pensare al babà, la pastiera e le sfogliatelle. Il vino più conosciuto è il Lacrima Christi , ma vanno menzionati anche il limoncello ed il rosolio, liquori che, insieme al tradizionale caffè napoletano, accompagnano i dessert.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2010/02/21/napoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sant’Agnello (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2010/02/08/sant%e2%80%99agnello-na-2/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2010/02/08/sant%e2%80%99agnello-na-2/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 10:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Campania]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[sant'agnello]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=2007</guid>
		<description><![CDATA[Antico borgo marinaro
Situato tra Piano di Sorrento e Sorrento, il territorio di Sant’Agnello si affaccia sui Golfi di Napoli e Salerno, lungo il primo tratto della splendida costiera sorrentina. I considerevoli depositi tufacei di natura vulcanica, hanno conferito alle alte e imponenti pareti rocciose che caratterizzano le coste locali, il singolare colore giallo bruciato. Tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Antico borgo marinaro</h3>
<p>Situato tra Piano di Sorrento e Sorrento, il territorio di Sant’Agnello si affaccia sui Golfi di Napoli e Salerno, lungo il primo tratto della splendida costiera sorrentina. I considerevoli depositi tufacei di natura vulcanica, hanno conferito alle alte e imponenti pareti rocciose che caratterizzano le coste locali, il singolare colore giallo bruciato. Tutto il <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/santagnello.jpg" rel="lightbox[2007]"><img class="alignright size-medium wp-image-2008" title="sant'agnello" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/santagnello-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>litorale è inoltre costellato di anfratti e piccole baie, di cui alcune raggiungibili solo via mare e, sormontate da una ricca vegetazione in cui predominano la macchia mediterranea e le coltivazioni di agrumeti ed uliveti. Meravigliosa è la piccola spiaggia della Marinella raggiungibile dall’alto dell’abitato attraverso un sentiero scosceso, scavato nella roccia. Attraverso il vecchio sentiero del Petraro, si giunge invece alla contrada Colle di Fontanelle, dal cui Belvedere si apre un panorama mozzafiato che abbraccia Amalfi, Positano e gli isolotti detti “Li Galli” minuscole isole del Golfo di Salerno. I Colli di Fontanelle sono dominati da Picco Sant’Angelo, uno sperone roccioso dove secoli fa, alcuni monaci fondarono un eremo di cui oggi sono rimasti pochi ruderi. La Parrocchia dei Colli, in stile barocco, ad una sola navata è dedicata alla Natività di Maria. Altro antico rione di Sant’Agnello è Tordara, immerso in uliveti, vigneti ed agrumeti. Da questo si giunge alla frazione Trasaella, dove da ammirare c’è la Parrocchia dedicata alla Madonna delle Grazie. Tra i rioni più antichi c’è Maiano, dove sono stati ritrovati reperti risalenti all’epoca greca e romana. Della sua remota storia, resta testimone la Torre, nota col nome di La Forma. A Maiano sopravvive ancora oggi l’antica lavorazione dei mattoni in creta e utilizzati per la costruzione di forni e camini. Il centro storico di Sant’Agnello è il rione Angri, le cui costruzioni risalgono prevalentemente al 1700. Al centro si erge la Chiesa della SS Annunziata edificata prima del XV secolo in stile neoclassico. Intorno al rione Angri si sviluppa il paese, che ha il suo crocevia più importante nella piazza Matteotti, dove ha sede il Municipio. Questa piazza, che fino ai primi del Novecento non esisteva, è stata ricavata colmando un antico vallone, che dal Golfo del Pecoriello si estendeva fino all’attuale centro cittadino. Al centro della piazza si erge il Monumento ai Caduti realizzato dallo scultore Giovanni Nicolini. La Parrocchia di Sant’Agnello, situata nell’omonima piazza, fu edificata nel XVI secolo ed è dedicata ai Santi Prisco e Agnello. La Chiesa, che fu costruita con il contributo dei fedeli, serba una tela di Gustavo Mancinelli del 1873 che rappresenta la Madonna con in braccio Gesù e con i Santi Prisco e Agnello in venerazione. A picco sul mare è poi da ammirare la villa dello scrittore americano Francis Marion Crawford, che durante il secolo scorso, per un periodo soggiornò in costiera. E’ un’antica casa colonica restaurata nel corso dell’Ottocento e oggi sede dell’Istituto Maria Ausiliatrice. In ordine alle origini di Sant’Agnello, i primi abitatori locali furono gli Osci, a cui si unirono successivamente i Fenici. Lo storico Pelliccia sostiene che in principio la zona sorrentina fosse un’isola e che il territorio Nocerino, Sarnese e Nolano avesse avuto origine da un’eruzione del Vesuvio avvenuta all’incirca due secoli prima della fondazione di Roma (721 a.C.). Pare che l’isola si chiamasse Eea e che fosse, nell’Odissea, la dimora della Maga Circe e delle Sirene. Resta comunque attestato da ritrovamenti archeologici, che la presenza umana sulla penisola risale a circa cinquantamila anni fa. Tra le ghiotte occasioni per visitare questa suggestiva  località, meta di numerosi turisti durante tutto l’anno, si ricordano i festeggiamenti a dicembre del Patrono Sant’Agnello, protettore delle puerpere e degli animali gravidi, la Sagra dei prodotti tipici a settembre nel rione Colli di Fontanelle, la processione a luglio in onore della Madonna delle Grazie nel rione Trasaella e la Festa di San Rocco ad agosto nel rione Maiano, a cui si associa la Sagra della Polpetta.</p>
<p><a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" rel="lightbox[2007]"><img class="alignleft size-full wp-image-1981" title="camper" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" alt="" width="50" height="25" /></a>Per il camperista:  Parcheggio Vittoria in Via Cocumella</p>
<p>Info: 081.5332111  &#8211; www.comune.sant-agnello.na.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2010/02/08/sant%e2%80%99agnello-na-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Torre del Greco (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/torre-del-greco-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/torre-del-greco-na/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Campania]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Torre del Greco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=1438</guid>
		<description><![CDATA[Città del corallo, dei fiori e del mare
Famosa in tutto il mondo per la lavorazione artistica del corallo, del cammeo su conchiglia e della madreperla, Torre del Greco, posta alle falde del Vesuvio, tra il vulcano e il golfo di Napoli, vanta due musei dedicati a questa lavorazione: uno storico all&#8217;interno dell’”Istituto d&#8217;arte di stato” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Città del corallo, dei fiori e del mare</h3>
<p>Famosa in tutto il mondo per la lavorazione artistica del corallo, del cammeo su conchiglia e della madreperla, Torre del Greco, posta alle falde del Vesuvio, tra il vulcano e il golfo di Napoli, vanta due musei dedicati a questa lavorazione: uno storico all&#8217;interno dell’”Istituto d&#8217;arte di stato” e l’altro più piccolo e privato, con la collezione Liverino. Questa storica tradizione artistica, sviluppatasi a partire dal XVII secolo è ancora oggi tramandata dall’antica Scuola d’incisione e lavorazione del corallo. <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/torredelgreco-300x200.jpg" rel="lightbox[1438]"><img class="alignright size-medium wp-image-1460" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/torredelgreco-300x200.jpg" alt="Torre del Greco" width="300" height="200" /></a>Torre del Greco è il quarto comune della Campania per numero di abitanti, distribuiti su tre centri: il capoluogo e le frazioni di Santa Maria la Bruna e Leopardi, così denominata in onore del poeta che vi soggiornò nell’ultimo periodo della sua vita. A ricordare Leopardi c’è poi la bella Villa delle Ginestre, già villa Ferrigni, recentemente restaurata. Ma tra le belle residenze nobiliari sorte sul territorio tra il XVII e il XVIII secolo sono da citare anche villa Vallelonga, dei primi del Settecento, villa del Cardinale, con un bel salone con affreschi settecenteschi, villa Prota e villa Macrina. In contrada Sora è presente l’area di maggiore interesse archeologico risalente al I secolo d.C., i resti della Villa Sora, della famiglia Flavia, con annesso un complesso termale. Nella zona del Colle dei Camaldoli sono invece presenti i ruderi di una villa rustica. Da non perdere inoltre le rinomate “Cento Fontane” situate nella zona porto. Le chiese di Torre del Greco furono spesso riedificate su edifici più antichi, distrutti nel corso dei secoli dalle eruzioni laviche del Vesuvio. Tra questi si ricordano: la parrocchia di Santa Croce con il campanile barocco, che venne seppellito durante l&#8217;eruzione del 1794, la vicina Seicentesca Chiesa di San Michele con la Terra Santa e l’area ipogea della Chiesa dell&#8217;Assunta con i suoi cunicoli scavati al di sotto dell&#8217;eruzione del 1794. Conserva ancora intatta l&#8217;area ipogea e le vestigia dell&#8217;antica chiesa risalente al 1000, la Chiesa di Santa Maria del Principio. Fu edificato sulle vestigia di un precedente complesso monastico Cinquecentesco, il Monastero degli Zoccolanti. All&#8217;interno del chiostro sono rappresentati in 28 pannelli affrescati, episodi della vita e della predicazione di Francesco d&#8217;Assisi. Oltre a laboratori orafi e del corallo, l’economia territoriale poggia prevalentemente sull’industria armatoriale, sui cantieri navali, su aziende florovivaistiche di media e piccola estensione e sull’ antiquariato. E’ inoltre presente il centro di manutenzione delle Ferrovie dello Stato. Ottimi e rinomati infine, sia i numerosi ristoranti della zona dove degustare soprattutto piatti a base di pesce, sia le ottime  pasticcerie, come il laboratorio “Mennella Antonio”, dove il profumo delle dolci delizie preparate quotidianamente inebria e il sapore soddisfa anche i palati più esigenti e raffinati.</p>
<p>info: 081. 8491655 &#8211; <a href="http://www.comune.torredelgreco.na.it">www.comune.torredelgreco.na.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/torre-del-greco-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pozzuoli (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/pozzuoli-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/pozzuoli-na/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Campania]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzuoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=1436</guid>
		<description><![CDATA[Capitale flegrea
Principale centro dei Campi Flegrei, Pozzuoli, antica cittadina marinara, si sviluppa su un promontorio roccioso proteso nel golfo, tra Posillipo e Miseno. La favorevole posizione geografica, la storica tradizione di stazione termale e balneare, la presenza di monumenti antichi romani e medioevali, fanno di Pozzuoli un importante centro turistico, commerciale e peschereccio. I moltissimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Capitale flegrea</h3>
<p>Principale centro dei Campi Flegrei, Pozzuoli, antica cittadina marinara, si sviluppa su un promontorio roccioso proteso nel golfo, tra Posillipo e Miseno. La favorevole posizione geografica, la storica tradizione di stazione termale e balneare, la presenza di monumenti antichi romani e medioevali, fanno di Pozzuoli un importante centro turistico, commerciale e peschereccio. I moltissimi luoghi da visitare, il mare ed i fenomeni vulcanici e bradisismici del suo suolo si fondono in un incastro tra storia e moderno, tra ricchezze culturali e naturali, conferendo a Pozzuoli un fascino unico. La città fondata nel 530 a.C. da esuli provenienti da Samo, fu chiamata Dicearchia, cioè governo giusto, in polemica contrapposizione al governo della propria patria dominata dal tiranno Policrate. <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/pozzuoli.jpg" rel="lightbox[1436]"><img class="alignright size-medium wp-image-1469" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/pozzuoli-300x224.jpg" alt="Pozzuoli" width="300" height="224" /></a>Dicearchia fu soggetta al controllo della vicina e potente Cuma fino al 421 a.C., anno in cui i Sanniti occuparono tutta la regione flegrea. I Romani, che avevano conquistato la Campania nel 338 a.C. cambiarono il nome di Dicearchia in Puteoli, cioè piccoli pozzi, molto probabilmente a causa delle sorgenti termominerali che ancora oggi sorgono dal terreno. A partire dal II secolo a.C. iniziò l’ascesa economica di Puteoli che, nel ruolo di porto commerciale di Roma, si trasformò ben presto in una città cosmopolita dove trovarono ospitalità mercanti di tutto il Mediterraneo antico, come Egiziani, Greci, Fenici e altri. Pozzuoli dalla sua posizione offre dei paesaggi unici: dalla Solfatara a Monte Nuovo, dal Lago d’Averno a Monte S. Angelo a Astroni. Il territorio di Pozzuoli e più in generale quello dei Campi Flegrei, vero patrimonio archeologico e naturalistico, unico nel suo genere, meta prescelta di scrittori, filosofi ed artisti, vive oggi un momento particolarmente favorevole per il rilancio delle attività connesse al territorio e al turismo. I Campi Flegrei, nel passato sono stati scenario di eventi naturali spettacolari e ancor oggi, con periodicità variabile, il territorio offre motivi di interesse e di studio. Il bradisismo di Pozzuoli, uno dei fenomeni più conosciuti al mondo e costantemente oggetto di studi, è caratterizzato dall&#8217;innalzamento o abbassamento di una certa area, determinando, quindi il ridisegnamento continuo delle forme. Innumerevoli sono i  luoghi da visitare a Pozzuoli, tra monumenti della natura e opere dell&#8217;uomo: il Santuario di San Gennaro, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie,la solfatara, il tempio di Serapide, l&#8217;anfiteatro Neroniano-Flavio, il Tempio di Nettuno, la necropoli romana. Il tempio di Serapide, famosissimo in tutto il mondo, era in realtà non un tempio ma un mercato, realizzato probabilmente in epoca Flavia. Enormemente danneggiato del bradisismo, era decorato da marmi e mosaici finissimi, realizzato con colonne in marmo, statue e fontane. E’  definito il “termometro” del bradisismo, in quanto i danni arrecati alle colonne della struttura, consentono di stabilire il livello di innalzamento delle acque. Esso custodiva anche una statua di Serapide, da cui il nome del tempio. Legata al bradisismo anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, tra le più antiche della Città, è stata più volte danneggiata e restaurata. La parte superiore della facciata mostra una bella vetrata a riempimento e decorazione dell’arco a tutto sesto. L’Anfiteatro Flavio che fu realizzato sotto l&#8217;imperatore Vespasiano e inaugurato da Tito, si sviluppava su tre ordini di arcate con scale e corridoi. L&#8217;arena, dove si svolgevano gli spettacoli, era sezionata in diverse parti comunicanti tra loro. L&#8217;anfiteatro era dotato anche di sotterranei ed è ricordato come il terzo anfiteatro più grande ed importante dell&#8217;epoca, dopo il Colosseo e quello di Capua. Nelle vicinanze dell’anfiteatro sono visibili i resti in opera laterizia di uno dei più imponenti e scenografici complessi termali puteolani. Le terme dovevano essere degradanti verso il mare creando dal mare un notevole effetto scenografico. Nei pressi della solfatara sorge infine il Santuario di San Gennaro edificato tra la fine del VI e l’inizio del VII secolo. Della originaria costruzione è rimasto soltanto l&#8217;altare, noto alla pietà popolare come la pietra sulla quale sarebbe stato decapitato il Santo. Più volte danneggiato, ricostruito  e restaurato, il Santuario serba al suo interno anche pregevoli opere d’arte contemporanea.</p>
<p>info: 081.8551111 &#8211; <a href="http://www.comune.pozzuoli.na.it">www.comune.pozzuoli.na.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/pozzuoli-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mugnano di Napoli (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/mugnano-di-napoli-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/mugnano-di-napoli-na/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Mugnano di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=1431</guid>
		<description><![CDATA[Nella Campania Felix
Posto alle falde dei monti Flegrei, Mugnano di Napoli occupa un territorio completamente pianeggiante che fa parte della vasta pianura campana. Terra fertile da sempre, la città ha mantenuto attiva la produzione agricola, in particolare nel settore ortofrutticolo, ma fiorente è anche il comparto industriale del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature. Inoltre sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nella Campania Felix</h3>
<p>Posto alle falde dei monti Flegrei, Mugnano di Napoli occupa un territorio completamente pianeggiante che fa parte della vasta pianura campana. Terra fertile da sempre, la città ha mantenuto attiva la produzione agricola, in particolare nel settore ortofrutticolo, ma fiorente è anche il comparto industriale del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature. Inoltre sono presenti floride aziende legate ai prodotti offerti dal pescoso mare, come Mediterranea Pesca e Al Delfino. Mediterranea Pesca dal 1979 opera nella lavorazione e congelazione dei prodotti ittici, imponendosi nel tempo sul mercato per qualità e professionalità. Tra le specialità prodotte, spiccano i polpi arricciati. “Al Delfino”, freschezza sotto zero, si occupa della lavorazione e commercio sia  all’ingrosso che al dettaglio di pesce congelato e surgelato. Tre i punti vendita: due a Mugnano di Napoli e uno ad Aversa. Abbiamo anche visitato Elleci, dimensione arredamenti, uno show-room con prodotti di assoluta qualità. Prestigio e funzionalità sono le caratteristiche che da sempre contraddistinguono i marchi presenti nei tre piani di esposizione. Preventivo e consulenza gratuiti per la realizzazione di progetti completamente personalizzati. Le origini di Mugnano di Napoli risalgono all’epoca romana, e la sua fondazione e storia sono legate a quella della città di Nola. Le prime notizie storiche sulla cittadina risalgono al X secolo, quando da documenti risulta casale appartenente al ducato di Napoli. Successivamente rientrò nel demanio regio e non subì, pertanto il dominio feudale. Controversa è invece l’origine del nome, che per alcuni deriverebbe dalla gran quantità di mulini nella zona, per altri da un episodio avvenuto verso la fine del ‘400 e infine, per altri ancora dal nome di persona Munius. A Mugnano di Napoli si consiglia una visita alla Parrocchiale di San Biagio fondata nel 1542, alla Chiesa del Sacro Cuore, alla Chiesa della Madonna del Carmine, alla Chiesa dei SS. Alfonso e Luigi, ma soprattutto ai diversi edifici nobiliari Settecenteschi. Tra questi: Palazzo Zurlo-Capasso, residenza estiva della nobiltà napoletana, posta ai piedi dei Camaldoli e, il rudere della Villa Venusto, residenza del marchese salentino Turi Ottavio Venusto. Lungo l’antica via di Chiaiano, sorge la Masseria Torricelli, edificata alla fine del XVI secolo e all’epoca di proprietà dei duchi di Melito De Juliis-Caracciolo. Oggi la struttura non è più visitabile, infatti l’ingresso venne murato in seguito al trafugamento di un antico affresco bizantino del Mille, ma rappresenta lo stesso un esempio di architettura rurale con tipologia a corte chiusa. In prossimità della Masseria c’è poi una piccola cappella angioina, in stile gotico, detta di Santa Maria di Campo d’Isola, realizzata in tufo e mattoni. La città festeggia il suo Patrono, San Biagio di Sebaste il 3 febbraio, mentre la terza domenica di ottobre è la Festa del Sacro Cuore di Gesù. Assolutamente da non perdere in tali occasioni, le spettacolari esibizioni pirotecniche che attirano ogni anno migliaia di spettatori. </p>
<p>info: 081.5710111 &#8211; <a href="http://www.comune.mugnano.na.it">www.comune.mugnano.na.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/mugnano-di-napoli-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Crispano (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/crispano-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/crispano-na/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Crispano]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=1428</guid>
		<description><![CDATA[Nella Campania Felix
Crispano sorge nella pianura campana, alla sinistra del torrente Regi Lagni, e occupa un territorio che per la fertilità dei terreni fu in passato terra ambita da molte popolazioni. Le sue origini
sono molto antiche e alcuni studiosi le fanno risalire al periodo della dominazione  romana. Lo stesso nome pare derivi dal nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nella Campania Felix</h3>
<p>Crispano sorge nella pianura campana, alla sinistra del torrente Regi Lagni, e occupa un territorio che per la fertilità dei terreni fu in passato terra ambita da molte popolazioni. Le sue origini<br />
sono molto antiche e alcuni studiosi le fanno risalire al periodo della dominazione  romana. Lo stesso nome pare derivi dal nome di un soldato o dignitario romano, tale Crispius, che secondo la tradizione ricevette  le terre di Crispano in contropartita a servigi militari. Tuttavia in base a ritrovamenti archeologici in zona, si ritiene che l’area fosse insediata fin dal Neolitico inferiore e che il territorio corrispondente al comune di Crispano appartenesse all’antica città di Atella. Di questa rimase suo casale fino alla costituzione dei comuni in epoca murattiana. Il primo documento ufficiale in cui è menzionato il nome Crispanum è del 936. Come per i comuni limitrofi, anche Crispano, a partire dalla seconda metà del VI secolo, subì le dominazioni longobarda e normanna e nel XIV secolo divenne feudo delle famiglie Del Gaudio, Di Leonardo e Ruffo Di Calabria. A questi seguirono poi altri casati italiani e spagnoli, fino alla fine della feudalità nei primi dell’Ottocento. L’assetto urbanistico di Crispano, risalente all’anno Mille, è suddiviso in quattro quartieri principali: il vecchio centro e i comprensori di Madonnella, Acquedotto e Cappuccini. Da ammirare a Crispano l’antica Chiesa di San Gregorio Magno, che serba al suo interno pregevoli opere di artisti locali. In particolare una tela raffigurante la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina, realizzata da Luca Giordano (1634 – 1705), pittore di fine ‘600 tra i massimi esponenti del barocco napoletano. Bella anche la cornice in legno su cui sono riprodotti i Misteri del Rosario. La navata maggiore della Chiesa è scandita da possenti pilastri che impostano archi a tutto sesto, dove sono addossate lesene murali reggenti uno sporgente cornicione. Il Presbiterio si fregia di un pregevole altare in marmo policromo lavorato con raffinate volute e si conclude con abside piano che custodisce un bel dipinto raffigurante il San Gregorio Magno. Un’ottima occasione per visitare la città è la Festa del Giglio, celebrata da ben 136 anni, nel mese di giugno in onore di Maria Santissima del Buon Consiglio. La festa che ricalca quella che si svolge a Nola, si caratterizza per le maestosi torri piramidali, dette gigli, che possono raggiungere l’altezza di 25 metri e sono decorate secondo temi religiosi. Ancora più antica è la festa di San Gregorio (12 marzo), Patrono di Crispano, la cui devozione degli abitanti pare risalerebbe all’epoca longobarda, quindi al VI-VII secolo. Fu infatti San Gregorio, eletto papa nel 590 ad avviare la conversione degli invasori alla religione cristiana. In ordine all’economia, Crispano vanta la presenza di attività industriali nei settori alimentare, cartotecnico e dell’abbigliamento. Rilevanti anche l’allevamento e l’agricoltura. Tra le principali colture: cereali, ortaggi e uva da vino. Lasciamo la città ringraziando della partecipazione gli operatori presenti nel servizio.</p>
<p>info: 081.8362025</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/crispano-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Calvizzano (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/calvizzano-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/calvizzano-na/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Campania]]></category>
		<category><![CDATA[calvizzano]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=1419</guid>
		<description><![CDATA[Nella piana di bonifica dei Regi Lagni
Calvizzano è un paese le cui origini risalgono con molta probabilità all’epoca romana, come testimoniano i numerosi reperti archeologici e il nome stesso del paese, presumibilmente derivante da Calvisuis o Calvicius. Per la collocazione nell’agro napoletano, Calvizzano risentì in epoca altomedievale delle travagliate vicende del Ducato di Napoli. Divenne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nella piana di bonifica dei Regi Lagni</h3>
<p>Calvizzano è un paese le cui origini risalgono con molta probabilità all’epoca romana, come testimoniano i numerosi reperti archeologici e il nome stesso del paese, presumibilmente derivante da Calvisuis o Calvicius. Per la collocazione nell’agro napoletano, Calvizzano risentì in epoca altomedievale delle travagliate vicende del Ducato di Napoli. Divenne casale solo nel 1269 e in seguito fu concesso in feudo, prima ai Caracciolo di Napoli e poi a Francesco D’Allegro e Antonio De Rabo. Nel 1669 Don Francesco Comero ne acquistò il casale e nel 1681 la Baronessa Margherita Carrera lo portò in dote sposando il duca Diego Pescara che divenne Duca di Calvizzano. Alla fine del feudalesimo e l’inizio dell’Amministrazione Comunale, il paese seguì le sorti del Regno delle Due Sicilie e poi dell’Italia. Al centro del paese si trovava la piccola chiesetta di Santa Maria Annunziata che nel 1550 fu abbattuta per far posto alla nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie, la cui costruzione fu ultimata nel 1608. La chiesa presenta una navata centrale, due grandi cappelloni ed una maestosa cupola probabilmente disegnata e diretta dall’architetto e scultore napoletano Vaccaro, al quale certamente sono da attribuire i pregevoli stucchi. Le due entrate laterali, con ballatoi e parapetti furono creati nel 1605. A Calvizzano ha sede una delle più antiche ed importanti Diocesi di Napoli, la Parrocchia di S. Giacomo Apostolo Maggiore, al cui interno si possono ammirare dipinti e tele di Nicola Vaccaro. Poco distante dal centro abitato sorge la piccola cappella dedicata a S. Pietro, già esistente nel 1336, come si evince da un documento custodito nelle Biblioteche Vaticane. L’attuale chiesa, risale al 1656 anno di una terribile peste che colpì Calvizzano. I fedeli lasciarono il luogo abitato e si portarono nella zona di San Pietro, in aperta campagna, dove venerarono il Santo affinché li proteggesse dal morbo. Scampato il pericolo, con le loro offerte, i devoti ampliarono e abbellirono la vecchia chiesetta incorporandovi l’originaria abside. Calvizzano è un centro prevalentemente agricolo famoso soprattutto per la produzione di mele, ma non mancano floride attività commerciali ed artigianali. Abbiamo fatto visita, a tal proposito a Trincaffé sas, dove il caffè è tradizione che il tempo non cambia. Questa bella e aromatica azienda nasce ed opera da più di 40 anni sul territorio con il preciso scopo di produrre esclusivamente &#8220;caffé miscela bar&#8221; rivolgendosi ad una specifica ed esigente clientela napoletana, che ha fatto, del caffé, una vera tradizione. La lavorazione di Trincaffé rispetta gli antichi metodi e il risultato è un caffè dal gusto amabile e corposo, dall’ aroma inconfondibile e dal colore tipico con venature nocciola. Le opportune selezioni delle migliori qualità di caffè, l’attenta stagionatura e la successiva la torrefazione e, infine le confezioni studiate per preservare tutte le caratteristiche, fanno delle miscele Trincaffé, l’eccellenza napoletana.</p>
<p>info: 081.7120711 &#8211; <a href="www.comune.calvizzano.na.it">www.comune.calvizzano.na.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/calvizzano-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bacoli (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/bacoli-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/bacoli-na/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:07:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale Campania]]></category>
		<category><![CDATA[bacoli]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=1416</guid>
		<description><![CDATA[L’antica Bauli
Bacoli, situata di fronte all’isola di Procida, tra il promontorio del castello di Baia, la punta del Poggio e il lago Miseno, fa bella mostra di sé con il suo spettacolare mare e la sua lunga storia. Conserva infatti antiche vestigia, come la Tomba di Agrippina posta sulla spiaggia e le Centum Cellae, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>L’antica Bauli</h3>
<p>Bacoli, situata di fronte all’isola di Procida, tra il promontorio del castello di Baia, la punta del Poggio e il lago Miseno, fa bella mostra di sé con il suo spettacolare mare e la sua lunga storia. Conserva infatti antiche vestigia, come la Tomba di Agrippina posta sulla spiaggia e le Centum Cellae, le Cento Caramelle, ossia un impianto di serbatoi d’acqua di una delle più antiche ville di Baia risalente al I secolo d.C. ed appartenuta molto probabilmente all’oratore Ortensio. Restano tracce di un’altra cisterna romana a sud dell’abitato ed è la Piscina Mirabilis, la cui volta poggia su 48 pilastri quadrangolari disposti su quattro file a formare cinque navate. <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/bacoli.jpg" rel="lightbox[1416]"><img class="alignright size-medium wp-image-1477" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/09/bacoli-300x225.jpg" alt="Bacoli" width="300" height="225" /></a>Ma di sicuro tante altre ricchezze sono nascoste sotto le limpide acque della baia, essendo stata  la città in età romana un prescelto centro residenziale e sede della flotta pretoria imperiale. Dopo un lungo periodo di decadenza, nel Seicento, tutta la zona riprese vita, grazie ad una colonia di ebrei napoletani, che basò la propria economia sulla pesca, la produzione vinicola  e le cave di tufo. Si avviò soprattutto la mitilicoltura nel lago Fusaro e verso la fine del Settecento, Ferdinando IV di Borbone su un isolotto fece costruire dal Vanvitelli, un padiglione per la pesca e la caccia: la spettacolare Casina Reale. La storica tradizione della mitilicoltura ha influenzato anche la gastronomia locale, della quale assolutamente da non perdere è la zuppa di frutti di mare alla bacolese. Altra bellezza da ammirare a Bacoli è il Castello di Baia realizzato intorno al 1490 per volere di re Alfonso II d’Aragona. Nato per scopi difensivi, divenne prima una prigione poi sede teatrale. Oggi ospita il Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Continuiamo l’itinerario con il Tempio di Venere, edificato nell’età Adrianea. Parte di un più ampio complesso termale, si presume fosse riccamente decorato con marmi pregiati. Ai piedi del monte Miseno, verso la spiaggia di Miliscola, si apre la grotta della Dragonara, una grossa cisterna a cinque navate, utilizzata per l&#8217;approvvigionamento di acqua  dalle navi che si spingevano fin sotto la flotta. Sempre a Miseno, infine, per gli amanti delle immersioni, da non perdere è la Grotta dello Zolfo. In ordine all’economia abbiamo visitato due floride aziende: Gierre snc e, per i prodotti tipici di nicchia, Sciachi sas. Gierre snc opera nel settore nautico, svolgendo principalmente lavori di manutenzione ed assistenza yacht e imbarcazioni da lavoro; servizi nautici in genere, compreso il rimessaggio, l’ormeggio e tutti i servizi portuali per il naviglio da diporto. L’azienda opera su tutto il territorio nazionale ed anche internazionale da numerosi anni. Attualmente Gierre vanta il privilegio di essere anche officina autorizzata Caterpillar, G.M. propulsori Ameson, generatori Kholer e invertitori Twin disc.</p>
<p>info: 081.8553111 &#8211; <a href="http://www.comune.bacoli.na.it">www.comune.bacoli.na.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/09/10/bacoli-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Palma Campania (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/03/21/palma-campania-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/03/21/palma-campania-na/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 08:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[palma campania]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=626</guid>
		<description><![CDATA[Storico il suo carnevale.
Palma Campania è una piacevole cittadina situata ai piedi del Monte Sant’Angelo, all&#8217;estremità orientale dell&#8217;agro Nolano, fra i torrenti Lagno di Moschiano e Lagno di Somma. E’ poco distante da Napoli e felicemente posizionata rispetto al baricentro regionale. La piana di Palma Campania era abitata già in età preistorica, come attestano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Storico il suo carnevale.</strong></p>
<p>Palma Campania è una piacevole cittadina situata ai piedi del Monte Sant’Angelo, all&#8217;estremità orientale dell&#8217;agro <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/03/palma-campania.jpg" rel="lightbox[626]"><img class="alignright size-medium wp-image-627" title="palma-campania" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/03/palma-campania-300x225.jpg" alt="palma-campania" width="300" height="225" /></a>Nolano, fra i torrenti Lagno di Moschiano e Lagno di Somma. E’ poco distante da Napoli e felicemente posizionata rispetto al baricentro regionale. La piana di Palma Campania era abitata già in età preistorica, come attestano i rinvenimenti archeologici in località Balle, risalenti al Bronzo Antico. Reperti che sono oggi esposti nel Museo archeologico di Napoli e nell’Antiquarium Stabiano. In epoca romana, l’abitato si sviluppò lungo la via Popilia nella località denominata ad Teglanum. Di questa epoca perdurano i resti dell’Acquedotto Augusteo in località Tirone. Abbandonato il vecchio centro, in seguito alle numerose e disastrose eruzioni del Vesuvio, la popolazione locale si spostò sulla vicina collina dove fondò un nuovo villaggio. La storia di Palma Campania è strettamente legata alle vicende di illustri famiglie come i Di Palma, gli Orsini, i Della Tolfa, i Pignatelli, i Di Bologna, i Caracciolo, i Salluzzo ed i Compagna. Anticamente e fino al 1863,  il paese si chiamò Palma di Nola. L’antica area urbana, aggrappata alla collina, conserva tutt’ora vari motivi di interesse storico: aspetti architettonici e decorativi dei secoli scorsi e un largo uso della pietra vesuviana, riscontrabili in viali, gradini e portali. Un meraviglioso viale di platani collega la stazione ferroviaria con il centro storico. Poco distante da Piazza De Martino, centro della vita cittadina, si erge il palazzo “Aragonese” residenza di re Alfonso D&#8217;Aragona e i suoi discendenti per la caccia al falcone nel Piano di Palma. In via Municipio, sorge invece la Chiesa del Corpo di Cristo e del SS. Rosario del XVI secolo, mentre in via San Felice è ubicata la Chiesa “Mater Dei”, eretta verso la fine dell’800. Sorgono poi in largo Parrocchia, la Chiesa di San Michele Arcangelo e le Congreghe dell’Immacolata e di San Maria della Purità. Una parte di questo complesso monumentale risale al Medioevo. Nella frazione Vico, posta più in alto si incontra prima la Chiesa di San Martino del IX secolo e poi la Chiesa ed il Convento di Santa Croce al Casale del XIV secolo.  Palma Campania basa la sua economia su agricoltura, praticata soprattutto nelle frazioni Pozzoromolo e Fiume, e sulla piccola industria. Tra le tipicità prodotte, il pomodoro Dop San Marzano e il vino Pompeiano. Palma Campania ha dato i natali a personaggi illustri come Vincenzo Russo, ideologo e martire della Repubblica Partenopea, ed Antonio Martino, medico della casa reale sabauda. Occasione da non perdere per visitare la città è il famoso e seguitissimo Carnevale Palmese, durante il quale si svolge la tradizionale danza della quadriglia.</p>
<p>info: 081.8207411  <a href="http://www.comune.palmacampania.na.it" target="_blank">www.comune.palmacampania.na.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/03/21/palma-campania-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nola (Na)</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2009/03/21/nola-na/</link>
		<comments>http://www.italiaemagazine.it/2009/03/21/nola-na/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 07:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[I comuni]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.italiaemagazine.it/?p=604</guid>
		<description><![CDATA[Nella dolce Campania Felix.
Nola, situata alle spalle del Vesuvio in una distesa di verde circondata da colli, è  un’antichissima città, fondata all’incirca nell’800 a.C. dagli Osci. Definita terra di fortuna e di ospitalità per la dolcezza del clima e per la fecondità dei campi, Nola è una città illustre ed orgogliosa del suo passato storico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nella dolce Campania Felix.</strong></p>
<p>Nola, situata alle spalle del Vesuvio in una distesa di verde circondata da colli, è  un’antichissima città, fondata <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/03/nola.jpg" rel="lightbox[604]"><img class="alignright size-medium wp-image-605" title="nola" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/03/nola-300x225.jpg" alt="nola" width="300" height="225" /></a>all’incirca nell’800 a.C. dagli Osci. Definita terra di fortuna e di ospitalità per la dolcezza del clima e per la fecondità dei campi, Nola è una città illustre ed orgogliosa del suo passato storico – culturale, del quale serba notevoli testimonianze. Ne sono esempi il Duomo dell’Assunta, ricostruito nel 1900 in stile neoclassico, dopo un disastroso incendio, le trecentesche chiese di San Felice e San Biagio, i cinquecenteschi palazzi Covoni e Orsini, il Villaggio Preistorico riportato alla luce da poco, i cui ritrovamenti, ossia utensili dell’Età del Bronzo (1800 a.C.) sono conservati nel Museo Archeologico. Interessantissimi sono ancora la Trecentesca Chiesa di S. Maria Jacoboni, un piccolo gioiello architettonico del XIV secolo, il coevo Convento di Sant’Angelo in Palco, con all’interno uno splendido refettorio affrescato e, il Seminario Vescovile del XVIII secolo. Legata nei secoli a San Paolino, che Vescolo a Nola, introdusse nella chiesa l’uso delle campane, dette appunto “nolae”. A lui la città dedica annualmente a giugno la Festa dei Gigli,  un evento spettacolare, conosciuto a livello mondiale, dove si rievoca il suo ritorno in città dalla prigionia ad opera dei barbari. Otto Gigli, in realtà pesanti obelischi in legno alti 25 metri, che rappresentano gli antichi mestieri, sono trasportati, unitamente ad una sorta di barca che porta il Turco, tra le vie della città, a spalla da 120 uomini tra danze e coreografie particolari. Nola è anche la terra natia del filosofo Giordano Bruno che, accusato di eresia fu arso vivo a Campo dé Fiori. A Nola finì i suoi giorni il primo imperatore romano, Ottaviano Augusto. E ancora, in questa città avvenne l’11 settembre del 1943 una delle peggiori stragi compiute dai nazisti e passata alla storia come l’eccidio di Nola. Ma Nola è anche la sede della prima banca istituita in Europa; città di antica tradizione forense; sede di tribunale e non ultimo sede del CIS, il polo distributivo di merci più importante del Meridione e uno dei maggiori a livello mondiale. Con oltre 300 aziende, 4000 addetti è una vera città degli affari con banche e servizi e, nella stessa area è presente un interporto, che vanta una stazione ferroviaria interna, unico caso in Italia.</p>
<p>info: 081.8226111  <a href="www.comune.nola.na.it" target="_blank">www.comune.nola.na.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.italiaemagazine.it/2009/03/21/nola-na/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
