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	<title>ITALIAEMAGAZINE.IT &#187; Blognotes</title>
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	<description>Italia è...Magazine, i colori dell&#039;informazione - Il periodico di attualità, turismo e cultura di Costa Editore</description>
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		<title>Un aiuto contro la divisione digitale!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 16:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Paolo Garrisi.
Il termine anglosassone è “Digital Divide” e in italiano lo definiamo divario digitale: esso viene inteso come mancanza di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione. Ma in definitiva non sempre il problema del divario digitale riguarda la mancanza di internet e di reti ad alta velocità o ancora mancanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Paolo Garrisi.</strong></p>
<p>Il termine anglosassone è “Digital Divide” e in italiano lo definiamo divario digitale: esso viene inteso come mancanza di accesso e di fruizione alle nuove tecnologie di comunicazione. Ma in definitiva non sempre il problema del divario <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/logo_associazione_picc.jpg" rel="lightbox[2175]"><img class="alignright size-medium wp-image-2176" title="logo_associazione_picc" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/08/logo_associazione_picc-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a>digitale riguarda la mancanza di internet e di reti ad alta velocità o ancora mancanza di mezzi idonei!! Il più delle volte la questione del divario digitale riguarda la capacità dei singoli soggetti di fronte alle nuove tecnologie e quindi il saper usare (direi anche il voler usare) o no i computer. In altre parole le domande che vogliamo porci sono queste: sappiamo utilizzare tutti un computer? Conosciamo tutti internet? Abbiamo abbastanza nozioni  tecnologiche per chattare con Messenger o aprire un account su Facebook? Sappiamo cos’ è uno smartphone?  La questione diventa appunto un problema sociale e può essere arginato attraverso corsi d’informatica costosissimi o con persone volenterose e preparate, che vogliano condividere con chi ha più difficoltà, le fantastiche meraviglie di internet e le nuove tecnologie. L’associazione culturale “Qui Web” (www.quiweb.org) nasce appunto con lo scopo di diffondere la cultura digitale e dare libero accesso a internet e alle nuove tecnologie a tutte le persone che hanno bisogno di essere seguiti. L’associazione culturale “Qui Web” è a disposizione a Città Sant’Angelo (Pescara) per dare un messaggio chiaro e forte: internet è rivolto a tutti, alle persone di qualsiasi età e di qualsiasi livello tecnologico. Sprecare l’ opportunità di fare proprio il mondo digitale, sarebbe un vero peccato!! Buona navigazione a tutti!!</p>
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		<title>Diversamente abili sì, ma non sul web!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 14:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blognotes]]></category>
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		<category><![CDATA[fiera dell'elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[paolo garrisi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Garrisi
Quello della fiera di Silvi è senz’altro il classico appuntamento a cui i patiti abruzzesi di elettronica e computer non possono mancare e anche quest’anno nonostante l’immancabile crisi economica, la fiera organizzata dall’Associazione Radioamatori Italiana, non ha deluso le aspettative (info www.aripescara.org). La cosa che mi ha colpito questa volta, non è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Garrisi</p>
<p>Quello della fiera di Silvi è senz’altro il classico appuntamento a cui i patiti abruzzesi di elettronica e computer non possono mancare e anche quest’anno nonostante l’immancabile crisi economica, la fiera organizzata dall’Associazione Radioamatori Italiana, non ha deluso le aspettative (info www.aripescara.org). La cosa che mi ha colpito questa volta, <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/02/manolo-alla-fiera-del-radioamatore.jpg" rel="lightbox[1644]"><img class="alignright size-medium wp-image-1645" title="manolo-alla-fiera-del-radioamatore" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/02/manolo-alla-fiera-del-radioamatore-300x225.jpg" alt="manolo-alla-fiera-del-radioamatore" width="300" height="225" /></a>non è stato l’ultimo gadget tecnologico tra i tanti stand ma un ragazzo di nome Manolo. Egli era lì, a pochi passi dall’ingresso, seduto sulla sua sedia a rotelle in un piccolo angolo a lui dedicato. Ma dedicato a che cosa? La curiosità è tanta: glielo domando e a fatica riesco a capire il suo nome, un nome bello e sacrosanto come la causa che rappresenta: Manolo è lì alla fiera del radioamatore come ambasciatore di tutti i diversamente abili che vogliono navigare su internet ma che a causa di hardware come tastiere e mouse sempre più piccoli e sensibili, pregiudicano l’accesso al mondo digitale alle persone che come lui necessitano di particolari accorgimenti. Manolo grazie a questi speciali oggetti riesce a spiegare benissimo la sua presenza: grazie ad una tastiera grandissima con tasti colorati ed un mouse a forma di pallina riesce a controllare il suo handicap e visualizzare i caratteri sul monitor del portatile. Vi presento Ausilsystem un insieme di mezzi e di uomini specializzati nel campo hardware e software per soddisfare particolari esigenze rivolte alle persone con ridotte capacità di comunicazione, fisiche e cognitive, favorendo il più possibile l&#8217;autonomia ad ogni “diversamente abile”. Italia è…Magazine è dalla parte di chi contrasta il Digital Divide in ogni sua forma: l’handicap motorio è purtroppo una di quella. Perciò per maggiori info collegatevi al sito web www.in-contro.org/ausilsystem.htm, nel frattempo ringrazio di cuore Manolo e gli chiedo di fare delle foto per il magazine: lui contentissimo, mi dice di sì. Alla prossima amici internauti!!</p>
<p><a href="http://www.paologarrisi.com">www.paologarrisi.com</a></p>
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		<title>6 aprile 2009 ore 3,32…</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 14:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blognotes]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale terremoto in Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[paolo garrisi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Garrisi
E’ inutile negare l’evidenza. Il terremoto in Abruzzo in quel maledetto giorno e in quella maledetta ora, verrà ricordato tra gli eventi più catastrofici del secolo. Quasi 300 vite spezzate in 30 secondi  interminabili e soprattutto tante esistenze che da qui in poi, cambieranno radicalmente stili e abitudini. In questo numero di Blog [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paolo Garrisi</p>
<p>E’ inutile negare l’evidenza. Il terremoto in Abruzzo in quel maledetto giorno e in quella maledetta ora, verrà ricordato tra gli eventi più catastrofici del secolo. Quasi 300 vite spezzate in 30 secondi  interminabili e soprattutto tante esistenze che da qui in poi, cambieranno radicalmente stili e abitudini. In questo numero di Blog Notes non <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/sangregorio1.jpg" rel="lightbox[889]"><img class="alignright size-medium wp-image-948" title="sangregorio1" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/08/sangregorio1-300x225.jpg" alt="sangregorio1" width="300" height="225" /></a>potevo far finta di niente perché quello che i miei occhi hanno visto dopo, quello che la mia pelle ha percepito dopo, durante l’intervento a l’Aquila come operatore di Protezione Civile, solo Dio lo sa. Non  voglio raccontarvi una storia ma voglio semplicemente descrivervi una realtà: la mia, ossia quella vissuta nel campo tenda di San Martino D’Ocre, un paese di qualche centinaia di anime, in provincia dell’Aquila a 1100 m di altezza a pochi passi dalle rinomate località sciistiche di Rocca di Mezzo e Ovindoli e immerso nel verde Parco del Sirente Velino. Lo voglio fare così con le immagini delle persone che per giorni e per notti ho assistito nella tendopoli del campo di San Martino. Con i volti e con i gesti dei fratelli aquilani che hanno cambiato involontariamente e per sempre, anche la mia vita.<br />
Se volete dare un aiuto concreto e soprattutto “a buon fine” alla tendopoli di San Martino D’Ocre, potete versare il vostro contributo economico alla “Polisportiva San Martino, presso la Carispaq dell’Aquila, codice Iban IT 24 X 06040 03601 000000064956”. Per informazioni telefonate pure ad Adelio Nardis (il mitico Presidente dell’ Associazione) al numero di cellulare +39 338 3294063. Aiutateci a far tornare a volare l’Aquila e tutti gli aquilani.</p>
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		<title>Blognotes, uno sguardo a internet e nuove tecnologie</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 14:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[paolo garrisi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Garrisi
Social Network: entrare in rete, non fa più paura. 
I tempi sono oramai maturi. Ovunque se ne parla, quasi tutti lo usano per lavoro o per svago o per semplicemente instaurare un rapporto. I mass media comunicano molto più spesso, i personaggi illustri e famosi che se ne servono per aumentare la mole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Paolo Garrisi</strong></p>
<p><strong>Social Network: entrare in rete, non fa più paura. </strong></p>
<p>I tempi sono oramai maturi. Ovunque se ne parla, quasi tutti lo usano per lavoro o per svago o per semplicemente instaurare un rapporto. I mass media comunicano molto più spesso, i personaggi illustri e famosi che se ne servono per aumentare la mole dei propri fans o come abbiamo visto durante le ultime elezioni americane, per pura <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/02/nuovissimo_logo_blognotes3.jpg" rel="lightbox[278]"><img class="alignright size-full wp-image-282" title="nuovissimo_logo_blognotes3" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2009/02/nuovissimo_logo_blognotes3.jpg" alt="nuovissimo_logo_blognotes3" width="300" height="122" /></a>propaganda politica. E’ il fenomeno delle “reti sociali o social network” (in lingua inglese è entrato oramai di uso comune) la moda del momento che sul web spopola raggiungendo sempre maggior utenti tra gli internauti. Ma come mai tanto successo in così poco tempo e chi sono e come funzionano questi sistemi che alcuni per paura o per disprezzo, definiscono delle “diavolerie tecnologiche” cui stare a debita distanza? La risposta è presto detta. Le reti sociali nascono negli Stati Uniti più o meno a partire dal 2003, con il semplice scopo di sviluppare tramite internet, le relazioni sociali che ognuno di noi tesse nella sua vita quotidiana, in maniera più o meno casuale e negli ambiti più disparati: dall’infanzia alla scuola, dai luoghi di lavoro alle mete di svago, allo scopo di allacciare rapporti con parenti lontani o mai conosciuti, studenti dell’Università, amici distanti e qualsiasi altro cibernauta che entri in contatto con uno dei profili on line. Chiunque può virtualmente materializzarsi davanti al nostro monitor e diventare parte della nostra nuova rete di conoscenze. Basta volerlo e in men che non si dica si riallacciano rapporti virtuali, lontanamente mai realizzabili. Il fenomeno dei social network gravita attorno a 3 grandi filoni tematici: l’ambito professionale, quello dell’amicizia e delle relazioni amorose. Oggi sono centinaia di milioni gli utenti che utilizzano tali servizi: basti pensare che i contendenti principali Myspace e Facebook toccavano, fino al mese scorso, 115 milioni di iscritti per il primo e quota 132 milioni per il secondo. Ma chi sono i geni che hanno permesso con la loro intuizione che accadesse tutto questo? Per quanto concerne Facebook, la rete sociale nata allo scopo di ritrovare vecchi compagni di classe, dobbiamo ringraziare Mark Zuckerberg che nel febbraio del 2004, all’epoca giovane diciannovenne e studente presso l’Università americana di Harvard, decise insieme ad altri compagni specializzati in informatica, di sviluppare uno spazio all’interno del quale era possibile riallacciare dei rapporti sociali virtuali tra gli iscritti al servizio. Nessuno avrebbe mai pensato al successo planetario che “Faccia di libro” (così lo chiamano scherzosamente alcuni utenti italiani) avrebbe fatto di lì a poco e soprattutto i guadagni che sarebbero entrati nelle tasche del giovane Zuckerberg. In sintesi: nel 2006 Facebook vede crescere i suoi utenti in maniera sempre più esponenziale e nel 2007 è il primo social network al mondo come volume di traffico e dal luglio 2007 è stabilmente tra i 10 siti più visitati al mondo con un valore economico che si aggira attorno ai 16 miliardi di dollari. Un grandissimo successo simbolo come tanti altri portali web, di quel miracolo finanziario approdato nel settore della “New Economy”. Un “dejà vù” cui abbiamo già assistito con siti come Youtube e Google, a loro volta nati in piccoli garage e poi approdati a Wall Street con profitti di miliardi di dollari. Non c’è che dire: tantissima fortuna ma certamente “idee strepitose al momento giusto”. Un saluto caloroso a tutti e buona navigazione <img src='http://www.italiaemagazine.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <br />
<a href="http://www.paologarrisi.com" target="_blank">Paologarrisi.com</a></p>
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