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	<title>ITALIAEMAGAZINE.IT</title>
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	<description>Italia è...Magazine, i colori dell'informazione - Il periodico di attualità, turismo e cultura di Costa Editore</description>
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		<title>Ra-Gazza ladra</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 06:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giovani e società]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
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		<description><![CDATA[Noi che non crediamo troppo in noi stessi
di Giulia Di Fulvio
Si dice che la speranza sia l’ultima a morire, ma a sentire le cronache degli ultimi giorni, pare che di “sperare” si siano stancati un po’ tutti, a partire da noi giovani fino a quelli che lo sono un po’ meno. La speranza di diventare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Noi che non crediamo troppo in noi stessi</h3>
<p><strong>di Giulia Di Fulvio</strong></p>
<p>Si dice che la speranza sia l’ultima a morire, ma a sentire le cronache degli ultimi giorni, pare che di “sperare” si siano stancati un po’ tutti, a partire da noi giovani fino a quelli che lo sono un po’ meno. La speranza di diventare nel presente un po’ migliori di quanto lo siamo già ha lasciato spazio ad altro. Sofferenti dentro ma impavide fuori, siamo <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/b_mary_read_anne_bonny_calico_jack.jpg" rel="lightbox[1867]"><img class="alignright size-medium wp-image-1868" title="b_mary_read_anne_bonny_calico_jack" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/b_mary_read_anne_bonny_calico_jack-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>ragazze semplici che scrivono tra le righe di un diario segreto il nome del proprio innamorato ma che poi fuori chissà cosa combinano. Proprio come quella ragazza ventiseienne torinese che è riuscita a riunire un bel bottino grazie a furti a suon di bombolette urticanti, dei quali lei stessa racconta nel suo diario segreto tra pagine dedicate al pensiero della droga, della dieta e del suo grande amore Luca nonché compagno di furti. Lei non ha creduto nelle sue possibilità, non ha avuto la forza di chiedere aiuto per uscire dal circolo vizioso della droga e non ha reagito quando il suo grillo parlante si sgolava ricordandole ciò che stava facendo. Ci nascondiamo in cose più grandi di noi che arrivano a farci dimenticare chi siamo veramente. Potrei citare tanti altri casi, come il diciottenne ascolano che si vanta di essere “uno che conta” nel giro della droga (e che poi fa ubriacare e violenta una sedicenne). L’altra faccia della medaglia ha uno scenario diverso; non ci droghiamo, non violentiamo, non picchiamo e non rubiamo. Ma allo stesso modo non riusciamo a credere nelle nostre potenzialità. Ad esempio nel campo universitario: secondo dati diffusi dal Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca gli iscritti al primo anno negli atenei di tutta Italia sarebbero tantissimi  e quindi farebbero ben credere in prospettive allettanti: 896.509 immatricolati nell’anno 2008. E i laureati nello stesso anno? 158.654 . Naturalmente è quasi impossibile calcolare una percentuale esatta: si dovrebbe venire a conoscenza dell’anno effettivo di immatricolazione di coloro che si sono laureati e via dicendo. Ma comunque questi dati mi danno un po’ da pensare: manchiamo di stima e dichiariamo una rinuncia alla competitività sul campo internazionale ed europeo. Non ci sono motivi validi per gettare la spugna proprio ora in cui dobbiamo dimostrare in primo luogo a noi stessi di cosa siamo capaci, in modo da ritrovare quell’autostima ormai perduta. E rinascere nei costumi e nelle istituzioni più forti di prima. Se noi rappresentiamo il futuro, chi vorrebbe avere un futuro molliccio e fumoso?<br />
Buttandola sul ridere, a coloro i quali non avessero ancora ritrovato lo stimolo per rimettersi chi a lavorare, chi a studiare e chi semplicemente a cercare di capirci qualcosa in più, si potrà somministrare l’ultimissima pillola frutto di studi scientifici tedeschi che aumenta la capacità di concentrazione e la motivazione…  Credo che a questo proposito Thorsten Galert, il responsabile del team di ricerca, abbia pensato che dopo l’infelice esito di paternali, sgridate, bocciature, punizioni varie e scervellamenti psicologici, non resta altro che provare a farci infatuare della vita attraverso la chimica. Qualunque cosa vogliate fare, l’importante è non vivere in un sogno e rifugiarsi nella metafora della “Ra-Gazza ladra”, così come cita un simpatico libro per bambini, ma crescere insieme ad una passione costante e reale.</p>
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		<title>Il ricordo di Eolo Costi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 06:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artechiara]]></category>
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		<description><![CDATA[di Leo Strozzieri
Eolo Costi, scomparso prematuramente due anni or sono nella sua abitazione romana, fu critico di notorietà nazionale ed anche eccellente pittore, con una produzione straordinaria in campo grafico avendo lasciato una grande quantità di fogli, chine eseguite con stecchi di straordinario dinamismo e grande compostezza formale. All’opera complessiva dell’insigne personaggio (critica d’arte, pittura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Leo Strozzieri</strong></p>
<p>Eolo Costi, scomparso prematuramente due anni or sono nella sua abitazione romana, fu critico di notorietà nazionale ed anche eccellente pittore, con una produzione straordinaria in campo grafico avendo lasciato una grande quantità di fogli, chine eseguite con stecchi di straordinario dinamismo e grande compostezza formale. All’opera complessiva dell’insigne personaggio (critica d’arte, pittura e grafica) ha rivolto l’attenzione  un gruppo di studiosi che hanno <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/eolo_costi-chiara_strozzieri.jpg" rel="lightbox[1854]"><img class="alignright size-medium wp-image-1855" title="eolo_costi-chiara_strozzieri" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/eolo_costi-chiara_strozzieri-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a>preparato su incarico del fratello on. Robinio Costi e degli altri eredi, una solenne  commemorazione.<br />
Questa si è concretizzata, grazie al contributo fattivo del Comune e della Provincia di Roma, del Consiglio Regionale del Lazio e della Comunità montana dell’Aniene, con una grande mostra antologica e con un volume riassuntivo dell’attività di studioso ed artista. La mostra si è tenuta dal 12 settembre al 10 ottobre 2009  presso il Museo centro studi sulla pittura di paesaggio europea del Lazio (Villa De Pisa) presieduto dal dott. Serafino Mampieri ad Olevano Romano, un suggestivo centro turistico in provincia di Roma. A tale scopo è stata costituita una Commissione Scientifica di cui fanno parte oltre lo scrivente, curatore della mostra, Nando Taccone, Chiara Strozzieri, Carma, Marco Sparvoli,  Jenny Bigagli,  Robinio e Sergio Costi.<br />
Ma ecco una breve scheda biografica del maestro scomparso:<br />
Nato a Roma nel 1938, fu, come detto, pittore e critico d’arte militante. Si è formato artisticamente nello studio del padre Raffaele, uno dei massimi esponenti della pittura espressionistica iconica nel dopoguerra in Italia  a cui qualche decennio fa fu organizzata una mostra antologica al Palazzo Sirena di Francavilla al Mare dopo le memorabili esposizioni a Palazzo Braschi  a Roma e al Palazzo dei Priori a Perugia . Di Raffaele Costi il Museo Stauròs di San Gabriele conserva numerose opere di arte sacra donate dagli eredi. Quanto l’ambiente familiare fosse stimolante per la creatività artistica lo dimostra anche il fatto che suo fratello Silvano Costi, divenuto poi Sottosegretario alla Marina Mercantile, fu anche lui validissimo pittore, com’è dimostrato dall’antologica che qualche anno fa gli è stata dedicata <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/grafica-eolo_costi.jpg" rel="lightbox[1854]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1858" title="grafica-eolo_costi" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/grafica-eolo_costi-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a>all’Istituto Piaget della capitale. Eolo, dal canto suo,  sempre ancorato ad una visione umanistica dell’arte, ha tenuto numerose personali in Italia e all’estero presentato in catalogo da insigni critici del valore di Giuseppe Gatt, Renato Civello, Elio Mercuri, Amadore Porcella, Barbara Tosi, Carlo Fabrizio Carli, Luigi Tallarico, nonché dai colleghi Ennio Calabria e Remo Brindisi. Ha esposto altresì in numerose rassegne di prestigio tra cui diverse edizioni della Quadriennale di Roma, del cui Consiglio di Amministrazione è stato anche membro per diversi anni. Lo troviamo presente anche ai Premi Sulmona, Campomarino, Salvi, Valle Roveto, Triennale d’Arte Sacra di Celano. In qualità di critico e storico dell’arte ha pubblicato il volume “Arte non arte”, nonché numerosi saggi storici su autori quali Carrà, Carena, Rodin, Messina, De Magistris, Salvi, Matisse e suo padre Raffaele Costi. Ha vinto importanti concorsi nazionali: tra questi vanno citati quello per gli ospedali di Carpi e Trento, nonché quello per la sede INPS di Milano. Sue opere si trovano in importanti pinacoteche, come la Pinacoteca francescana di Falconara Marittima, la Pinacoteca Gizzi di Guglionesi (CB), quella di Treia (MC).<br />
Il volume documentario per le edizioni Artechiara di Pescara, contiene oltre un saggio storico del curatore, numerose illustrazioni a colori di dipinti e lavori in china su carta, e una raccolta di testi critici scritti per artisti contemporanei, numerosi dei quali abruzzesi. Abbiamo così pagine riguardanti Dante Simone, Pallozzi, Picini, ed altri ancora.</p>
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		<title>&#8220;Ragazza Cinema Ok&#8221; e &#8220;La Bella &amp; La Voce&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 05:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Televisione e cinema]]></category>
		<category><![CDATA[martina sinatra]]></category>
		<category><![CDATA[massimo civale]]></category>
		<category><![CDATA[ragazza cinema ok 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella suggestiva Valle dei Templi di Paestum presso il Grand Hotel Ariston, Michele Placido lo scorso settembre ha incorotato “Ragazza cinema ok 2009” la siciliana Martina Sinatra.
La manifestazione, condotta da Amedeo Goria e Clotilde Capparelli e diretta dal regista Massimo Civale, ha visto la presenza in gara di ben 97 miss finaliste, provenienti da ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella suggestiva Valle dei Templi di Paestum presso il Grand Hotel Ariston, Michele Placido lo scorso settembre ha incorotato “Ragazza cinema ok 2009” la siciliana Martina Sinatra.<br />
La manifestazione, condotta da Amedeo Goria e Clotilde Capparelli e diretta dal regista Massimo Civale, ha visto la <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/martina_sinatra.jpg" rel="lightbox[1847]"><img class="alignright size-full wp-image-1848" title="martina_sinatra" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/martina_sinatra.jpg" alt="" width="180" height="250" /></a>presenza in gara di ben 97 miss finaliste, provenienti da ogni angolo della penisola, oltre che da altri Stati, quali Spagna, Moldavia, Germania, Russia, Romania, Polonia, Sud Africa, Marocco. L’evento, impreziosito dalla autorevole presenza del regista ed attore Michele Placido, ha visto l’esibizione di diversi ospiti che hanno allietato il pubblico presente con momenti di puro spettacolo, tra cui le splendide coreografie della scuola “Danzarte”, i cantautori Lino Sansone, Nogara, Angelo Ruggieri, Francesco Scarpulla, le cantanti Tea Reali e Tonia Iorio, la ballerina danzatrice del ventre, Carmen e le Magie dell’Oriente, e il ballerino – imitatore del Re del Pop, Michael Jackson, Paolo Aliberti. Durante la kermesse, oltre ad essere consegnati altri titoli nazionali per l’eleganza, la recitazione, la fotogenia, e, ad essere selezionate altre venti miss per l’accesso a “La Bella &amp; La Voce”, sono stati anche consegnati riconoscimenti a personalità di spicco dell’imprenditoria, dello sport e dello spettacolo italiano.<br />
“La Bella &amp; La Voce”, kermesse prodotta da Franco Ganci con la regia di Massimo Civale, si è invece svolta lo scorso dicembre presso il Palais di Saint Vincent con il patrocinio del Comune di Saint Vincent e del Casino de la Valle. L’evento aostano, dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di giovani ragazze che si propongono per un ruolo nel campo delle modelle, delle fotomodelle e dello spettacolo in genere da un lato, e ad emergenti della musica leggera  dall&#8217;altro è stato presentato dalla show girl Simona Tagli coadiuvata dall’attore Raffaello Balzo. Giudizio unanime Per la Voce è stata decretata vincitrice la spoletina Federica Santini, con giudizio unanime  della giuria composta da Roberto Biglia, Davide Maggioni, direttore artistico della Rusty Records, Marco  Pellacani, musicista ed arrangiatore, i musicisti Valerio Liboni e Bully Giaracca e l’attore Riccardo Pellegrini. Pasquali Rosamaria eletta invece per “La Bella” 2009. Anche in questa occasione, l’eccellenza dell’imprenditoria italiana legata allo sport, allo spettacolo e al turismo, è stata premiata con la tipica “Grolla”.</p>
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		<title>“Una colomba per la vita”, a ricordare 20 anni di vite donate</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rosati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inter Nos]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Per il sociale]]></category>
		<category><![CDATA[ADMO]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta fondi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 13 e il 14 marzo le piazze italiane ospitano l’iniziativa  che, quest’anno, festeggia il ventennale dell’attività di ADMO, ovvero oltre 370.000 donatori  volontari iscritti e più di 2.160 vite salvate.
Costituita nel 1990 per volontà di un  gruppo di persone fortemente  motivate a creare, anche in Italia, una  valida banca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/ADMO2010.jpg" rel="lightbox[1828]"><img class="alignright size-medium wp-image-1829" title="ADMO2010" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/ADMO2010-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a><strong>Il 13 e il 14 marzo le piazze italiane ospitano l’iniziativa  che, quest’anno, festeggia il ventennale dell’attività di <a href="http://www.admo.it/">ADMO</a>, ovvero oltre 370.000 donatori  volontari iscritti e più di 2.160 vite salvate.</strong></p>
<p>Costituita nel 1990 per volontà di un  gruppo di persone fortemente  motivate a creare, anche in Italia, una  valida banca dati di donatori  volontari, ADMO ha come scopo principale  informare la popolazione  italiana sulla possibilità di combattere le  leucemie e altre malattie  del sangue (linfomi, mieloma, thalassemia) attraverso la donazione e il  trapianto di midollo osseo.</p>
<p>Sono molte le persone che ogni anno in Italia necessitano di  trapianto, ma purtroppo la compatibilità genetica è un fattore raro, che  ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei. Per coloro che  non hanno un donatore consanguineo, dunque, la speranza di trovare un  midollo compatibile per il trapianto è legata all’esistenza del maggior  numero possibile di donatori volontari tipizzati, dei quali cioè siano  già note le caratteristiche genetiche registrate in una banca dati.</p>
<p>Alla nascita di ADMO i donatori italiani erano 2.500. Oggi gli  iscritti  hanno superato i 370.000.</p>
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		<title>Quando il marketing è un’arte</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 17:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[News dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli carino]]></category>

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		<description><![CDATA[I gemelli Francesco e Paolo Carino continuano a mietere successi nel campo del marketing, la loro capacità avanguardista nella tecnologia avanzata, applicata nel mondo dello sport li rende unici e quindi molto richiesti. Il dott. Francesco Carino, apripista negli affari di famiglia e il dott. Paolo Carino, finalizzatore attento, si compensano a vicenda nel portare al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I gemelli Francesco e Paolo Carino continuano a mietere successi nel campo del marketing, la loro capacità <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/fratelli_Carino.jpg" rel="lightbox[1815]"><img class="alignright size-medium wp-image-1822" title="fratelli_Carino" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/fratelli_Carino-292x300.jpg" alt="" width="98" height="101" /></a>avanguardista nella tecnologia avanzata, applicata nel mondo dello sport li rende unici e quindi molto richiesti. Il dott. Francesco Carino, apripista negli affari di famiglia e il dott. Paolo Carino, finalizzatore attento, si compensano a vicenda nel portare al successo le loro attività, anche nella semplice consulenza commerciale ed economica. Il 2008 e il 2009 sono stati due anni in cui il loro successo è stato sancito da molti riconoscimenti, fra i quali il “Leone d’Oro” di Venezia, il “Premio Città di Paestum” e il premio “La Vallee Città di Saint Vincent”.</p>
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		<title>La Coppa Acerbo. Motori, consenso, modernità.</title>
		<link>http://www.italiaemagazine.it/2010/03/09/la-coppa-acerbo-motori-consenso-modernita-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 00:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Parliamo di...]]></category>
		<category><![CDATA[cittasant'angelovillage]]></category>
		<category><![CDATA[coppa acerbo]]></category>
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		<description><![CDATA[di Elena Costa
Mostra storico-documentaria 5 dicembre 2009 – 28 febbraio 2010. Città Sant’ Angelo presso CittàSant’AngeloVillage.
Coppa Acerbo, la più importante corsa d’auto che ha fatto conoscere l’Abruzzo in tutta Italia nel periodo che va dal 1924 al 1961.  Una mostra storico-documentaria realizzata nel 2008 dalla Soprintendenza Archivistica per  L’Abruzzo in collaborazione con l’Università di Teramo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Elena Costa</strong></p>
<p><strong>Mostra storico-documentaria 5 dicembre 2009 – 28 febbraio 2010. Città Sant’ Angelo presso CittàSant’AngeloVillage.</strong></p>
<p>Coppa Acerbo, la più importante corsa d’auto che ha fatto conoscere l’Abruzzo in tutta Italia nel periodo che va dal 1924 al 1961.  Una <strong><a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis.jpg" rel="lightbox[1768]"><img class="alignright  size-medium wp-image-1817" title="elenacosta_ubaldodevincentiis" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong>mostra storico-documentaria realizzata nel 2008 dalla Soprintendenza Archivistica per  L’Abruzzo in collaborazione con l’Università di Teramo e con il finanziamento della Provincia di Pescara,  che viene riproposta ad un ampio pubblico a Città Sant’Angelo. Dedicata alla mitica competizione automobilistica che ha visto sfrecciare su Bugatti, Alfa Romeo, Mercedes e tutte le grandi marche dell’automobilismo mondiale piloti entrati nella leggenda: da Enzo Ferrari, primo vincitore, a Tazio Nuvolari; da Manuel Fangio a Stirling Moss.   L’intento è quello di far conoscere ad un pubblico non solo abruzzese, come è quello che affluisce nella struttura ospitante,  le vicende   di questa  gara automobilistica  che come un filo rosso ci conducono nel vivo della società di quegli anni: dalla nascita della provincia alla costruzione di infrastrutture che hanno modellato il paesaggio urbano che ci è ora familiare e di scoprire i volti  di personaggi politici e sportivi protagonisti ed interpreti consapevoli di partecipare ad un evento che poneva  l’Abruzzo all’attenzione del mondo. La Coppa Acerbo si corre per la prima volta quando Pescara  è ancora il piccolo borgo a sud dell’Aterno che la separa da Castellammare Adriatico, il villaggio di pescatori dove effettivamente la corsa ha il suo traguardo, dopo aver attraversato gli abitati di Spoltore, Cappelle e Montesilvano per complessivi 25 km. Solo nel 1927 infatti le due sponde sono amministrativamente unificate e viene creata la provincia. Voluta dall’onorevole Giacomo Acerbo, in memoria del fratello Tito medaglia d’oro della prima guerra mondiale, la corsa diventa da subito un evento tecnico-sportivo di rilievo non solo nazionale  ed un richiamo per la mondanità dell’epoca. Membri della casa reale, gerarchi del regime, ministri e personalità anche straniere dal 1924 in poi si danno appuntamento nella settimana di ferragosto a Pescara. <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis2.jpg" rel="lightbox[1768]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1819" title="elenacosta_ubaldodevincentiis2" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La vita cittadina si anima  tra inaugurazioni, ricevimenti e fuochi d’artificio sul mare mentre la corsa cresce di importanza e viene affiancata da altre gare: la Coppa Abruzzo per vetture da turismo, corse in  notturna, un gran premio di motociclismo e la prima 24ore disputata in Italia. La mostra ricostruisce le vicende della Coppa Acerbo con precisa scansione cronologica evidenziando cambiamenti, trasformazioni e  continuità, non ultimo l’interesse  costante e l’uso propagandistico che il regime seppe attuare con grande capacità e modernità di concezione. Oltre alla figura di Giacomo Acerbo, ministro dell’agricoltura nel periodo cruciale delle bonifiche e della ‘battaglia del grano’ e che ha ricoperto una funzione chiave di raccordo tra il regime fascista  e la classe fedele alla monarchia,  emergono le figure del notabilato locale che lo hanno sostenuto e affiancato nell’azione quali il marchese Diego De Sterlich e il barone Giovanni Casamarte, solo per indicarne alcuni. Personaggi ed eventi di questo periodo sono illustrati da una ricchissima selezione di documenti e fotografie provenienti da archivi pubblici e da numerose collezioni private presentate su pannelli  grigi  per il periodo prebellico, rossi  per le gare post belliche; su banda nera invece le tipologie documentarie classiche: carteggi, progetti, fatture,depliant con un gradevole effetto visivo d’insieme.  Contestualmente alla mostra la Soprintendenza ha prodotto il documentario video  “Motori e uomini. Il circuito automobilistico internazionale di Pescara: dalla Coppa Acerbo al Gran Premio di Pescara, 1924-1961” realizzato con filmati d’epoca messi a disposizione dall’Istituto Luce e da privati. Per gli appassionati di motori sarà quindi possibile rivivere, in bianco e nero, i momenti salienti delle numerose edizioni di questa corsa che richiamava ogni anno fino a 200.000 spettatori. Rivalutare il territorio ed incentivare il turismo. Il Soprintendente Archivistico D.ssa M.Teresa Spinozzi, si dice entusiasta: ‘l’idea nasce dalla provincia di Pescara. Quando ci è stato proposto, noi della soprintendenza abbiamo dato subito il consenso. Il nostro compito è quello di salvaguardare la storia dell’Abruzzo ed è per questo che accettiamo qualsiasi attività di valorizzazione’. Ubaldo De Vincentiis Presidente del Città Sant’Angelo Village, una persona lungimirante, energica. La sua positività traspare subito. Gli chiedo qual’è l’obiettivo di questa mostra: “Innanzitutto rilanciare questa gara storica che a suo tempo ha fatto conoscere l’Abruzzo, la ricordo quand’ero bambino era attesa da tutti. Personalmente sono pronto a far ripartire quest’idea, è un modo per far conoscere l’Abruzzo, potrebbe essere una bella soddisfazione, anche a livello culturale.  La mostra si rivolge ad un pubblico vasto ma soprattutto agli amanti delle auto da corsa. Questa iniziativa spero sarà uno stimolo per gli imprenditori , perché dobbiamo andare avanti e pensare in maniera positiva per la crescita economica e sociale. Bisogna far crescere questa regione, queste sono le idee che servono”. Gianluigi Rinaldo, Direttore Città Sant’angelo Village: la mostra rievoca tutte le foto della coppa acerbo. Abbiamo fornito il locale  con piacere. Coinvolgeremo le scuole e le amministrazioni locali. Siamo fautori e promotori di iniziative culturali. Quest’anno ospiteremo una delle tappe del XII  giro d’Italia. Roberto Ruggeri, assessori ai lavori pubblici della provincia di Pescara: “una manifestazione importante che si svolge nella provincia di Pescara. Siamo sempre attenti a queste manifestazioni. Speriamo possa inoltrarsi negli anni e rendere importante sia la manifestazione che il territorio. Il presidente dell’outlet vorrebbe far rinascere la coppa acerbo … certo la provincia si impegnerà per migliorare tutto il territorio provinciale. Stiamo valutando l’apertura di  tre ponti sul fiume Saline e l’apertura di un nuovo casello autostradale”. Assessore sport viabilità e trasporti di Città S.Angelo, Ignazio Pratense, anche lui presente alla presentazione della mostra. ‘Un’avvenimento che sicuramente porterà turismo in questa zona, un ulteriore tassello che si aggiungere alle varie iniziative. Noi come amministrazione non possiamo che essere contenti di questo’. Francesco Santuccione, giornalista di un noto quotidiano locale, ha fornito una foto storica. “Eccellente. Un’iniziativa che merita anche dal punto di vista socio-culturale. Ancora oggi nel mondo la ‘Coppa Acerbo’ viene ricordata come una delle più importanti gare automobilistiche”. Incontro a sorpresa con Amar Addadi il Presidente del comitato internazionale dei giochi del mediterraneo, la sua simpatia è entrata nel cuore degli abruzzesi con la mitica frase ‘perché nù sem nù’. Oggi ha ricevuto la cittadinanza onoraria a Pescara ed è arrivato qui per ammirare la mostra dedicata alla coppa acerbo. Mi avvicino ed iniziamo a chiacchierare. Cosa pensa dell’Abruzzo?  Questa regione è nel mio cuore, i cittadini mi hanno adottato, li amo per la loro purezza, generosità e amicizia, sono fantastici. Tornerò con mia moglie.</p>
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		<title>Verità nascoste</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 00:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elisabetta pellati]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elisabetta Pellati
Gentili lettori,
il nostro viaggio stavolta non sarà piacevole ma, affrontare il difficile rende consapevoli e forti, serve per difendersi e prevenire. Così questa volta vi porterò a considerare scarsi intelletti e personaggi repellenti per la società nonché conformisti convinti e omertosi cronici. A seguito dei recenti  fatti di cronaca in cui in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Elisabetta Pellati</strong></p>
<p>Gentili lettori,<br />
il nostro viaggio stavolta non sarà piacevole ma, affrontare il difficile rende consapevoli e forti, serve per difendersi e prevenire. Così questa volta vi porterò a considerare scarsi intelletti e personaggi repellenti per la società nonché conformisti convinti e omertosi cronici. A seguito dei recenti  fatti di cronaca in cui in un asilo non un insegnante ma due, che immaginiamo allegri educatori, intenti al gioco, con deliziosi bimbetti dalle gote rosa, maltrattavano e <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/logo_asilo_nido_d0.jpg" rel="lightbox[1808]"><img class="alignright size-medium  wp-image-1809" title="logo_asilo_nido_d0" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/logo_asilo_nido_d0-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a>picchiavano i bambini loro affidati.<br />
Ricordo di essere stata nella mia cucina intenta in quelle cose che necessitano alla quotidianità della famiglia quando lei, che chiameremo Marta, entrò dalla porta sul retro che conduce alla cucina e sconvolse il mio mondo pieno di certezze che mi tenevano al caldo e che mai  avrei avuto l’ intenzione di lasciare. Il cane scodinzolava allegro richiamando la nostra attenzione e versato il caffè nelle tazzine prendemmo posto a tavola, guardando il suo bambino giocare in cucina con le costruzioni. Era distante da noi e Marta allora prendendola da lontano per la verità, si decise a raccontare una confidenza a lei fatta da sua cognata<br />
-    Sai Luigi (nome fittizio) e sua cugina frequentano lo stresso asilo, si paga ma non come gli altri, si acquista un carnet a alla fine del mese a seguito delle ore  usufruite, stacchi un ticket. Bé è comodo per chi non deve lasciarlo tutti i giorni e se è malato non paghi. Mia cognata lascia la figlia mentre va al lavoro visto che è proprio sulla sua strada.-<br />
-     Si- dissi io- Mi ricordo dell’asilo che frequenta Luigi, siamo andati a prenderlo insieme una volta e in quell’occasione se ti ricordi bene, ti dissi che non mi piaceva – In effetti mi disturbò molto quel ricordo: suonavamo il campanello e, non solo nessuno veniva ad aprirci, ma non un rumore proveniva dall’interno. Anche se era il dopo pranzo, quindi ora del pisolino, tutto era troppo silenzioso. Lei mi spiegò che non accettavano visite a sorpresa e per andare a prendere il bambino, dovevi comunicare in anticipo l’ora del ritiro o non ti facevano entrare. Quando si decisero ad aprire, l’anticamera era buia e non si intravedeva la stanza dei bambini: una  maestra si scagliò davanti alla porta con in braccio il bambino addormentato e senza farci entrare lo consegnò.<br />
-    -Sai –continuò- quando mia cognata è andata a parlare con la maestra per sapere del comportamento  della bambina, le è stato detto che sua figlia è molto vorace. Pensa finisce tutto subito e le maestre sono costrette a legarle le gambe alla sedia con una corda, per non farla alzare. Gli altri bimbi la imiterebbero e si creerebbe quindi confusione. Però l’ hanno assicurata che sono attente a non farle male e la bambina la prende come un gioco, quasi non se ne accorge!- Chiamai allora Luigi perché sospettai che non fosse l’ unica protagonista di quel gioco. Conoscevo la bambina come  una vera pacioccona, cosa avrebbero fatto con Luigi che non sta fermo mai, anche a casa ?<br />
Preso l’embrasse della tenda dissi –Vieni Luigi giochiamo al gioco della maestra, facciamo finta che è ora di pranzo, come fa la maestra?- e lui preso dalle mie mani l’embrasse fece per legarmi il punto vita alla sedia. –Grazie di aver giocato con me ma, le costruzioni sono più divertenti giochiamo con quelle. &#8211; E corse di nuovo in cucina.<br />
-    Certo che se li legano per  farli pranzare, per farli dormire potrebbero sentirsi autorizzate a dargli qualcosina. -Commentai-</p>
<p>–Ma no, ne ho parlato con mia madre perché anch’io sulle prime ero preoccupata ma, anche lei mi legava alla sedia se aveva da fare, sai io da bambina ero troppo irrequieta. Come avrebbe fatto se no.- Consigliai di toglierlo da quella scuola e di informarsi presso la pediatra se questa storia fosse traumatica per il bambino ma lei non lo fece, né  denunciò l’asilo né chiese alla pediatra consiglio né  trovò strano quello che accadeva li dentro. Non pensò neppure di approfondire sull’accaduto, anzi era accaduto a lei che si riteneva normale e tutto poteva dirsi  a posto. Il bambino continuò l’asilo e io rimasi nello sconforto. Cosa fare, lei non mi autorizzava alla denuncia, non voleva essere nominata e senza un’ accusa precisa, un testimone ….cosa fare. Tutto sembrava chiaro nella mia testa, proprio come sentito sante volte alla tv, subito un trauma puoi pensare che farlo subire agli altri sia normale e poi.. esporsi al giudizio della gente  se si venisse a sapere,  passare per quella che….far passare il bambino per quello a cui è successo …. Scherzerete, quando si sposerà, qualcuno potrà  dire- Sai si sposa quello a cui è successo … ti ricordi?-<br />
Incredibile,  tutta la vicenda si aggrovigliava ad altre argomentazioni simili in un turbine di ingiustizia ed impotenza nella mia testa, pensavo, io saprei cosa fare ,io non avrei dubbi, lo so, so che farei, li denuncerei! Eppure quando ti accade e tenti la denuncia sia pure solo agli altri genitori, difficilmente sei creduto e nel tentativo di far sembrare tutto normale, tutto a posto, se non si sa… se non si crede&#8230; allora nulla non esiste. E più in là negli anni quando  accadde a mio figlio di incontrare un insegnante “particolare”, indagai prima sullo svolgimento dei fatti e pensai che avesse bisogno del sostegno e dell’aiuto degli altri genitori quindi feci come mi imponeva il mio essere, ma mi sentii dire – E perché credi sia successo proprio a tuo figlio e non ad altri? Bisogna tornare alla meritocrazia!– Come a dire se è successo questo, questo si meritava. Il fatto è  che non c’è più un educazione civile e, cosa molto triste, non siamo <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/asilo-nido.jpg" rel="lightbox[1808]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1810" title="asilo-nido" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/asilo-nido-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>abituati a metterci nei panni dell’ altro. Mi limitai quindi a  cambiare scuola a mio figlio, ma mi continuai a domandare e lo faccio ancora oggi senza trovare risposta: quando accade qualcosa all’interno di una scuola, bisogna avvertire gli altri genitori o fare ciò che si ritiene giusto da soli, infischiandosene, risparmiandosi che pettegolezzi e angustie siano come sale su ferite già aperte, sperando che non succeda ad altri anche se siamo certi, ed è dimostrato, che non rimuovendo il problema, questi si ripresenterà prima o poi? Tornando ai fatti di cronaca, successe proprio quanto citato. Nel notare lividi una mamma ne parlò ad altre che però non diedero peso all’argomentazioni della genitrice. Questa cambiò asilo alla bambina e solo più tardi, gli altri genitori si accorsero di cosa avrebbero potuto evitare ai loro figli.<br />
Esaminiamo a questo punto i  personaggi interessati. Quando pensiamo a quelle maestre una grande rabbia ci assale, pensiamo sia giusto farsi  giustizia da soli, usare la stessa violenza e fare delle carnefici carne da macello. Questa è la posizione e la reazione, in generale, di chi non coinvolto direttamente, viene a conoscenza di un fatto di cronaca del tipo descritto.<br />
Ora volgiamo l’attenzione a chi non diede peso alle lamentele del figlio o alla denuncia di un genitore. Tutti dovremmo sapere che un bambino ha gli stessi diritti di un adulto ma che il suo stato e la sua statura gli impediscono di proteggesi e per farli valere  da se. Per questo i genitori sono preposti ad una tutela che va oltre il vestire, sfamare e comprare profumi e balocchi ed in effetti il difficile compito per un genitore non è tanto o solo il mantenimento materiale vero e proprio, ma  è il saper ascoltare il proprio figlio e soprattutto interpretare i suoi segnali. Un bambino che sta bene in un posto, è felice di tornaci, una maestra che ama il suo lavoro sa come prendere un bimbo fra le mani del genitore, distrarlo e non farlo disperare. Sappiamo tutti che è così, che l’ ambiente dove giocano è allegramente disordinato e se non fosse così, dovremmo dire- Che bello è tutto in ordine!- O preoccuparci? Osserviamo i nostri bambini e se vediamo strani lividi e/o stati di irrequietezza o ancora se ci rispondono male, poniamoci seriamente delle domande senza tralasciare nulla, perché è indubbiamente meglio indagare che nascondere la testa sotto la sabbia. E in ogni caso è meglio dare il beneficio del dubbio a chi ci confida anche un piccolo dubbio: potrebbe essersene accorto prima di noi e  potrebbe salvare la vita anche di nostro figlio. Certo detto a  freddo, dalla parte di chi esamina e non è esaminato sembra semplicistico, allora puntiamo tutti su una folta schiera di figli ineducati, cresciuti nella stanchezza dei genitori, a volte  incapaci di dire no e far mantenere le più elementari regole di vita famigliare e civile oppure educati nella fretta di essere adulti, mandati a nanna non prima delle ventitré, ipnotizzati dai video giochi dove sangue, furto e droga rende punti. Immaginatevi insegnanti in una scuola, come imporre la disciplina del silenzio e attenzione non solo a chi è abituato a fare come gli pare senza remore ma, soprattutto a chi non sa perché si va a scuola. Andare a scuola non serve per non restare solo a casa perche i genitori lavorano e non sanno a chi lasciare i figli. A scuola ci andiamo per istruirci, perché l’istruzione, a qualsiasi livello, ci differenzia dal regno animale e ci rende liberi e applicare quello che abbiamo imparato ci rende intelligenti. Esercitiamo la mente come un muscolo in palestra, rimaniamo in ascolto e facendo qualcosa per i figli degl’altri sarà come averlo fatto ai nostri e a noi stessi, un esempio che ci sorriderà alla fine di un  viaggio in cui non ci siamo schierati dall’alto del nostro ego ma, abbiamo ragionato e soprattutto ci siamo messi in discussione.</p>
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		<title>Come un soffio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[sandra luna]]></category>

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		<description><![CDATA[dai Racconti della Luna di Sandra P. Luna
Sentiva la sua anima dannata, lacerata da un dolore che era su ogni cosa e non le permetteva più di pensare, desiderare e amare. Le notti si confondevano con i giorni, la fame con la sazietà, l’aria  con l’asfissia, il freddo più intenso con il caldo più afoso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>dai <em>Racconti della Luna</em> di Sandra P. Luna</strong></p>
<p>Sentiva la sua anima dannata, lacerata da un dolore che era su ogni cosa e non le permetteva più di pensare, desiderare e amare. Le notti si confondevano con i giorni, la fame con la sazietà, l’aria  con l’asfissia, il freddo più intenso con il <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/soffio.jpg" rel="lightbox[1804]"><img class="alignright size-medium wp-image-1805" title="soffio" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/soffio-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>caldo più afoso. Non era importante nulla più ormai. Nessun conforto riusciva a sentire né a volere, perché tutto ciò che la teneva in vita era il dolore, solo quello e nulla più. Eppure sarebbe bastato avere solo un minuto in più per evitare tutto, ma il destino maledetto aveva deciso di non concederlo. Intanto il campanello di casa e il cellulare continuavano incessantemente a suonare. Inutilmente però, perché lei non li sentiva più. Aveva deciso di staccarsi dal mondo intero, colpevole di averle tolto la sua unica ragione di vita: Lara, la sua bellissima e adorata Lara. Aveva festeggiato appena due giorni prima il suo 7 compleanno in compagnia di tutti i suoi amichetti. Quanto si erano divertiti! Approfittando della stupenda giornata assolata ma fresca, Alessia aveva ripulito per bene il giardino, lo aveva addobbato con festoni e palloncini colorati e aveva preparato tante cose buone. Per finire una magnifica torta stracolma di panna e decorata con tantissimi confettini di cioccolato, che i ragazzini si erano divertiti a staccarli appena spente le candeline. Ma ormai cosa importava più, i ricordi era meglio scacciarli, perché facevano ancora più male. Lara come tutte le mattine, da brava bimba ubbidiente e ordinata, si alzava e senza fare capricci si lavava, si vestiva, preparava la cartella e raggiungeva sua madre in cucina per la colazione. Vivevano da sole. Alessia era una ragazza madre di soli 25 anni. Il ragazzo che l’aveva messa incinta non ne aveva voluto saper nulla di quella creatura che doveva nascere e così lei, che invece già l’amava, aveva deciso da subito di tenerla. Tra mille difficoltà, aiutata anche dai suoi, era riuscita a trovare lavoro in un centro commerciale e ad affittare un mini appartamento più in periferia. Gli inizi certo erano stati difficili, ma Alessia era una donna testarda e coraggiosa, che non saltava gli ostacoli ma li affrontava con orgoglio e passione. E poi ora c’era lei, Lara a darle la forza di continuare e di andare avanti. Dopo gli abituali riti mattutini, Alessia e Lara alle 8 prendevano fuori casa il bus. Lara scendeva davanti alla scuola e Alessia subito dopo. Alle 16, terminato il lavoro, Alessia raggiungeva la piccola e dopo la spesa, un giro ai giardinetti e talvolta un gelato, tornavano finalmente a casa. Tutto ciò fino a quel maledetto giorno. Quella mattina Alessia, uscita di casa si era ricordata di non aver preso le bollette da pagare e dopo aver avvisato Lara di aspettarla, era rientrata in casa. Il bus arrivava ma Alessia no. Lara allora per non perdere la corsa si era lanciata lungo il vialetto con l’intento di far cenno all’autista di fermarsi e aspettare. L’impatto con l’auto che intanto era sopraggiunta a forte velocità era stato violentissimo. Alessia a quel frastuono si era precipitata fuori, urlando disperatamente il nome di sua figlia come se avesse presagito il peggio. Il corpicino ormai inerme nelle braccia di Alessia e tutt’intorno un mondo che non esisteva più. Erano passati da allora 11 mesi. Tutti le dicevano che doveva rassegnarsi, che doveva farsene una ragione, che doveva reagire, che, che, che…. Ma come avrebbe potuto ancora vivere. Sopravvivere alla perdita di un figlio è forse possibile? E come può avvenire? Lei non lo voleva neanche. La notte le sembrava il momento peggiore perché con il silenzio che la circondava, il frastuono nella sua mente aumentava. O forse era il mattino il momento peggiore quando, dopo non aver dormito, si ritrovava, ancora viva, a dover affrontare ancora un’intera giornata. Quella sera si mise a letto e forse perché ormai allo stremo delle forze, si addormentò subito, quasi senza accorgersene. Il viso finalmente rilassato, le labbra con un accenno di sorriso: c’era la sua Lara con lei che le diceva: «Mamma non piangere, non essere triste, io sarò sempre in te. Non piangere, lasciami volare via su nel cielo e quando alzerai lo sguardo mi vedrai lì a brillare solo per te». Un leggero soffio aleggiò sul viso di Alessia.</p>
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		<title>Il Gruppo Sarni per L’Aquila</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[News dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale terremoto in Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[elena costa]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo sarni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Costa
Degli oltre 1000 dipendenti del Gruppo Sarni, circa 600, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati lo scorso dicembre alla discoteca Megà di Pescara per una straordinaria festa all’insegna della solidarietà. Circa 70mila euro, di cui 50mila donati dalla famiglia Sarni, e 20mila raccolti tra tutti i dipendenti del Gruppo sono stati infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Elena Costa</strong></p>
<p>Degli oltre 1000 dipendenti del Gruppo Sarni, circa 600, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati lo scorso dicembre alla discoteca Megà di Pescara per una straordinaria festa all’insegna della solidarietà. Circa 70mila euro, di cui 50mila donati dalla famiglia Sarni, e 20mila raccolti tra tutti i dipendenti del Gruppo sono stati infatti consegnati <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/umberto_smaila.jpg" rel="lightbox[1799]"><img class="alignright size-medium wp-image-1800" title="umberto_smaila" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/umberto_smaila-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>dai fratelli Antonio, Carmine, Nicola, Teodoro e Sandro, titolari dei quattro segmenti del Gruppo (Follie d’oro, Sarni Oro, Sarni ristorazione e Finsud Immobiliare) agli otto dipendenti aquilani delle aree di servizio Sarni, che nel sisma del 6 aprile hanno perso la casa.  La serata ha avuto inizio con un ricchissimo buffet ed è poi continuata con la proiezione di un toccante un video-testimonianza sul terremoto e sulla ricostruzione, girato direttamente dai dipendenti e arricchito dal materiale fotografico fornito dal Gruppo Costa, presente alla festa con l’editore Pino Costa e il direttore operativo Elena Costa, autrice del libro “L’Aquila 06.04.09 il catastrofico terremoto delle 3:32”, distribuito anche attraverso la rete autostradale del Gruppo Sarni. Ad allietare la serata ci ha pensato il grande Umberto Smaila con uno spettacolo esilarante di due ore, con musica anni 70-80-90 che ha coinvolto e appassionato tutti i presenti.</p>
<p>Intervistato da Elena Costa, Umberto Smaila ha  così replicato:</p>
<p>D<strong>. Umberto, la festa è dedicata al terremoto che ha colpito L’Aquila, il Gruppo Sarni ha devoluto un assegno di 70mila euro ai dipendenti di questa città tristemente colpita dal sisma del 06 Aprile.</strong></p>
<p>R.  <em>Una serata ben riuscita anche se le modalità di questa erano particolari, perché come hai detto tu, con delle caratteristiche ben precise. Insanziare fondi per i terremotati dell’Aquila. Mi fa piacere che da una serata così apparentemente superficiale, ne esca qualcosa di positivo. </em></p>
<p>D. <strong>Tu sei molto legato alla regione Abruzzo, la frequenti da circa un decennio. Ami, come hai detto nel corso dello spettacolo, i suoi piatti i suoi prodotti enogastronomici. </strong></p>
<p>R. <em>In questa regione si mangia molto bene sia il pesce che la carne, che è strepitosa alla griglia. Per non parlare poi degli antipasti, favolosi. Frequento molto il litoraneo adriatico è una terra di gente generosa, seria compita con una certa riservatezza e nobiltà d’animo. In questo riconosco un personaggio a me molto caro ‘Gabriele D’Annunzio’   i miei sono fiumani hanno vissuto la diaspora e l’esilio lui avrebbe voluto fare di fiume una città atavica, libera.. e quindi ne sono molto legato.</em></p>
<p>D. <strong>Umberto, quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti?</strong></p>
<p>R. <em>Ho fatto una lunga tournee nel periodo di Dicembre. Sarò ospite in una puntata dei Raccomandati. Poi volerò a Sharme per alcune serate</em>.</p>
<p><strong>Grazie Umberto, a presto.</strong></p>
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		<title>Il volto</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[licia braccini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Licia Braccini
E’ uno splendido pomeriggio primaverile. Cielo sereno, la lunga strada ombreggiata, profuma di tigli fioriti, lei raggiante, ancheggiando, percorre il lungo viale. E’ una donna di mezza età, alta e ben fatta, ma soprattutto elegantemente vestita. Indossa un costoso completo azzurro firmato, la gonna corta le ondeggia sulle lunghe e tornite gambe, ricoperte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Licia Braccini</strong></p>
<p>E’ uno splendido pomeriggio primaverile. Cielo sereno, la lunga strada ombreggiata, profuma di tigli fioriti, lei raggiante, ancheggiando, percorre il lungo viale. E’ una donna di mezza età, alta e ben fatta, ma soprattutto <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/nicarte_Madame_1.jpg" rel="lightbox[1796]"><img class="alignright size-medium wp-image-1797" title="nicarte_Madame_1" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/nicarte_Madame_1-163x300.jpg" alt="" width="163" height="300" /></a>elegantemente vestita. Indossa un costoso completo azzurro firmato, la gonna corta le ondeggia sulle lunghe e tornite gambe, ricoperte da calze velate e inoltre, borse e scarpe di colore intonato le danno il giusto tocco di classe. Cammina, ancheggiando cammina… i lunghi capelli, freschi di parrucchiere, ondeggiano alla lieve brezza primaverile, le mani sono curate e laccate, la giacca, ben sagomata, scende bene sul bel corpo e lascia intravedere, dalla generosa scollatura, i sodi seni e il collo curato e liscio, contornato da un filo di perle bianche. Lei sa di essere bella, quasi perfetta. E’ sicura di sé e cammina fiera, con gradi e decise falcate. La donna ora è in centro ed è tra la gente che, passandole accanto, le fa spazio fissandola e cedendole il passo, mentre attorno al suo corpo si spande, come un’aura, un profumo costoso. Cammina ancheggiando, cammina la donna, mentre la gente la guarda e di colpo si scosta, quasi a volerla evitare. Gli uomini strabuzzano gli occhi al suo passaggio, mentre le donne arricciano il labbro. Il vigile con il fischietto in bocca si blocca, i bambini si scansano, la gente è impaurita e si incanta a guardarla, poi urla, gesticola, si dispera. Le auto si bloccano, frenando di colpo, con gli autisti quasi impazziti che, additandola gridano: &lt;Aiuto&gt;. Che caos! Ma perché tutto ciò? La donna ora di fronte a quelle reazioni inconsuete, perde man mano la sua sicurezza. Non capisce cosa stia accadendo. Si guarda e si tasta le gambe di seta, il costoso vestito di Armani che proprio non fa una piega, le scarpe e la borsa di marca tutto ok.. ma allora? Dior, Saint Laurent, Prada: tutto è perfetto e rigorosamente firmato come impone la moda. Tutto è come vuole la gente, la “gente stupida”, ma allora? Cosa vogliono da lei? Perché tutti la guardano in quel modo? Perché sono tutti spaventati? Lei ora è piena d’ansia, paure e incertezze. Non ancheggia più, ora non cammina, corre, quasi impazzita. Cerca disperatamente una vetrina che le faccia da specchio. Finalmente la trova, si ferma, comincia a scrutarsi, a guardare il suo corpo riflesso: e allora cosa c’è che non va? I piedi graziosi calzano scarpe alla moda, le gambe tornite da calze perfette, il vestito, la gonna, la giacca, la borsa, i capelli…. Tutto è perfetto, ma allora cosa c’è che non va? La gente continua a guardarla incredula, aumentandole ansia e fastidio. La donna si guarda sempre più inquietamente nel riflesso della vetrina. Attentamente si scruta, si tocca, verifica ogni particolare del suo irreprensibile look, mentre attorno a lei cresce un fastidioso brusio di disapprovazione. Continua a guardarsi e ad un certo punto, finalmente capisce e allora sorride…. anzi ride, sempre più fragorosamente ride, trascinando nella sua sonora risata anche tutti gli altri che si erano fermati attorno a lei. La donna finalmente capisce, svela l’arcano e continua a ridere non potendo fare altrimenti. Oggi è uscita di casa vestita di tutto punto come sempre elegante, profumata e sicura di sé, ma… senza volto. Si proprio senza volto! Oggi ha avuto una piccola dimenticanza: non si è messa la “maschera”… che errore banale! Ma che figuraccia e che ansia. Chissà a cosa pensava! Ma anche la gente!!!! Tutto quel putiferio per una banale dimenticanza. Solo per una volta che era uscita senza volto. Del resto è pur sempre una donna, semplicemente una donna, ma che donna!!!</p>
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