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	<description>Italia è...Magazine, i colori dell'informazione - Il periodico di attualità, turismo e cultura di Costa Editore</description>
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		<title>Quando il marketing è un’arte</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 17:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[News dal mondo]]></category>
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		<description><![CDATA[I gemelli Francesco e Paolo Carino continuano a mietere successi nel campo del marketing, la loro capacità avanguardista nella tecnologia avanzata, applicata nel mondo dello sport li rende unici e quindi molto richiesti. Il dott. Francesco Carino, apripista negli affari di famiglia e il dott. Paolo Carino, finalizzatore attento, si compensano a vicenda nel portare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I gemelli Francesco e Paolo Carino continuano a mietere successi nel campo del marketing, la loro capacità avanguardista nella tecnologia avanzata, applicata nel mondo dello sport li rende unici e quindi molto richiesti. Il dott. Francesco <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/fratelli_Carino.jpg" rel="lightbox[1815]"><img class="alignright size-medium wp-image-1822" title="fratelli_Carino" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/fratelli_Carino-292x300.jpg" alt="" width="292" height="300" /></a>Carino, apripista negli affari di famiglia e il dott. Paolo Carino, finalizzatore attento, si compensano a vicenda nel portare al successo le loro attività, anche nella semplice consulenza commerciale ed economica. Il 2008 e il 2009 sono stati due anni in cui il loro successo è stato sancito da molti riconoscimenti, fra i quali il “Leone d’Oro” di Venezia, il “Premio Città di Paestum” e il premio “La Vallee Città di Saint Vincent”.</p>
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		<title>La Coppa Acerbo. Motori, consenso, modernità.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 00:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
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		<category><![CDATA[cittasant'angelovillage]]></category>
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		<description><![CDATA[di Elena Costa
Mostra storico-documentaria 5 dicembre 2009 – 28 febbraio 2010. Città Sant’ Angelo presso CittàSant’AngeloVillage.
Coppa Acerbo, la più importante corsa d’auto che ha fatto conoscere l’Abruzzo in tutta Italia nel periodo che va dal 1924 al 1961.  Una mostra storico-documentaria realizzata nel 2008 dalla Soprintendenza Archivistica per  L’Abruzzo in collaborazione con l’Università di Teramo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Elena Costa</strong></p>
<p><strong>Mostra storico-documentaria 5 dicembre 2009 – 28 febbraio 2010. Città Sant’ Angelo presso CittàSant’AngeloVillage.</strong></p>
<p>Coppa Acerbo, la più importante corsa d’auto che ha fatto conoscere l’Abruzzo in tutta Italia nel periodo che va dal 1924 al 1961.  Una <strong><a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis.jpg" rel="lightbox[1768]"><img class="alignright  size-medium wp-image-1817" title="elenacosta_ubaldodevincentiis" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong>mostra storico-documentaria realizzata nel 2008 dalla Soprintendenza Archivistica per  L’Abruzzo in collaborazione con l’Università di Teramo e con il finanziamento della Provincia di Pescara,  che viene riproposta ad un ampio pubblico a Città Sant’Angelo. Dedicata alla mitica competizione automobilistica che ha visto sfrecciare su Bugatti, Alfa Romeo, Mercedes e tutte le grandi marche dell’automobilismo mondiale piloti entrati nella leggenda: da Enzo Ferrari, primo vincitore, a Tazio Nuvolari; da Manuel Fangio a Stirling Moss.   L’intento è quello di far conoscere ad un pubblico non solo abruzzese, come è quello che affluisce nella struttura ospitante,  le vicende   di questa  gara automobilistica  che come un filo rosso ci conducono nel vivo della società di quegli anni: dalla nascita della provincia alla costruzione di infrastrutture che hanno modellato il paesaggio urbano che ci è ora familiare e di scoprire i volti  di personaggi politici e sportivi protagonisti ed interpreti consapevoli di partecipare ad un evento che poneva  l’Abruzzo all’attenzione del mondo. La Coppa Acerbo si corre per la prima volta quando Pescara  è ancora il piccolo borgo a sud dell’Aterno che la separa da Castellammare Adriatico, il villaggio di pescatori dove effettivamente la corsa ha il suo traguardo, dopo aver attraversato gli abitati di Spoltore, Cappelle e Montesilvano per complessivi 25 km. Solo nel 1927 infatti le due sponde sono amministrativamente unificate e viene creata la provincia. Voluta dall’onorevole Giacomo Acerbo, in memoria del fratello Tito medaglia d’oro della prima guerra mondiale, la corsa diventa da subito un evento tecnico-sportivo di rilievo non solo nazionale  ed un richiamo per la mondanità dell’epoca. Membri della casa reale, gerarchi del regime, ministri e personalità anche straniere dal 1924 in poi si danno appuntamento nella settimana di ferragosto a Pescara. <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis2.jpg" rel="lightbox[1768]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1819" title="elenacosta_ubaldodevincentiis2" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/elenacosta_ubaldodevincentiis2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>La vita cittadina si anima  tra inaugurazioni, ricevimenti e fuochi d’artificio sul mare mentre la corsa cresce di importanza e viene affiancata da altre gare: la Coppa Abruzzo per vetture da turismo, corse in  notturna, un gran premio di motociclismo e la prima 24ore disputata in Italia. La mostra ricostruisce le vicende della Coppa Acerbo con precisa scansione cronologica evidenziando cambiamenti, trasformazioni e  continuità, non ultimo l’interesse  costante e l’uso propagandistico che il regime seppe attuare con grande capacità e modernità di concezione. Oltre alla figura di Giacomo Acerbo, ministro dell’agricoltura nel periodo cruciale delle bonifiche e della ‘battaglia del grano’ e che ha ricoperto una funzione chiave di raccordo tra il regime fascista  e la classe fedele alla monarchia,  emergono le figure del notabilato locale che lo hanno sostenuto e affiancato nell’azione quali il marchese Diego De Sterlich e il barone Giovanni Casamarte, solo per indicarne alcuni. Personaggi ed eventi di questo periodo sono illustrati da una ricchissima selezione di documenti e fotografie provenienti da archivi pubblici e da numerose collezioni private presentate su pannelli  grigi  per il periodo prebellico, rossi  per le gare post belliche; su banda nera invece le tipologie documentarie classiche: carteggi, progetti, fatture,depliant con un gradevole effetto visivo d’insieme.  Contestualmente alla mostra la Soprintendenza ha prodotto il documentario video  “Motori e uomini. Il circuito automobilistico internazionale di Pescara: dalla Coppa Acerbo al Gran Premio di Pescara, 1924-1961” realizzato con filmati d’epoca messi a disposizione dall’Istituto Luce e da privati. Per gli appassionati di motori sarà quindi possibile rivivere, in bianco e nero, i momenti salienti delle numerose edizioni di questa corsa che richiamava ogni anno fino a 200.000 spettatori. Rivalutare il territorio ed incentivare il turismo. Il Soprintendente Archivistico D.ssa M.Teresa Spinozzi, si dice entusiasta: ‘l’idea nasce dalla provincia di Pescara. Quando ci è stato proposto, noi della soprintendenza abbiamo dato subito il consenso. Il nostro compito è quello di salvaguardare la storia dell’Abruzzo ed è per questo che accettiamo qualsiasi attività di valorizzazione’. Ubaldo De Vincentiis Presidente del Città Sant’Angelo Village, una persona lungimirante, energica. La sua positività traspare subito. Gli chiedo qual’è l’obiettivo di questa mostra: “Innanzitutto rilanciare questa gara storica che a suo tempo ha fatto conoscere l’Abruzzo, la ricordo quand’ero bambino era attesa da tutti. Personalmente sono pronto a far ripartire quest’idea, è un modo per far conoscere l’Abruzzo, potrebbe essere una bella soddisfazione, anche a livello culturale.  La mostra si rivolge ad un pubblico vasto ma soprattutto agli amanti delle auto da corsa. Questa iniziativa spero sarà uno stimolo per gli imprenditori , perché dobbiamo andare avanti e pensare in maniera positiva per la crescita economica e sociale. Bisogna far crescere questa regione, queste sono le idee che servono”. Gianluigi Rinaldo, Direttore Città Sant’angelo Village: la mostra rievoca tutte le foto della coppa acerbo. Abbiamo fornito il locale  con piacere. Coinvolgeremo le scuole e le amministrazioni locali. Siamo fautori e promotori di iniziative culturali. Quest’anno ospiteremo una delle tappe del XII  giro d’Italia. Roberto Ruggeri, assessori ai lavori pubblici della provincia di Pescara: “una manifestazione importante che si svolge nella provincia di Pescara. Siamo sempre attenti a queste manifestazioni. Speriamo possa inoltrarsi negli anni e rendere importante sia la manifestazione che il territorio. Il presidente dell’outlet vorrebbe far rinascere la coppa acerbo … certo la provincia si impegnerà per migliorare tutto il territorio provinciale. Stiamo valutando l’apertura di  tre ponti sul fiume Saline e l’apertura di un nuovo casello autostradale”. Assessore sport viabilità e trasporti di Città S.Angelo, Ignazio Pratense, anche lui presente alla presentazione della mostra. ‘Un’avvenimento che sicuramente porterà turismo in questa zona, un ulteriore tassello che si aggiungere alle varie iniziative. Noi come amministrazione non possiamo che essere contenti di questo’. Francesco Santuccione, giornalista di un noto quotidiano locale, ha fornito una foto storica. “Eccellente. Un’iniziativa che merita anche dal punto di vista socio-culturale. Ancora oggi nel mondo la ‘Coppa Acerbo’ viene ricordata come una delle più importanti gare automobilistiche”. Incontro a sorpresa con Amar Addadi il Presidente del comitato internazionale dei giochi del mediterraneo, la sua simpatia è entrata nel cuore degli abruzzesi con la mitica frase ‘perché nù sem nù’. Oggi ha ricevuto la cittadinanza onoraria a Pescara ed è arrivato qui per ammirare la mostra dedicata alla coppa acerbo. Mi avvicino ed iniziamo a chiacchierare. Cosa pensa dell’Abruzzo?  Questa regione è nel mio cuore, i cittadini mi hanno adottato, li amo per la loro purezza, generosità e amicizia, sono fantastici. Tornerò con mia moglie.</p>
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		<title>Verità nascoste</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 00:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[elisabetta pellati]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elisabetta Pellati
Gentili lettori,
il nostro viaggio stavolta non sarà piacevole ma, affrontare il difficile rende consapevoli e forti, serve per difendersi e prevenire. Così questa volta vi porterò a considerare scarsi intelletti e personaggi repellenti per la società nonché conformisti convinti e omertosi cronici. A seguito dei recenti  fatti di cronaca in cui in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Elisabetta Pellati</strong></p>
<p>Gentili lettori,<br />
il nostro viaggio stavolta non sarà piacevole ma, affrontare il difficile rende consapevoli e forti, serve per difendersi e prevenire. Così questa volta vi porterò a considerare scarsi intelletti e personaggi repellenti per la società nonché conformisti convinti e omertosi cronici. A seguito dei recenti  fatti di cronaca in cui in un asilo non un insegnante ma due, che immaginiamo allegri educatori, intenti al gioco, con deliziosi bimbetti dalle gote rosa, maltrattavano e <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/logo_asilo_nido_d0.jpg" rel="lightbox[1808]"><img class="alignright size-medium  wp-image-1809" title="logo_asilo_nido_d0" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/logo_asilo_nido_d0-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a>picchiavano i bambini loro affidati.<br />
Ricordo di essere stata nella mia cucina intenta in quelle cose che necessitano alla quotidianità della famiglia quando lei, che chiameremo Marta, entrò dalla porta sul retro che conduce alla cucina e sconvolse il mio mondo pieno di certezze che mi tenevano al caldo e che mai  avrei avuto l’ intenzione di lasciare. Il cane scodinzolava allegro richiamando la nostra attenzione e versato il caffè nelle tazzine prendemmo posto a tavola, guardando il suo bambino giocare in cucina con le costruzioni. Era distante da noi e Marta allora prendendola da lontano per la verità, si decise a raccontare una confidenza a lei fatta da sua cognata<br />
-    Sai Luigi (nome fittizio) e sua cugina frequentano lo stresso asilo, si paga ma non come gli altri, si acquista un carnet a alla fine del mese a seguito delle ore  usufruite, stacchi un ticket. Bé è comodo per chi non deve lasciarlo tutti i giorni e se è malato non paghi. Mia cognata lascia la figlia mentre va al lavoro visto che è proprio sulla sua strada.-<br />
-     Si- dissi io- Mi ricordo dell’asilo che frequenta Luigi, siamo andati a prenderlo insieme una volta e in quell’occasione se ti ricordi bene, ti dissi che non mi piaceva – In effetti mi disturbò molto quel ricordo: suonavamo il campanello e, non solo nessuno veniva ad aprirci, ma non un rumore proveniva dall’interno. Anche se era il dopo pranzo, quindi ora del pisolino, tutto era troppo silenzioso. Lei mi spiegò che non accettavano visite a sorpresa e per andare a prendere il bambino, dovevi comunicare in anticipo l’ora del ritiro o non ti facevano entrare. Quando si decisero ad aprire, l’anticamera era buia e non si intravedeva la stanza dei bambini: una  maestra si scagliò davanti alla porta con in braccio il bambino addormentato e senza farci entrare lo consegnò.<br />
-    -Sai –continuò- quando mia cognata è andata a parlare con la maestra per sapere del comportamento  della bambina, le è stato detto che sua figlia è molto vorace. Pensa finisce tutto subito e le maestre sono costrette a legarle le gambe alla sedia con una corda, per non farla alzare. Gli altri bimbi la imiterebbero e si creerebbe quindi confusione. Però l’ hanno assicurata che sono attente a non farle male e la bambina la prende come un gioco, quasi non se ne accorge!- Chiamai allora Luigi perché sospettai che non fosse l’ unica protagonista di quel gioco. Conoscevo la bambina come  una vera pacioccona, cosa avrebbero fatto con Luigi che non sta fermo mai, anche a casa ?<br />
Preso l’embrasse della tenda dissi –Vieni Luigi giochiamo al gioco della maestra, facciamo finta che è ora di pranzo, come fa la maestra?- e lui preso dalle mie mani l’embrasse fece per legarmi il punto vita alla sedia. –Grazie di aver giocato con me ma, le costruzioni sono più divertenti giochiamo con quelle. &#8211; E corse di nuovo in cucina.<br />
-    Certo che se li legano per  farli pranzare, per farli dormire potrebbero sentirsi autorizzate a dargli qualcosina. -Commentai-</p>
<p>–Ma no, ne ho parlato con mia madre perché anch’io sulle prime ero preoccupata ma, anche lei mi legava alla sedia se aveva da fare, sai io da bambina ero troppo irrequieta. Come avrebbe fatto se no.- Consigliai di toglierlo da quella scuola e di informarsi presso la pediatra se questa storia fosse traumatica per il bambino ma lei non lo fece, né  denunciò l’asilo né chiese alla pediatra consiglio né  trovò strano quello che accadeva li dentro. Non pensò neppure di approfondire sull’accaduto, anzi era accaduto a lei che si riteneva normale e tutto poteva dirsi  a posto. Il bambino continuò l’asilo e io rimasi nello sconforto. Cosa fare, lei non mi autorizzava alla denuncia, non voleva essere nominata e senza un’ accusa precisa, un testimone ….cosa fare. Tutto sembrava chiaro nella mia testa, proprio come sentito sante volte alla tv, subito un trauma puoi pensare che farlo subire agli altri sia normale e poi.. esporsi al giudizio della gente  se si venisse a sapere,  passare per quella che….far passare il bambino per quello a cui è successo …. Scherzerete, quando si sposerà, qualcuno potrà  dire- Sai si sposa quello a cui è successo … ti ricordi?-<br />
Incredibile,  tutta la vicenda si aggrovigliava ad altre argomentazioni simili in un turbine di ingiustizia ed impotenza nella mia testa, pensavo, io saprei cosa fare ,io non avrei dubbi, lo so, so che farei, li denuncerei! Eppure quando ti accade e tenti la denuncia sia pure solo agli altri genitori, difficilmente sei creduto e nel tentativo di far sembrare tutto normale, tutto a posto, se non si sa… se non si crede&#8230; allora nulla non esiste. E più in là negli anni quando  accadde a mio figlio di incontrare un insegnante “particolare”, indagai prima sullo svolgimento dei fatti e pensai che avesse bisogno del sostegno e dell’aiuto degli altri genitori quindi feci come mi imponeva il mio essere, ma mi sentii dire – E perché credi sia successo proprio a tuo figlio e non ad altri? Bisogna tornare alla meritocrazia!– Come a dire se è successo questo, questo si meritava. Il fatto è  che non c’è più un educazione civile e, cosa molto triste, non siamo <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/asilo-nido.jpg" rel="lightbox[1808]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1810" title="asilo-nido" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/asilo-nido-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>abituati a metterci nei panni dell’ altro. Mi limitai quindi a  cambiare scuola a mio figlio, ma mi continuai a domandare e lo faccio ancora oggi senza trovare risposta: quando accade qualcosa all’interno di una scuola, bisogna avvertire gli altri genitori o fare ciò che si ritiene giusto da soli, infischiandosene, risparmiandosi che pettegolezzi e angustie siano come sale su ferite già aperte, sperando che non succeda ad altri anche se siamo certi, ed è dimostrato, che non rimuovendo il problema, questi si ripresenterà prima o poi? Tornando ai fatti di cronaca, successe proprio quanto citato. Nel notare lividi una mamma ne parlò ad altre che però non diedero peso all’argomentazioni della genitrice. Questa cambiò asilo alla bambina e solo più tardi, gli altri genitori si accorsero di cosa avrebbero potuto evitare ai loro figli.<br />
Esaminiamo a questo punto i  personaggi interessati. Quando pensiamo a quelle maestre una grande rabbia ci assale, pensiamo sia giusto farsi  giustizia da soli, usare la stessa violenza e fare delle carnefici carne da macello. Questa è la posizione e la reazione, in generale, di chi non coinvolto direttamente, viene a conoscenza di un fatto di cronaca del tipo descritto.<br />
Ora volgiamo l’attenzione a chi non diede peso alle lamentele del figlio o alla denuncia di un genitore. Tutti dovremmo sapere che un bambino ha gli stessi diritti di un adulto ma che il suo stato e la sua statura gli impediscono di proteggesi e per farli valere  da se. Per questo i genitori sono preposti ad una tutela che va oltre il vestire, sfamare e comprare profumi e balocchi ed in effetti il difficile compito per un genitore non è tanto o solo il mantenimento materiale vero e proprio, ma  è il saper ascoltare il proprio figlio e soprattutto interpretare i suoi segnali. Un bambino che sta bene in un posto, è felice di tornaci, una maestra che ama il suo lavoro sa come prendere un bimbo fra le mani del genitore, distrarlo e non farlo disperare. Sappiamo tutti che è così, che l’ ambiente dove giocano è allegramente disordinato e se non fosse così, dovremmo dire- Che bello è tutto in ordine!- O preoccuparci? Osserviamo i nostri bambini e se vediamo strani lividi e/o stati di irrequietezza o ancora se ci rispondono male, poniamoci seriamente delle domande senza tralasciare nulla, perché è indubbiamente meglio indagare che nascondere la testa sotto la sabbia. E in ogni caso è meglio dare il beneficio del dubbio a chi ci confida anche un piccolo dubbio: potrebbe essersene accorto prima di noi e  potrebbe salvare la vita anche di nostro figlio. Certo detto a  freddo, dalla parte di chi esamina e non è esaminato sembra semplicistico, allora puntiamo tutti su una folta schiera di figli ineducati, cresciuti nella stanchezza dei genitori, a volte  incapaci di dire no e far mantenere le più elementari regole di vita famigliare e civile oppure educati nella fretta di essere adulti, mandati a nanna non prima delle ventitré, ipnotizzati dai video giochi dove sangue, furto e droga rende punti. Immaginatevi insegnanti in una scuola, come imporre la disciplina del silenzio e attenzione non solo a chi è abituato a fare come gli pare senza remore ma, soprattutto a chi non sa perché si va a scuola. Andare a scuola non serve per non restare solo a casa perche i genitori lavorano e non sanno a chi lasciare i figli. A scuola ci andiamo per istruirci, perché l’istruzione, a qualsiasi livello, ci differenzia dal regno animale e ci rende liberi e applicare quello che abbiamo imparato ci rende intelligenti. Esercitiamo la mente come un muscolo in palestra, rimaniamo in ascolto e facendo qualcosa per i figli degl’altri sarà come averlo fatto ai nostri e a noi stessi, un esempio che ci sorriderà alla fine di un  viaggio in cui non ci siamo schierati dall’alto del nostro ego ma, abbiamo ragionato e soprattutto ci siamo messi in discussione.</p>
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		<title>Come un soffio</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[sandra luna]]></category>

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		<description><![CDATA[dai Racconti della Luna di Sandra P. Luna
Sentiva la sua anima dannata, lacerata da un dolore che era su ogni cosa e non le permetteva più di pensare, desiderare e amare. Le notti si confondevano con i giorni, la fame con la sazietà, l’aria  con l’asfissia, il freddo più intenso con il caldo più afoso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>dai <em>Racconti della Luna</em> di Sandra P. Luna</strong></p>
<p>Sentiva la sua anima dannata, lacerata da un dolore che era su ogni cosa e non le permetteva più di pensare, desiderare e amare. Le notti si confondevano con i giorni, la fame con la sazietà, l’aria  con l’asfissia, il freddo più intenso con il <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/soffio.jpg" rel="lightbox[1804]"><img class="alignright size-medium wp-image-1805" title="soffio" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/soffio-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>caldo più afoso. Non era importante nulla più ormai. Nessun conforto riusciva a sentire né a volere, perché tutto ciò che la teneva in vita era il dolore, solo quello e nulla più. Eppure sarebbe bastato avere solo un minuto in più per evitare tutto, ma il destino maledetto aveva deciso di non concederlo. Intanto il campanello di casa e il cellulare continuavano incessantemente a suonare. Inutilmente però, perché lei non li sentiva più. Aveva deciso di staccarsi dal mondo intero, colpevole di averle tolto la sua unica ragione di vita: Lara, la sua bellissima e adorata Lara. Aveva festeggiato appena due giorni prima il suo 7 compleanno in compagnia di tutti i suoi amichetti. Quanto si erano divertiti! Approfittando della stupenda giornata assolata ma fresca, Alessia aveva ripulito per bene il giardino, lo aveva addobbato con festoni e palloncini colorati e aveva preparato tante cose buone. Per finire una magnifica torta stracolma di panna e decorata con tantissimi confettini di cioccolato, che i ragazzini si erano divertiti a staccarli appena spente le candeline. Ma ormai cosa importava più, i ricordi era meglio scacciarli, perché facevano ancora più male. Lara come tutte le mattine, da brava bimba ubbidiente e ordinata, si alzava e senza fare capricci si lavava, si vestiva, preparava la cartella e raggiungeva sua madre in cucina per la colazione. Vivevano da sole. Alessia era una ragazza madre di soli 25 anni. Il ragazzo che l’aveva messa incinta non ne aveva voluto saper nulla di quella creatura che doveva nascere e così lei, che invece già l’amava, aveva deciso da subito di tenerla. Tra mille difficoltà, aiutata anche dai suoi, era riuscita a trovare lavoro in un centro commerciale e ad affittare un mini appartamento più in periferia. Gli inizi certo erano stati difficili, ma Alessia era una donna testarda e coraggiosa, che non saltava gli ostacoli ma li affrontava con orgoglio e passione. E poi ora c’era lei, Lara a darle la forza di continuare e di andare avanti. Dopo gli abituali riti mattutini, Alessia e Lara alle 8 prendevano fuori casa il bus. Lara scendeva davanti alla scuola e Alessia subito dopo. Alle 16, terminato il lavoro, Alessia raggiungeva la piccola e dopo la spesa, un giro ai giardinetti e talvolta un gelato, tornavano finalmente a casa. Tutto ciò fino a quel maledetto giorno. Quella mattina Alessia, uscita di casa si era ricordata di non aver preso le bollette da pagare e dopo aver avvisato Lara di aspettarla, era rientrata in casa. Il bus arrivava ma Alessia no. Lara allora per non perdere la corsa si era lanciata lungo il vialetto con l’intento di far cenno all’autista di fermarsi e aspettare. L’impatto con l’auto che intanto era sopraggiunta a forte velocità era stato violentissimo. Alessia a quel frastuono si era precipitata fuori, urlando disperatamente il nome di sua figlia come se avesse presagito il peggio. Il corpicino ormai inerme nelle braccia di Alessia e tutt’intorno un mondo che non esisteva più. Erano passati da allora 11 mesi. Tutti le dicevano che doveva rassegnarsi, che doveva farsene una ragione, che doveva reagire, che, che, che…. Ma come avrebbe potuto ancora vivere. Sopravvivere alla perdita di un figlio è forse possibile? E come può avvenire? Lei non lo voleva neanche. La notte le sembrava il momento peggiore perché con il silenzio che la circondava, il frastuono nella sua mente aumentava. O forse era il mattino il momento peggiore quando, dopo non aver dormito, si ritrovava, ancora viva, a dover affrontare ancora un’intera giornata. Quella sera si mise a letto e forse perché ormai allo stremo delle forze, si addormentò subito, quasi senza accorgersene. Il viso finalmente rilassato, le labbra con un accenno di sorriso: c’era la sua Lara con lei che le diceva: «Mamma non piangere, non essere triste, io sarò sempre in te. Non piangere, lasciami volare via su nel cielo e quando alzerai lo sguardo mi vedrai lì a brillare solo per te». Un leggero soffio aleggiò sul viso di Alessia.</p>
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		<title>Il Gruppo Sarni per L’Aquila</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[News dal mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Speciale terremoto in Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[elena costa]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo sarni]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Costa
Degli oltre 1000 dipendenti del Gruppo Sarni, circa 600, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati lo scorso dicembre alla discoteca Megà di Pescara per una straordinaria festa all’insegna della solidarietà. Circa 70mila euro, di cui 50mila donati dalla famiglia Sarni, e 20mila raccolti tra tutti i dipendenti del Gruppo sono stati infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Elena Costa</strong></p>
<p>Degli oltre 1000 dipendenti del Gruppo Sarni, circa 600, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovati lo scorso dicembre alla discoteca Megà di Pescara per una straordinaria festa all’insegna della solidarietà. Circa 70mila euro, di cui 50mila donati dalla famiglia Sarni, e 20mila raccolti tra tutti i dipendenti del Gruppo sono stati infatti consegnati <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/umberto_smaila.jpg" rel="lightbox[1799]"><img class="alignright size-medium wp-image-1800" title="umberto_smaila" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/umberto_smaila-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>dai fratelli Antonio, Carmine, Nicola, Teodoro e Sandro, titolari dei quattro segmenti del Gruppo (Follie d’oro, Sarni Oro, Sarni ristorazione e Finsud Immobiliare) agli otto dipendenti aquilani delle aree di servizio Sarni, che nel sisma del 6 aprile hanno perso la casa.  La serata ha avuto inizio con un ricchissimo buffet ed è poi continuata con la proiezione di un toccante un video-testimonianza sul terremoto e sulla ricostruzione, girato direttamente dai dipendenti e arricchito dal materiale fotografico fornito dal Gruppo Costa, presente alla festa con l’editore Pino Costa e il direttore operativo Elena Costa, autrice del libro “L’Aquila 06.04.09 il catastrofico terremoto delle 3:32”, distribuito anche attraverso la rete autostradale del Gruppo Sarni. Ad allietare la serata ci ha pensato il grande Umberto Smaila con uno spettacolo esilarante di due ore, con musica anni 70-80-90 che ha coinvolto e appassionato tutti i presenti.</p>
<p>Intervistato da Elena Costa, Umberto Smaila ha  così replicato:</p>
<p>D<strong>. Umberto, la festa è dedicata al terremoto che ha colpito L’Aquila, il Gruppo Sarni ha devoluto un assegno di 70mila euro ai dipendenti di questa città tristemente colpita dal sisma del 06 Aprile.</strong></p>
<p>R.  <em>Una serata ben riuscita anche se le modalità di questa erano particolari, perché come hai detto tu, con delle caratteristiche ben precise. Insanziare fondi per i terremotati dell’Aquila. Mi fa piacere che da una serata così apparentemente superficiale, ne esca qualcosa di positivo. </em></p>
<p>D. <strong>Tu sei molto legato alla regione Abruzzo, la frequenti da circa un decennio. Ami, come hai detto nel corso dello spettacolo, i suoi piatti i suoi prodotti enogastronomici. </strong></p>
<p>R. <em>In questa regione si mangia molto bene sia il pesce che la carne, che è strepitosa alla griglia. Per non parlare poi degli antipasti, favolosi. Frequento molto il litoraneo adriatico è una terra di gente generosa, seria compita con una certa riservatezza e nobiltà d’animo. In questo riconosco un personaggio a me molto caro ‘Gabriele D’Annunzio’   i miei sono fiumani hanno vissuto la diaspora e l’esilio lui avrebbe voluto fare di fiume una città atavica, libera.. e quindi ne sono molto legato.</em></p>
<p>D. <strong>Umberto, quali saranno i tuoi prossimi appuntamenti?</strong></p>
<p>R. <em>Ho fatto una lunga tournee nel periodo di Dicembre. Sarò ospite in una puntata dei Raccomandati. Poi volerò a Sharme per alcune serate</em>.</p>
<p><strong>Grazie Umberto, a presto.</strong></p>
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		<title>Il volto</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[licia braccini]]></category>

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		<description><![CDATA[di Licia Braccini
E’ uno splendido pomeriggio primaverile. Cielo sereno, la lunga strada ombreggiata, profuma di tigli fioriti, lei raggiante, ancheggiando, percorre il lungo viale. E’ una donna di mezza età, alta e ben fatta, ma soprattutto elegantemente vestita. Indossa un costoso completo azzurro firmato, la gonna corta le ondeggia sulle lunghe e tornite gambe, ricoperte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Licia Braccini</strong></p>
<p>E’ uno splendido pomeriggio primaverile. Cielo sereno, la lunga strada ombreggiata, profuma di tigli fioriti, lei raggiante, ancheggiando, percorre il lungo viale. E’ una donna di mezza età, alta e ben fatta, ma soprattutto <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/nicarte_Madame_1.jpg" rel="lightbox[1796]"><img class="alignright size-medium wp-image-1797" title="nicarte_Madame_1" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/nicarte_Madame_1-163x300.jpg" alt="" width="163" height="300" /></a>elegantemente vestita. Indossa un costoso completo azzurro firmato, la gonna corta le ondeggia sulle lunghe e tornite gambe, ricoperte da calze velate e inoltre, borse e scarpe di colore intonato le danno il giusto tocco di classe. Cammina, ancheggiando cammina… i lunghi capelli, freschi di parrucchiere, ondeggiano alla lieve brezza primaverile, le mani sono curate e laccate, la giacca, ben sagomata, scende bene sul bel corpo e lascia intravedere, dalla generosa scollatura, i sodi seni e il collo curato e liscio, contornato da un filo di perle bianche. Lei sa di essere bella, quasi perfetta. E’ sicura di sé e cammina fiera, con gradi e decise falcate. La donna ora è in centro ed è tra la gente che, passandole accanto, le fa spazio fissandola e cedendole il passo, mentre attorno al suo corpo si spande, come un’aura, un profumo costoso. Cammina ancheggiando, cammina la donna, mentre la gente la guarda e di colpo si scosta, quasi a volerla evitare. Gli uomini strabuzzano gli occhi al suo passaggio, mentre le donne arricciano il labbro. Il vigile con il fischietto in bocca si blocca, i bambini si scansano, la gente è impaurita e si incanta a guardarla, poi urla, gesticola, si dispera. Le auto si bloccano, frenando di colpo, con gli autisti quasi impazziti che, additandola gridano: &lt;Aiuto&gt;. Che caos! Ma perché tutto ciò? La donna ora di fronte a quelle reazioni inconsuete, perde man mano la sua sicurezza. Non capisce cosa stia accadendo. Si guarda e si tasta le gambe di seta, il costoso vestito di Armani che proprio non fa una piega, le scarpe e la borsa di marca tutto ok.. ma allora? Dior, Saint Laurent, Prada: tutto è perfetto e rigorosamente firmato come impone la moda. Tutto è come vuole la gente, la “gente stupida”, ma allora? Cosa vogliono da lei? Perché tutti la guardano in quel modo? Perché sono tutti spaventati? Lei ora è piena d’ansia, paure e incertezze. Non ancheggia più, ora non cammina, corre, quasi impazzita. Cerca disperatamente una vetrina che le faccia da specchio. Finalmente la trova, si ferma, comincia a scrutarsi, a guardare il suo corpo riflesso: e allora cosa c’è che non va? I piedi graziosi calzano scarpe alla moda, le gambe tornite da calze perfette, il vestito, la gonna, la giacca, la borsa, i capelli…. Tutto è perfetto, ma allora cosa c’è che non va? La gente continua a guardarla incredula, aumentandole ansia e fastidio. La donna si guarda sempre più inquietamente nel riflesso della vetrina. Attentamente si scruta, si tocca, verifica ogni particolare del suo irreprensibile look, mentre attorno a lei cresce un fastidioso brusio di disapprovazione. Continua a guardarsi e ad un certo punto, finalmente capisce e allora sorride…. anzi ride, sempre più fragorosamente ride, trascinando nella sua sonora risata anche tutti gli altri che si erano fermati attorno a lei. La donna finalmente capisce, svela l’arcano e continua a ridere non potendo fare altrimenti. Oggi è uscita di casa vestita di tutto punto come sempre elegante, profumata e sicura di sé, ma… senza volto. Si proprio senza volto! Oggi ha avuto una piccola dimenticanza: non si è messa la “maschera”… che errore banale! Ma che figuraccia e che ansia. Chissà a cosa pensava! Ma anche la gente!!!! Tutto quel putiferio per una banale dimenticanza. Solo per una volta che era uscita senza volto. Del resto è pur sempre una donna, semplicemente una donna, ma che donna!!!</p>
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		<title>I redditi fondiari</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Lo sapevate che...]]></category>
		<category><![CDATA[monica raideni]]></category>
		<category><![CDATA[redditi fondiari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dott.ssa Monica Raideni, consulente del Lavoro
Il vigente testo unico delle imposte sui redditi non definisce il reddito. Infatti il possesso del reddito è in sostanza il presupposto sia  dell’imposta sulle persone fisiche (IRPEF) sia dell’imposta sulle società (IRES), e poiché tutte le categorie reddituali indicano come reddito proventi derivanti da fonti produttive, se ne può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dott.ssa Monica Raideni, consulente del Lavoro</strong></p>
<p>Il vigente testo unico delle imposte sui redditi non definisce il reddito. Infatti il possesso del reddito è in sostanza il presupposto sia  dell’imposta sulle persone fisiche (IRPEF) sia dell’imposta sulle società (IRES), e poiché tutte le categorie reddituali indicano come reddito proventi derivanti da fonti produttive, se ne può desumere che reddito è, <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/Mutuo_Fondiario-781782.jpg" rel="lightbox[1793]"><img class="alignright size-full wp-image-1794" title="Mutuo_Fondiario-781782" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/Mutuo_Fondiario-781782.jpg" alt="" width="275" height="299" /></a>in generale, un incremento di patrimonio che deriva da una fonte produttiva.  Vi è invece una definizione delle singole categorie reddituali:<br />
- redditi fondiari<br />
- redditi di capitale<br />
- redditi di lavoro dipendente<br />
- redditi di lavoro autonomo<br />
- redditi di impresa<br />
- redditi diversi.<br />
Parliamo dei redditi fondiari. In base all’art. 25 del T.U. sono redditi fondiari quei redditi inerenti ai terreni e ai fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono, o che devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto edilizio urbano.<br />
Un reddito è fondiario se deriva da un immobile iscritto o iscrivibile nel catasto, e solo se l’immobile è situato nel territorio dello Stato.<br />
Dato il carattere catastale di questi redditi, la tassazione prescinde dall’effettiva percezione del reddito per cui la tassazione vi è anche se un fabbricato non è abitato o locato o se un terreno non è coltivato.<br />
La rendita catastale. Il reddito dei terreni è determinato con il catasto; il terreno del territorio comunale è diviso in particelle, la particella è una porzione di terreno appartenente a un medesimo possessore e dev’essere omogenea per qualità e classe. Le tariffe d’estimo indicano la rendita attribuibile ai terreni divisi in particelle, in base alla loro qualità (tipo di coltivazione) e classe (grado di produttività). Le operazioni catastale culminano nell’attribuzione ad ogni particella, di qualità e classe di appartenenza, in modo da poter calcolarne la rendita sulla base delle tariffe d’estimo. Ogni voltura catastale determina l’applicazione dell’imposta catastale nella misura del 10 per mille del valore dell’immobile.<br />
Il reddito dei terreni. E’ un reddito colpito nella sua misura media-ordinaria, e non effettiva, risultante dalle tariffe d’estimo catastale,ossia: è un reddito ordinario perché ottenuto da un coltivatore di capacità normali che applichi le tecniche produttive adottate nella zona, ed è un reddito medio perché calcolato per una media di più anni in modo da tener conto di un intero ciclo produttivo. Il reddito dei terreni si distingue in due categorie:<br />
-    reddito dominicale, costituito dalla parte dominicale del reddito medio ordinario ritraibile dal terreno attraverso l’esercizio delle attività agricole, quindi dalla terra nel suo stato naturale e dal capitale di miglioramento che vi è investito;<br />
-    reddito dell’impresa agraria, o reddito agrario, costituito dalla parte del reddito medio ordinario dei terreni imputabile al capitale d’esercizio e al lavoro di organizzazione impiegati, nei limiti della potenzialità del terreno.<br />
Il reddito dei fabbricati. Anche questo reddito oggi è determinato in misura medio-ordinaria e secondo le tariffe d’estimo del catasto urbano, che distinguono le unità immobiliari in categorie e classi. In passato il reddito catastale dei fabbricati era infatti determinato sulla base di un canone locativo, ma a partire dagli anni novanta esso è venuto meno e il legislatore ha revisionato le tariffe sulla base di criteri basati sui redditi medi espressi dal mercato immobiliare.<br />
Per il resto, i proprietari di nuove costruzioni hanno l’obbligo di presentare all’ agenzia del territorio una dichiarazione nella quale sono indicate le caratteristiche dell’immobile e viene poi proposta la categoria, classe e rendita da attribuire al nuovo immobile.<br />
Il reddito dei fabbricati non è determinato in base alle tariffe catastali in vari casi; ad esempio per i fabbricati a destinazione speciale si ricorre alla stima diretta, oppure per gli immobili locati si assume come reddito il canone di locazione in tutti i casi in cui è superiore alla rendita catastale.<br />
Per oggi termino qui, la prossima volta riprenderemo il discorso dai redditi di capitale.<br />
A presto e mi raccomando…restate con me!</p>
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		<title>La contabilità in “nero” e la digitalizzazione del sé</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 18:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[La parola all'avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[hermans iezzoni]]></category>
		<category><![CDATA[la parola all'avvocato]]></category>

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		<description><![CDATA[La rettifica del reddito scatta quando il Fisco è in possesso di indizi di un reddito diverso dal dichiarato ma il concetto di documentazione è diventato sempre più elastico.
di Hermans Joseph Iezzoni
Ai fini dell&#8217;accertamento delle imposte sui redditi non solo le agende, ma anche gli appunti presi alla meno peggio sui foglietti sparsi, possono entrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La rettifica del reddito scatta quando il Fisco è in possesso di indizi di un reddito diverso dal dichiarato ma il concetto di documentazione è diventato sempre più elastico.</h2>
<p><strong>di Hermans Joseph Iezzoni</strong></p>
<p>Ai fini dell&#8217;accertamento delle imposte sui redditi non solo le agende, ma anche gli appunti presi alla meno peggio sui foglietti sparsi, possono entrare a pieno titolo nella burocrazia delle verifiche della Guardia di finanza, costituendo poi degli indizi sufficienti di un volume d’affari non dichiarato dall’impresa o dal professionista.<a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/contabilita.jpg" rel="lightbox[1788]"><img class="alignright size-medium wp-image-1789" title="contabilita" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/contabilita-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a><br />
Così, appena fatta la scoperta di questa nuova documentazione, per l’Agenzia delle Entrate scatta l’obbligo della rettifica del reddito a ragione dell&#8217;incompletezza, della falsità o dell&#8217;inesattezza degli elementi precedentemente indicati nella dichiarazione (art. 39 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600).<br />
A conferma di ciò la recente sentenza 24206 della Sezione Tributaria della Cassazione, depositata lo scorso  26 Settembre 2008, che, in contrasto con le pronunce di merito favorevoli al contribuente seguendo  l’assunto della regolare istituzione e conservazione delle scritture contabili, ha dato invece ragione alla ricorrente Agenzia delle Entrate.<br />
Appunti, annotazioni personali, agende o brogliacci tutto fa brodo, o meglio tutto può servire, a dimostrare la  cosiddetta contabilità in nero. Il documento diventa via via elastico ricomprendendo anche quegli elementi indiziari che per la loro gravità, precisione, concordanza finisco per ingrassare a dismisura il concetto di  scritture contabili, ossia i documenti che registrino, in termini quantitativi o monetari, i singoli atti economici svolti fotografando la situazione patrimoniale.<br />
Acquisiti gli indizi, il passo è breve per vedere fioccare all’orizzonte gli avvisi di accertamento a seguito di quel potere, in capo alla competente amministrazione tributaria, che impone la rettificazione d’ufficio della dichiarazione.<br />
Lo scenario non è però completo, andrebbe maggiormente attualizzato. Occorre infatti guardare bene all’evoluzione <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/money.jpg" rel="lightbox[1788]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1790" title="42-15441917" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/money-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>che il concetto di documento ha subito negli anni. Di esso, ormai, si parla in modi così diversi che non sempre è possibile dare per scontato che di appunti cartacei si tratti, ben potendo aver riguardo a documenti digitali, se redatti così dal principio, oppure elettronici, se vi è stata una loro acquisizione in copia digitale.<br />
Nella vita quotidiana, e non solo lavorativa, del professionista gli appunti o le annotazioni di cui si parla possono anche essere frammenti della corrispondenza elettronica aperta, o quelli contenuti nella memoria di massa del computer o del cellulare, come di una comunissima chiavetta usb, ma non solo.<br />
La reputazione oggi corre sul web, non tanto perché spesso i professionisti creano un loro corrispondente profilo digitale accessibile da chiunque su internet, ma anche per la ragione che si è portati a condividere informazioni che superano lo stretto ambito di lavoro. I nostri interessi, le nostre amicizie, i nostri acquisti od opinioni spesso viaggiano in parallelo con l’attività professionale. Dati che una volta diffusi prendono percorsi inimmaginabili entrando in un meccanismo di divulgazione di cui non possiamo più decidere il come, il quando o il dove. Potenza dei motori di ricerca e di tutti i servizi che hanno trasformato internet in un gigantesco archivio dal quale è impossibile cancellare una informazione.<br />
Indizi, tracce, dettagli che superano la valenza estemporanea per raccontare, assieme ad altri, tenori di vita  o ricchezze vere come presunte delle persone che le hanno lasciate. Recentemente l’Agenzia delle Entrate di Pisa, per contestare a dei contribuenti la proprietà di alcuni beni immobili, si è servita anche delle immagini satellitari offerte dal servizio Google Earth (http://earth.google.it/). In molti ricorderanno le accese polemiche sulla diffusione indiscriminata dei redditi degli italiani sul web, ma pochi si sono realmente resi conto che non è dato sapere con certezza dove si trovino ora copie di tutte quelle tracce digitali.<br />
Il concetto di documento, in mano alla burocratizzazione di quell’eccessivo uso dell’accertamento fiscale, è divenuto così elastico da far sorgere più di un sospetto che il suo risultato pratico sia la defenestrazione del concetto di privacy.</p>
<p><a href="http://dallatuaparte.com/" target="_blank">http://dallatuaparte.com/</a></p>
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		<title>La Ginecomastia problema clinico ma anche estetico e sociale</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 18:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[La parola al chirurgo]]></category>
		<category><![CDATA[Le nostre rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[ginecomastia]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio d'amico]]></category>
		<category><![CDATA[la parola al chirurgo]]></category>

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		<description><![CDATA[del dott. Giorgio D&#8217;Amico
Si definisce ginecomastia una condizione caratterizzata dallo sviluppo delle mammelle nell’uomo.
Se l’aumento di volume del seno dell’uomo,è provocato da un accrescimento della ghiandola mammaria,si parla di GINECOMASTIA VERA.
Se invece l’aumento del volume del seno dell’uomo,è provocato da un accumulo di tessuto adiposo (grasso) nella zona mammaria,questa condizione si definisce GINCOMASTIA FALSA.
Entrambe le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>del dott. Giorgio D&#8217;Amico</strong></p>
<p>Si definisce ginecomastia una condizione caratterizzata dallo sviluppo delle mammelle nell’uomo.<br />
Se l’aumento di volume del seno dell’uomo,è provocato da un accrescimento della ghiandola mammaria,si parla di <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/ginecomastia.gif" rel="lightbox[1782]"><img class="alignright size-medium wp-image-1783" title="ginecomastia" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/ginecomastia-300x210.gif" alt="" width="300" height="210" /></a>GINECOMASTIA VERA.<br />
Se invece l’aumento del volume del seno dell’uomo,è provocato da un accumulo di tessuto adiposo (grasso) nella zona mammaria,questa condizione si definisce GINCOMASTIA FALSA.<br />
Entrambe le condizioni (Ginecomastia vera e propria e falsa ginecomastia) a volte si possono presentare contemporaneamente.<br />
Qualunque sia la causa ed il tipo di ginecomastia ,il soggetto che ne soffre risulta nella quasi totalità dei casi imbarazzato a mostrarsi e psicologicamente si sente a disagio nella vita di relazione ritenendo sminuita la propria virilità di uomo.<br />
L’intervento chirurgico in tutti i casi rappresenta la risoluzione del problema.<br />
Vi sono varie tipologie di GINECOMASTIA. Vediamo quali:</p>
<ul>
<li>La ginecomastia puberale</li>
</ul>
<ul>
<li>La ginecomastia congenita</li>
</ul>
<ul>
<li>La ginecomastia indotta o acquisita.</li>
</ul>
<p>La ginecomastia puberale è caratterizzata da quello sviluppo del tessuto mammario che si manifesta nella maggior parte dei ragazzi tra i 12 ed i 17 anni.<br />
La durata di questa fase è di circa un anno per circa un terzo dei ragazzi,ma entro tre anni per più del 90% dei casi questa condizione è pienamente regredita.<br />
Solamente nel 5-6% dei casi la ginecomastia persiste oltre il diciassettesimo anno di età,e riducendosi le possibilità di regressione spontanea,si rende indicativo l’intervento chirurgico.<br />
La ginecomastia congenita i cui possibili fattori determinanti sono una maggiore sensibilità del tessuto mammario agli stimoli ormonali,o uno squilibrio degli ormoni circolanti ,ha una connotazione familiare ed in alcuni casi è associata ad altri stati patologici (es. sindrome di Klinefelter).<br />
<a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/Ginecomastia_1.jpg" rel="lightbox[1782]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1784" title="Ginecomastia_1" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/Ginecomastia_1-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>Quella indotta o acquisita è legata a trattamenti con estrogeni o androgeni,inclusi i trattamenti ormonali per curare i tumori della prostata.<br />
L’elenco dei farmaci potenzialmente in grado di causare ginecomastia nell’uomo è comunque lungo,ed include: ergotamina,diazepam,spironolattone,digitale,antiandrogeni in generale,ed in particolare gli steroidi anabolizzanti utilizzati dagli atleti per aumentare le masse muscolari.<br />
La diagnosi viene fatta con visita specialistica mediante palpazione in modo da valutare se c’è l’ipertrofia della ghiandola,l’eccesso di grasso o entrambe le condizioni,in quanto varia il trattamento da effettuare.<br />
Per una valutazione più precisa si può eseguire un’ecografia o una radiografia delle mammelle.<br />
La terapia chirurgica è quella di scelta e nel caso di ginecomastia vera consiste nell’asportare in toto la ghiandola mammaria con una incisione periareolare o sul solco curvilineo inferiore della regione pettorale badando al fattore estetico,la liposuzione si usa nei casi di ginecomastia falsa.<br />
Il trattamento viene eseguito in regime di day-hospital con un giorno di ricovero.<br />
Far esaminare la ghiandola in toto asportata è fondamentale così come è importante rivolgersi a seri professionisti che possano garantire la necessaria esperienza e professionalità.</p>
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		<title>Parco Nazionale del Gargano</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 18:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[I nostri servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi italiani]]></category>
		<category><![CDATA[elena costa]]></category>
		<category><![CDATA[parco nazionale del gargano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un fascino unico
di Elena Costa
Parchi Italiani in questo numero si sofferma in Puglia, bellissima regione, ricca di storia e cultura, per farvi conoscere il Parco Nazionale del Gargano. Un promontorio dal punto di vista biologico, separato dal resto della penisola e dalla piana del Tavoliere delle Puglie.  Di natura calcarea, è ricco di forme carsiche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Un fascino unico</h2>
<p><strong>di Elena Costa</strong></p>
<p>Parchi Italiani in questo numero si sofferma in Puglia, bellissima regione, ricca di storia e cultura, per farvi conoscere il Parco Nazionale del Gargano. Un promontorio dal punto di vista biologico, separato dal resto della penisola e dalla piana del Tavoliere delle Puglie.  Di natura calcarea, è ricco di forme carsiche, come grotte e doline. In origine il <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/Parco-Gargano_Logo.jpg" rel="lightbox[1771]"><img class="alignright size-full wp-image-1776" title="Parco-Gargano_Logo" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/Parco-Gargano_Logo.jpg" alt="" width="217" height="244" /></a>promontorio era completamente coperto da foreste, ormai ridotte a circa il 15 per cento della superficie originaria, tra cui va segnalata la Foresta Umbra. La provincia interessata è Foggia e i comuni che vi fanno parte sono: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant&#8217;Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Serracapriola, Vico del Gargano e Vieste. I 18 comuni, che presenterò più avanti, si trovano quasi tutti sul litoraneo del Gargano, affascinanti anche dal punto di vista ambientale e folkloristico, ognuno di loro mi ha lasciato un ricordo singolare, tra questi gli unici che non ho visitato personalmente, sono: Cagnano Varano, Carpino, Rignano Garganico. Vi assicuro che il mio lavoro sotto questo aspetto è assai affascinante in quanto  permette di conoscere culture e posti diversi ed è per questo che voglio in parte rendervi partecipi e presentarvi le più belle località italiane soprattutto le più sconosciute.<br />
Fiore all’occhiello del Parco Nazionale del Gargano è  la Foresta Umbra che costituisce l’ambiente più rappresentativo delle aree interne del Gargano. A dispetto delle devastazioni e dei dissennati disboscamenti degli ultimi tre secoli che hanno reso spoglie del manto forestale le pendici collinari e montane del Gargano, la Foresta ha conservato quasi intatto il suo maestoso e imponente rigoglio vegetativo con ricca varietà di specie e forme alborie e arbustive. Le attribuzioni del nome alla Foresta si perdono nella notte dei tempi e tutte, se pur accettabili, sono insufficientemente comprovabili e non forniscono una chiara lettura della denominazione. Per alcuni il nome Umbra deriverebbe da antiche popolazioni di Umbri (una tribù preistorica del ramo Celto), abitanti della foresta che erano soliti a scorribande e ruberie nei luoghi più bassi e fertili del promontorio a danno dei pastori nomadi; per altri più semplicemente luogo ombroso.<br />
Uno dei motivi che hanno portato all&#8217;istituzione del Parco è la presenza di importanti zone umide comprese nei biotopi di importanza comunitaria quali le lagune di Lesina e di Varano, le paludi di Frattarolo ed ex Daunia Risi ed altre come <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/mappa_parco.jpg" rel="lightbox[1771]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1773" title="mappa_parco" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/mappa_parco-300x238.jpg" alt="" width="300" height="238" /></a>le foci del Fortore, l&#8217;area dell&#8217;antico Lago di Sant&#8217; Egidio e la Palude di Sfinale. Assai interessante soprattutto per la sopravvivenza di anfibi, rettili e per la sosta occasionale dell&#8217;avifauna, è l&#8217;esistenza nel Nord-Gargano e nella zona costiera tra Vieste e Peschici di sorgenti nonché, nelle zone interne, dei ristagni d&#8217;acqua temporanei detti “cutini” o delle tradizionali “piscine”.<br />
Il Parco Nazionale del Gargano ricopre un&#8217;estensione di circa 121.118 ettari, al cui interno ritroviamo una serie di habitat unici nel loro genere. Si passa dalle fitte ed estesissime foreste, per le quali è famoso, alla macchia mediterranea, dai grandi altipiani carsici, ricchi di doline ed inghiottitoi, alle ripide falesie sul mare, punteggiate da fantastiche grotte, dalle erte e boscose valli che scendono verso il mare, alle lagune costiere di Lesina e Varano, dalle colline e pianure steppose alle Paludi di Federico II. Fanno parte di questo gioiello le quattro Isole Tremiti circondate da un mare cristallino e ricche di grotte. E’ improbabile ritrovare lungo le sponde del Mediterraneo un altro luogo come il Parco Nazionale del Gargano capace di racchiudere in così poca estensione tanta biodiversità, una vera isola biologica.<br />
Nelle radure, fra i fichi d’india e nelle zone steppose fioriscono le orchidee selvatiche, che all&#8217;interno del Parco Gargano sono presenti con circa 85 specie e ne fanno la località più ricca d&#8217;Europa. Sui pendii assolati crescono rigogliosi gli olivastri, i perastri, i melastri, i biancospini attorniati da cespugli di lentisco, ginepro, timo, rovi, fichi d&#8217;india ed un albero bellissimo detto “l’albero dei diavolo”, ovvero il carrubo.<br />
Il Gargano può ritenersi un’isola biologica, giacché la parte più alta del Promontorio è stata isolata per un lunghissimo periodo preistorico. Da ciò dovrebbero derivare fenomeni come l’endemismo ed il macrosomatismo.<a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/parco_nazionale_gargano2.jpg" rel="lightbox[1771]"><img class="alignright size-medium wp-image-1774" title="parco_nazionale_gargano2" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/parco_nazionale_gargano2-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a><br />
In tutte queste zone è possibile osservare il fenomeno del macrosomatismo, ossia una crescita abnorme delle specie vegetali, imbattendosi, così, in certi esemplari di pini d&#8217;aleppo, faggi, lecci e tassi di dimensioni monumentali. Ricordiamo il carrubo di 13 metri di circonferenza nel parco di Pugnochiuso, nel comune di Vieste. Il leccio, alto 17 metri e con 5 di diametro, presso il convento dei Cappuccini a Vico Gargano.</p>
<p>Nella zona pedemontana la vegetazione cambia volto e la steppa predomina. Steppa ricca di fichi d&#8217;india, asfodeli, ferule, euforbie, iris, in cui cresce un fungo molto particolare il Pleurotus eringi. Tutto ciò è interrotto qua e là da oliveti, mandorleti, vigneti e campi biondeggianti di messi. Altri ambienti particolari racchiusi in questo autentico gioiello, sono le zone paludose di Frattarolo e dell’Oasi di lago Salso e le Lagune costiere di Lesina e Varano. Le prime, ribattezzate “Paludi di Federico II”, si dividono in due zone, una dove regnano sovrane la cannuccia palustre, la tifa, l’eucaliptus, il giglio d&#8217;acqua e l’altra dove predomina la flora xerofila ovvero salicornie, giunchi, tamerici ecc.<br />
I laghi di Lesina e Varano sono caratterizzati da un bosco intralitorale che cresce sulla sottile lingua di sabbia che li divide dal mare e in cui vegeta il Cisto di clusio e da canneti che circondano le sponde. Si tratta di grandi boschi di faggi, lecci cerri e, a volte associati a farnetti, olmi, frassini, che si distribuiscono nell&#8217;area più interna dei promontori con le foreste di Ischitellia, Manatecco, Ginestra, Sfilzi, Umbra, Bosco Quarto, Umereta delle Ripe e Lacotenente.</p>
<p>Altri boschi di estremo interesse naturalistico sono anche quelli di Monte Sant&#8217;Angelo (4.000 ettari), di monte Sacro, presso Mattinata e di Spina Pulci (900 ettari), tra Sannicandro Garganico e Cagnano Varano.<br />
Sulla costa dominano invece le pinete di pino d&#8217;Aleppo: sono circa 7.000 ettari che si alternano alla macchia mediterranea, ricca di formazioni a lentisco, firillea, erica multiflora, e corbezzolo.<br />
E’ da menzionare altresì la presenza di endemismi famosi tra i quali: la campanula garganica, la scabiosa Dallaporta, il citiso, la santoreggia, l’inula candida, il Cisto di Clusio, rara specie i cui pochi esemplari si possono osservare sulle dune di Lesina, il fiordaliso delle Tremiti, presente solo sulle isole Tremiti, l’erba ghiacciola che vive sulle rupi marittime e sui litorali sabbiosi di Vieste.<br />
Apricena è un comune di 13.620 , di questa località ricordo le numerosa cave per l’estrazione della pietra, utilizzata anche per realizzare la nuova chiesa di Santo Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. Il territorio è prevalentemente pianeggiante e le colture principali sono cereali, vigneti, olivi.<br />
Cagnano Varano, si erge su uno sperone del  Gargano tra boschi secolari e un mare cristallino, adagiato su una roccia di natura calcarea ricca di cavità e caverne. Ed è proprio quest’ultimo aspetto a contraddistinguerla. Queste grotte sono <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/parco_nazionale_gargano3.jpg" rel="lightbox[1771]"><img class="alignleft size-medium wp-image-1775" title="parco_nazionale_gargano3" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/parco_nazionale_gargano3-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>caratterizzate da un paesaggio prevalentemente minerale, dal buio più assoluto e da un’umidità prossima alla saturazione. Un esempio è la grotta di San Michele Arcangelo.<br />
Da visitare a Carpino, il castello Normanno. La leggenda vuole che quella popolazione provenisse dalla città di Uria, ricordata da Strabone (63 a.C.- 24 d.C.), che sarebbe stata sommersa dal lago di Varano. A Carpino un noto cantautore italiano ha dedicato una canzone.<br />
Ischitella è situata nel versante nord del Gargano dominando il mare Adriatico e il lago di Varano dall&#8217;alto dei suoi 314 m s.l.m.. La sua posizione strategica gli ha dato il compito di postazione difensiva, infatti nel periodo svevo, il nome ischitella era accompagnato dal termine “castum”. La collina su cui sorge è ricca di ulivi non a caso all&#8217;ingresso del paese è posta un&#8217;insegna che indica il suo status di città dell&#8217;olio.<br />
Isole Tremiti “le perle dell’adriatico” uno splendore sotto l’aspetto ambientale. Il posto ideale per ritremprarsi dallo stress della vita quotidiana, fare lunghe passeggiate  in verdi e dolci colline, raccogliere e sentire il dolce e fresco profumo dell&#8217;origano che in queste zone cresce spontaneamente. La sera passeggiare nel borgo dei vari centri e bellissime escursioni in barca, immersioni  nelle acque limpide e conoscere i fondali che in questo luogo sono stupendi. A circa 12 miglia al largo del Gargano, sono definite per la loro incantevole ed incontaminata bellezza “le perle dell’Adriatico”. Il piccolo arcipelago è costituito dalle isole di  San Nicola, San Domino, Cretaccio, Caprara e, a circa 11 miglia da queste, dall’isola di Pianosa. Le acque cristalline delle Tremiti attirano ogni anno migliaia di turisti.<br />
Lesina è una delle prime località che si incontra, provenendo da nord, per andare a visitare la costiera garganica. La cosa che colpisce a vista d’occhio, è la laguna dalle origini antichissime. Anche se spesso viene annoverata tra i laghi d&#8217;Italia, quella di Lesina è senza ombra di dubbio una laguna. Opinione comune è che si sia formata grazie all&#8217;accumulo di sabbie trasportate dalle correnti marine nella loro corsa da nord verso sud.<br />
Manfredonia è sicuramente tra questi comuni, la più ‘industrializzata’ e la più popolata, conta oltre sessantamila anime. Ai piedi del Gargano domina il golfo il suo bellissimo castello svevo-angioino. Fondata da Re Manfredi, figlio di Federico II.<br />
Mattinata, Vieste, Peschici, situate sulla costa, sono i comuni più importanti per numero di strutture ricettive presenti e numero di turisti che ogni anno le scelgono per le proprie vacanze. I loro centri storici rappresentano al meglio le caratteristiche tipiche delle cittadine pugliesi, il mare limpido e cristallino offre anche ad escursionisti subacquei meravigliosi fondali, la natura incontaminata e le numerose strutture ricettive completano queste località.<br />
Monte S.Angelo. Il ricordo che ho di questo paese è unico. Il profumo del pane che accompagna tutto il centro storico, gremito di gente. Il bellissimo panorama, soprattutto notturno, che spazia dal tavoliere delle puglie al golfo di <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/parco_nazionale_gargano.jpg" rel="lightbox[1771]"><img class="alignright size-medium wp-image-1772" title="parco_nazionale_gargano" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/parco_nazionale_gargano-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>Manfredonia. Il suo castello e il santuario di San Michele con la grotta, ogni anno accolgono migliaia di turisti e fedeli. Ricordo di aver passato una giornata (fino a tarda sera) veramente incantevole, anche per la splendida accoglienza dei cittadini. In questa cittadina ha sede il Parco Naz.le del Gargano.<br />
Rignano Garganico è in assoluto il più piccolo comune del Promontorio. Sorge sulla cima di una collina, dalle cui alture si gode una splendida veduta del Tavoliere delle Puglie per questo è soprannominato il &#8220;Balcone delle Puglie&#8221;. Nelle giornate più terse il panorama spazia da Bari al Vulture, fino alle cime del Sub-Appennino Dauno con il fantastico sfondo della Maiella innevata.<br />
Rodi Garganico è un piccolo centro agro-turistico collocato a nord-est del Gargano, in particolare ad est del Lago di Varano. Denominata come “Giardino del Gargano” per la sua estensione caratterizzata dalla presenza di numerosi agrumeti, alberi da fico, ulivi, carrube e pini che rappresenta un paesaggio assai variegato. Le sue origini greche sono antichissime e sono rappresentate anche dal centro storico che conserva le caratteristiche di un borgo antico medievale in cui vi sono strette stradine, antichi palazzi padronali, portali lavorati in pietra e cornicioni decorati finemente.<br />
San Giovanni Rotondo è una cittadina di 27.100 abitanti nota in tutto il mondo per il Santuario di San Pio da Pietrelcina che ogni anno conta milioni di visitatori. Conosciuta anche l’ottima produzione di olio extra vergine d’oliva. Tante le strutture ricettive presenti nel territorio e le aziende produttive.<br />
La storia di San Marco in Lamis, si intreccia con quella del convento di San Matteo Evangelista, un monastero di frati cappuccini risalente al IX-X secolo. Nel medioevo l&#8217;imponente struttura garantiva protezione agli abitanti del luogo, per la sua posizione inespugnabile, arroccata su un colle. Il centro storico è denominato Padula,  di tipo medievale, con case basse a schiera prevalentemente bianche, con strade strette e vicoli ciechi.<br />
San Nicandro Garganico sorge su un complesso di amene colline, pochi chilometri a Sud-Est del Lago di Lesina, a fare da avanguardia settentrionale del promontorio del Gargano. Il territorio comunale si estende dal mare Adriatico all&#8217;alta collina (754 m s.l.m.) ed è compreso tra i laghi di Varano e Lesina.<br />
Serracapriola è un comune di circa 4.100 abitanti e sorge ad oltre 300 m. s.l.m., ai piedi dell’Appennino Apulo-Molisano. L&#8217;economia è legata principalmente all&#8217;agricoltura ed all&#8217;allevamento.<br />
Vico del Gargano, soprannominato il &#8220;paese dell&#8217;amore&#8221;, è uno dei comuni de “I Borghi più belli d’Italia”. La sua frazione San Menaio,  è un borgo balneare di rara bellezza che si snoda tra Rodi Garganico e Peschici, lungo il percorso della litoranea SS89. Rinomata per la sua lunga spiaggia di sabbia finissima e per le foreste di pini d’aleppo tra le più antiche e vaste d’Italia. Il paesaggio di Vico del Gargano nell&#8217;interno è tipico del bosco di faggi (Foresta Umbra) e di abeti, lungo la costa sono presenti foreste di pini d’ aleppo (Pineta Marzini). Diffusissimi uliveti secolari e agrumaie mediante spettacolari terrazzamenti sulla costa. Questa zona vanta numerose e interessanti grotte, anche marine.<br />
Tornando al Parco Nazionale del Gargano, vi consiglio di visitarlo e se siete degli sportivi di andarci per praticare le numerose escursioni. Vi segnalo i vari itinerari che l’ente parco propone ai turisti:</p>
<blockquote><p>Abbazia di Pulsano  &#8211; Alla masseria in bike  &#8211; Alla scoperta dei Trabucchi  &#8211; Andar per masserie  &#8211; Apricena  &#8211; Cagnano &#8211; Varano  &#8211; Carpino  &#8211; Da Rignano a Grotta Paglicci  &#8211; Da Vieste a Peschici in bike  &#8211; Estatescursioni sul Gargano  &#8211; Fattorie di Natura  &#8211; Foresta Umbra  &#8211; Gli Eremi del silenzio  &#8211; I Popoli del passato  &#8211; Il Crocifisso di Varano  &#8211; Il trappeto Maratea &#8211; Ischitella  &#8211; Isole Tremiti  &#8211; L&#8217;Oro verde del Gargano  &#8211; La Foresta Umbra, i suoi segni  &#8211; La necropoli &#8220;La Salata&#8221;  &#8211; La Terra, i suoni ed i colori  &#8211; Le ippovie del Parco  &#8211; Le Leggende del Parco  &#8211; Le proposte per la Primavera  &#8211; Le zone umide  &#8211; Lesina  &#8211; Manfredonia  &#8211; Mattinata  &#8211; Monte Sant&#8217;Angelo  &#8211; Oasi Lago Salso  &#8211; Orchidee e Santi  &#8211; Punta Manaccora  &#8211; Rignano Garganico  &#8211; Rodi Garganico  &#8211; San Marco in Lamis  &#8211; Sannicandro Garganico  &#8211; Speciale scuole<br />
Sulle orme dell&#8217;Arcangelo  &#8211; Sulle tracce del Capriolo  &#8211; Un Parco di Storia e di Natura  &#8211; Vico del Gargano  &#8211; Vieste</p></blockquote>
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