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	<title>ITALIAEMAGAZINE.IT &#187; Speciale Abruzzo</title>
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	<description>Italia è...Magazine, i colori dell'informazione - Il periodico di attualità, turismo e cultura di Costa Editore</description>
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		<title>Loreto Aprutino (Pe)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 13:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il paese di San Zopito
Arroccata su una verdeggiante collina nella valle del Tavo, ad est del Gran Sasso, sorge Loreto Aprutino, l’antica Lauro o Florio, per l’abbondanza, in epoca romana, delle piante di alloro. Risale al 1863 l’aggiunta dell’aggettivo Aprutino. Antico insediamento romano, il paese si sviluppò intorno al vecchio castello, oggi Palazzo Chiola, situato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il paese di San Zopito</h3>
<p>Arroccata su una verdeggiante collina nella valle del Tavo, ad est del Gran Sasso, sorge Loreto Aprutino, l’antica Lauro o Florio, per l’abbondanza, in epoca romana, delle piante di alloro. Risale al 1863 l’aggiunta dell’aggettivo Aprutino. Antico insediamento romano, il paese si sviluppò intorno al vecchio castello, oggi Palazzo Chiola, situato nella parte <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/loreto_aprutino.jpg" rel="lightbox[1977]"><img class="alignright size-medium  wp-image-1978" title="loreto_aprutino" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/loreto_aprutino-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" /></a>alta dell’abitato e alla Chiesa di San Pietro. Il Castello, che per alcuni storici risalirebbe al IX secolo, fu teatro di lotta tra Angioini e Aragonesi nel XV secolo. Storica sede delle varie dinastie succedute ha, nel corso del tempo subito diverse trasformazioni strutturali. San Pietro Apostolo, Chiesa Madre di Loreto, fu donata nel 1066 alla Chiesa di San Giovenale dal conte Tasso Normanno. Di notevole bellezza è il loggiato davanti alla chiesa e, all’interno la pavimentazione in ceramica. In una nicchia è custodito il busto argenteo del 1753 del Patrono San Zopito e, in occasione delle celebrazioni del Santo, il lunedi successivo alla Pentecoste, la Chiesa accoglie i numerosissimi fedeli. Alla festa patronale è associata anche la processionre del bue aratore, un’antica festa popolare, propiziatoria per i raccolti, che risale ai primi del ‘700.  Il medievale centro storico di Loreto Aprutino, tra i più caratteristici della regione, è arricchito poi, di antichi palazzi signorili e di strutture architettoniche di notevole pregio. Il monumento simbolo di Loreto è la Chiesa di Santa Maria in Piano, dichiarato Monumento Nazionale per l’unicità e la straordinarietà del ciclo di affreschi conservati all’interno, come un Giudizio Universale opera di un artista ignoto. La facciata della Chiesa presenta un bel portico a quattro arcate e un ricco portale. Il campanile è rinascimentale nella parte superiore e medievale in quella inferiore. L’interno è a una navata e il pavimento è in cotto a due colori. Le origini di Santa Maria in Piano risalgono al V secolo. Il più antico edificio religioso di Loreto è Santa Maria de Recepto situata nelle vicinanze della Porta del Mercato. Restaurata nel ‘500 dall’abate Umbriani, serba all’interno un bell’altare ligneo dorato e una statua della Madonna col Bambino. Da ammirare anche la Medievale Chiesa di San Francesco d’Assisi, la Rinascimentale Chiesa di San Biagio, la Chiesa della Madonna delle Grazie e la Cinquecentesca Chiesa della Madonna del Monte Carmelo. Loreto Aprutino è sede di alcuni musei: l’Acerbo, che custodisce una ricca raccolta di ceramiche locali, l’Antiquarium Comunale, che ospita reoperti archeologici a partire dal Neolitico, il Museo della Civiltà Contadina e il Museo dell’olio. Oltre all’olio, prodotto principe locale specie nella varietà “Dritta”, estese a Loreto sono le coltivazioni di cereali e di viti. Fiore all’occhiello per la produzione vinicola ed olearia è l’Azienda Agricola Tenuta Torre Raone, che in regime di Agricoltura Biologica Certifiacta A.I.A.B. utilizza metodi di coltivazione non invasivi ed incentrati sulla necessità di esaltare le caratteristiche naturali dei vigneti e degli uliveti autoctoni. Pecorino IGT, Pinot Grigio e Bianco IGT Colline Pescaresi, Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo DOC e, Olio Bio-DOP Aprutino Pescarese, sono le principali produzioni aziendali.</p>
<p><em><a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" rel="lightbox[1977]"><img class="alignleft size-full wp-image-1981" title="camper" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" alt="" width="50" height="25" /></a> <span style="text-decoration: underline;">Per il camperista:   area attrezzata sosta camper, in Via Collattuccio</span></em></p>
<p>Info: 085.829401 &#8211; www.comune.loretoaprutino.pe.it</p>
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		<title>Lentella (Ch)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 13:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Terra di confine
Alle falde del Monte Calvario, su un colle a 400 m. slm, alla sinistra del fiume Trigno, a monte della confluenza con il fiume Treste, sorge Lentella, comune di confine con il Molise. Dall’alto della posizione strategica occupata, il paese, che fa parte della Comunità Montana Medio Vastese, offre una splendida vista sull’intera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Terra di confine</h3>
<p>Alle falde del Monte Calvario, su un colle a 400 m. slm, alla sinistra del fiume Trigno, a monte della confluenza con il fiume Treste, sorge Lentella, comune d<a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/lentella.jpg" rel="lightbox[1974]"><img class="alignright size-medium wp-image-1975" title="lentella" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/lentella-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>i confine con il Molise. Dall’alto della posizione strategica occupata, il paese, che fa parte della Comunità Montana Medio Vastese, offre una splendida vista sull’intera vallata. Secondo un’antica tradizione, Lentella fu fondato nel VII secolo da un esercito romano e, il toponimo deriverebbe dal nome della figlia del governatore, Lentula. In realtà il borgo ha origine con i normanni nell’XI secolo, ma le prime documentazioni risalgono alla metà del XII secolo, quando il territorio era diviso tra Rainaldus de Monte Vitolo e Riccardus Grandenatus, entrambi  feudatari del conte Boemondus di Manoppello. Nel corso del Quattrocento fu feudo dei Caldora, dei di Capua e dei conti di Palena, nel secolo successivo passò nei possedimenti dei d’Aquino di Caramanico e fino all’eversione della feudalità fu dominio dei d’Avalos. Da ammirare, nel centro storico di Lentella, la suggestiva Chiesa dei SS Cosma e Damiano, al cui interno sono custodite opere di artisti locali. Patroni del borgo, i Santi Medici, sono solennemente  festeggiati a settembre, mentre tra le manifestazioni folkloristiche paesane più apprezzate c’è in agosto la seguitissima Sagra della Porchetta. Da ammirare nel borgo anche la Chiesa intitolata all’Immacolata Concezione di impronta barocca, al cui interno serba un monumentale organo ligneo intagliato e dipinto in oro. Nelle vicinanze si erge la Chiesa di Santa Maria Assunta, anch’essa baroccheggiante anche se rimaneggiata più volte. Presenta una torre campanaria quadrata in pietra. Di notevole interesse archeologico è poi l’area della collina della Coccetta, detta localmente “Faretta”, dove sono presenti i resti di un centro scomparso che dominava il punto di confluenza del Treste nel Trigno. Lentella basa la sua economia prevalentemente sull’agricoltura, con estese coltivazioni di cereali, patate, ortaggi, olive e frutta. Sono anche presenti piccole attività estrattive e di lavorazione di materiali inerti, come Edil Scavi Trigno, movimento terra e trasporti. L’azienda nata nel 1978, nel corso degli anni, grazie ad una maturata esperienza e alle nuove esigenze di mercato, si è rinnovata ampliando il parco veicolare, la tipologia dei servizi offerti e l’area di fornitura degli stessi. Edil Scavi Trigno, azienda certificata, si distingue da sempre per serietà, professionalità e puntualità dei servizi forniti.</p>
<p>Info: 0873.321117</p>
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		<title>Villalfonsina (Ch)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Borgo collinare
Caratteristico borgo della provincia di Chieti situato in collina, a pochi chilometri da uno dei tratti più spettacolari della costa abruzzese, Villalfonsina è un  piccolo centro tradizionalmente dedito all’agricoltura (olio, frutta e vino). Poco più di mille abitanti, il paese è soprattutto un luogo di pace e di tranquillità, che annovera tra le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Borgo collinare</h3>
<p>Caratteristico borgo della provincia di Chieti situato in collina, a pochi chilometri da uno dei tratti più spettacolari della costa abruzzese, Villalfonsina è un  piccolo centro tradizionalmente dedito all’agricoltura (olio, frutta e vino). Poco più di mille abitanti, il paese è soprattutto un luogo di pace e di tranquillità, che annovera tra le sue bellezze <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/villalfonsina.jpg" rel="lightbox[2042]"><img class="alignright size-medium wp-image-2043" title="villalfonsina" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/villalfonsina-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>architettoniche la seicentesca Chiesa Parrocchiale dedicata alla Madonna della Neve,  la Madonna del Buon Consiglio, la Fontana in pietra risalente all’800 e i resti del castello dei d’Avalos. Villalfonsina è un sito archeologico di grande importanza, grazie al ritrovamento di numerosi reperti nella zona attualmente denominata in Morandici situata a circa 500 metri dal centro del paese e depositati in parte al Museo di Chieti e in parte in quello di Vasto. Gli scavi hanno portato alla luce i resti di un tempio italico, avanzi di mura poligonali e i resti di un antico centro abitato con fondi di capanne a forma ellittica, a testimonianza della presenza di un’antica tribù frentana. Gli oggetti e suppellettili ritrovati nell’antico cimitero, risalgono a 2600 anni fa. La cultura e lo stile delle sepolture e le tracce, ancora sepolte dei fabbricati, dei colonnati e delle costruzioni, sono di chiara influenza romana. Di epoca più recente è un altro insediamento in contrada San Savino, dove sembra che in epoca medievale insistesse un luogo di culto o monastero, di cui oggi restano solo le tracce dei muri perimetrali, ma che nel corso degli anni ha donato numerosi reperti. Le origini di Villalfonsina sono incerte e controverse. Alcune fonti asseriscono che il borgo esistente, che faceva parte dell’Università di Casalbordino, nella prima metà del XVI secolo venne eretto in Comune dal suo feudatario Alfonso Caracciolo, Principe di S. Buono e Barone di Casalbordino. Un’altra tesi, accreditata anche dalla tradizione popolare, è quella che fa derivare l’origine del borgo da una colonia di Schiavoni approdati alla foce del fiume Osento. A quel tempo il territorio faceva parte del feudo del Marchese del Vasto, Alfonso D’Avalos, che vi possedeva un palazzo circondato da casupole di coloni ed altri servi. La nuova popolazione venne sistemata in quel borgo e messa al servizio dei suoi possedimenti. E’ accertato il fatto che le pertinenze di alcuni agglomerati della contea di Monteodorisio, disseminate lungo i percorsi tratturali, furono interessate da questa migrazione, così come è altrettanto certo che il Comune di Villalfonsina facesse parte della Contea di Monteodorisio e che nel 1811 avvenisse lo scioglimento della promiscuità delle terre tra gli ex feudatari. In ordine agli eventi,Villalfonsina organizza durante le festività natalizie un particolare Presepe Vivente che conferisce al panorama villese un’atmosfera davvero suggestiva. In Agosto si celebra la Madonna della Neve e si svolge una seguitissima sagra enogastronomia dedicata alla sfogliatella e al vino cotto, mentre a maggio il paese è inserito nell’itinerario “Un Viaggio in Abruzzo”.</p>
<p>Info: 0873.900280 &#8211; www.comune.villalfonsina.ch.it</p>
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		<title>Vacri (Ch)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Città del vino
Vacri è situato su un colle in posizione panoramica tra gli alvei del fiume Foro e del torrente Dendalo. Il suo fertile territorio è intensamente coltivato a vigneti e uliveti. Oltre alle ottime produzioni di vino e olio, Vacri vanta anche estese coltivazioni di frutta e ortaggi. Per l’economia locale riveste un ruolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Città del vino</h3>
<p>Vacri è situato su un colle in posizione panoramica tra gli alvei del fiume Foro e del torrente Dendalo. Il suo fertile territorio è intensamente coltivato a vigneti e uliveti. Oltre alle ottime produzioni di vino e olio, Vacri vanta anche <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/Vacri.jpg" rel="lightbox[2039]"><img class="alignright size-medium wp-image-2040" title="Vacri" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/Vacri-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>estese coltivazioni di frutta e ortaggi. Per l’economia locale riveste un ruolo primario altresì l’allevamento come si deduce dalla rinomata Sagra della Porchetta organizzata a settembre. In agosto invece si svolge la seguita Fiera dell’artigianato e dell’agricoltura, mentre a febbraio è festeggiato San Biagio, Patrono cittadino. Tra le altre manifestazioni sono da segnalare a dicembre il Concorso di poesia dialettale, a luglio la rievocazione medievale “Vacrum Sine Portis”, la domenica delle Palme una suggestiva Via Crucis che al suono del Miserere eseguito da una banda musicale si snoda lungo i luoghi più pittoreschi del paese e, a maggio il tradizionale pellegrinaggio al Santuario della Madonna delle Grazie. Da ritrovamenti di resti di un santuario italico nella vicina località Porcareccia, si ipotizzano antichi stanziamenti abitativi in zona, tuttavia le prime documentazioni storiche risalgono al medioevo. Nel Trecento il paese è menzionato come Batro e successivamente come possesso feudale dei Furlani, dei Caracciolo, dei Torricelli e infine dei Valignani. Tra i monumenti da ammirare c’è la Chiesa Parrocchiale di San Biagio con portale lapideo del XVI secolo e la piccola Chiesa di San Rocco. Ottima e rinomata è la gastronomia locale dove spiccano i tipici maccheroni alla chitarra, le sagne e fasciali, le pizz’e foje, il coniglio ripieno sotto il coppo, le pagliette casce e ove. Tutte bontà che consigliamo di degustare, accompagnate dai buoni vini della zona alla Locanda del Vecchio Borgo, dove è anche possibile alloggiare.</p>
<p>Info: 0871.71500 &#8211; www.comune.vacri.ch.it</p>
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		<title>Torricella Peligna (Ch)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centro montano
Torricella Peligna, situato di fronte alla Maiella, in mezzo alle Valli del Sangro e dell’Aventino, è il comune più interno dell’ampio territorio delimitato dai confini della Comunità Montana ed è il vero crocevia in cui giungono e partono tutte le strade provinciali che, come una ragnatela, mettono in comunicazione tutti i comuni. Posizionata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Centro montano</h3>
<p>Torricella Peligna, situato di fronte alla Maiella, in mezzo alle Valli del Sangro e dell’Aventino, è il comune più interno dell’ampio territorio delimitato dai confini della Comunità Montana ed è il vero crocevia in cui giungono e partono tutte le strade provinciali che, come una ragnatela, mettono in comunicazione tutti i comuni. Posizionata a 900 m. <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/torricella_peligna.jpg" rel="lightbox[2036]"><img class="alignright size-medium wp-image-2037" title="torricella_peligna" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/torricella_peligna-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>slm, è una località turisticamente molto frequentata per le bellezze naturalistiche che offre e gli ampi panorami che spaziano fino al Mar Adriatico. Nel centro urbano, lungo il corso principale, si affacciano bei palazzi Ottocenteschi, come Fallascoso e Persichetti, per arrivare poi alla Chiesa di San Giacomo che svetta su una bella scalinata che introduce nel centro storico. La Chiesa originaria del 1173, ma nel tempo spesso rimaneggiata, conserva una statua lignea del XVIII secolo della Madonna del Rosario, una Pisside e Ostensorio d’argento seicenteschi di scuola napoletana. A tre chilometri dal paese si erge il Santuario della Madonna delle Rose, tipico edificio religioso rurale e poco distante, impressa su una rupe di roccia calcarea, detta la Morgia, la mitica orma di Sansone che secondo la leggenda si plasmò quando il gigante con un solo passo attraversò l’intera vallata. Nella frazione Fallascoso, antico borgo, sono ubicati l’eremo di San Rinaldo legato al percorso di Celestino V da Morrone,  il Castello, divenuto poi palazzo ducale fortificato con garitte angolari,  la Chiesa di San Nicola di Bari, che custodisce le reliquie di San Rinaldo Eremita e, la Parrocchiale di  Santa Maria dei Raccomandati, con all’interno un trittico del XVI secolo. Torricella è sede del Museo Territoriale, al cui interno sono esposti reperti archeologici, come resti di corazze, dischi protettivi e un elmo in bronzo di epoca italica, e in una teca in vetro climatizzata, una mummia del ‘700 trovata durante i lavori di restauro della Parrocchiale. Da ammirare, inoltre, fuori dal paese, la fontana di Fonte Rose, la fontana delle Sese, nei pressi del tratturo e della Chiesa di Sant’Agata a Colle Zingaro e, la fontana delle Coste, lungo la omonima strada comunale. Torricella ha dato i natali a personaggi di spicco, quali Vincenzo Bellini Senior, nonno dell’omonimo famoso musicista catanese, Ettore Troilo fondatore della Brigata Maiella, Silvio D’Amico fondatore dell’Accademia d’arte drammatica di Roma, e Nick Fante padre del famoso scrittore italo-americano John Fante emigrato da Torricella nei primi anni del Novecento, a cui da qualche anno è dedicato l’importante Festival Letterario  “Il  Dio di mio Padre” che si svolge a Torricella in estate. Oltre a questo evento, Torricella a luglio organizza la Festa degli Alpini e il Festival  Blues. Lasciamo questo bel centro montano, ringraziando della partecipazione al servizio Gran Sasso 2000, azienda leader nel settore della produzione di profilati in barre e infissi.</p>
<p>Info: 0872.969412  &#8211; www.comunetorricellapeligna.it</p>
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		<title>Torrevecchia Teatina (Ch)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centro collinare
Alla destra della Vallata del Pescara, a ridosso della fascia costiera, sulla panoramica  dorsale collinare teatina del medio Adriatico, si sviluppa il territorio di Torrevecchia Teatina, solcato da numerosi piccoli corsi d’acqua fra i quali i torrenti Iozzo e Vallepara. Il paese è a poca distanza dal mare e dai monti e, dai centri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Centro collinare</h3>
<p>Alla destra della Vallata del Pescara, a ridosso della fascia costiera, sulla panoramica  dorsale collinare teatina del medio Adriatico, si sviluppa il territorio di Torrevecchia Teatina, solcato da numerosi piccoli corsi d’acqua fra i quali i torrenti Iozzo e Vallepara. Il paese è a poca distanza dal mare e dai monti e, dai centri più importanti della fascia <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/torrevecchia_teatina.jpg" rel="lightbox[2033]"><img class="alignright size-medium wp-image-2034" title="torrevecchia_teatina" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/torrevecchia_teatina-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>costiera. Le fitte vie interne di comunicazione sono di derivazione romana e borbonica. Il territorio che si divide nelle tre contrade principali di Torrevecchia, Torremontanara e Castelferrato, basa il suo sostentamento dall’attività agricola e, vino, olio e pesche sono i tipici prodotti della vallata. A ciò si associa una notevole attività  artigianale di piccole e medie imprese, sviluppata soprattutto lungo la fondo Valle Alento. Abbiamo a tal proposito fatto visita ad alcune imprese di valenza nazionale che qui sono ubicate. Car Point nasce dalla ventennale esperienza del fondatore Diego Petrucci. Azienda leader nel settore vendita e riparazione auto, è certificata ISO 9001:2000. L’utilizzo di materie e mezzi di alta qualità, la cortesia verso i clienti, la professionalità e la disponibilità sono i punti di forza della Car Point. A disposizione del cliente l’auto sostitutiva gratuita. Attiva sul mercato dal 1980, 2B Automazioni e Sicurezza è un’importante realtà imprenditoriale in costante crescita, che si occupa della distribuzione di prodotti tecnologici, dalle automazioni per cancelli a porte automatiche e portoni sezionali, tvcc e antintrusione, climatizzazione e telefonia. Suoi cardini sono l’elevata qualità dei marchi in concessione, l’affidabilità di un servizio sicuro e puntuale e il costante aggiornamento delle professionalità interne. Architettura Lamellare s.r.l. è una società che racchiude valenze tecniche e commerciali di comprovata esperienza, leader nel settore della prefabbricazione edilizia in legno. In Italia è partner esclusivo di Riko Group. L’obiettivo principale per l’azienda è quello di promuovere la cultura dell’abitare ecologico partendo dalla casa. A tale scopo è pertanto fondamentale l’impegno volto all’adeguata formazione degli operatori del settore. L’attenzione dell’azienda è rivolta oltre che al mercato della residenza privata, anche a quello degli edifici pubblici, dove annovera numerose realizzazioni di notevole pregio sociale. Il paese venne menzionato per la prima volta in documenti del XIV secolo con i toponimi Castri Turris e Turris Theatina. Appartenne, fino all’eversione della feudalità, alla potente e nobile famiglia chietina dei Valignani. Fu Federico Valignani marchese e signore di Cepagatti che volle la costruzione di un palazzo nel 1743, come residenza estiva. Il palazzo Valignani, tipica villa dell’epoca è a pianta quadrata, a due piani con cortile interno. Sul lato sinistro della facciata vi è una torre d’angolo, probabilmente concepita come torre d’avvistamento e sul lato destro vi era una cappella intitolata a San Rocco frequentata dal popolo fino al 1960, quando, a causa del crollò del tetto, si avviò la costruzione della nuova Parrocchiale. Al pianterreno del palazzo c’erano i locali per la conservazione del grano, dell’olio e delle altre provviste, c’era anche il nevaio, una fossa impagliata dove l’inverno si costipava la neve per conservarla per i periodi caldi. Vi era, inoltre la rimessa per le carrozze, l’abilitazione dello stalliere e quella del gobbo, una triste figura presente in tutti i palazzi, che serviva a far credere che la sua presenza nei campi fosse di buon auspicio per i raccolti, mentre la sua vera funzione era di spionaggio e controllo da parte del signore. Nel Palazzo Valignani si tengono interessanti iniziative culturali e ha sede una Scuola di Alta Formazione, istituita dall’Università “G. d&#8217;Annunzio” di Chieti. Federico Valignani volle circondare il Palazzo Ducale di una ricca area verde, un vero orto botanico di oltre 5000mq. Nel 1809 Torrevecchia fu eretta a comune riunendo i due centri di Castelferrato e Torremontanara. Lungo la strada che porta a Torremontanara si trova un interessante torrione medievale. Nella frazione è invece da visitare la Chiesa di San Pasquale Bajlon, la cui fondazione risale ai primi anni del XIX secolo, quando la tradizione popolare vuole che lungo il fiume Alento venne ritrovata una statua del Santo. Nell’altra frazione, Castelferrato, si trova la bella Chiesa di San Giuseppe del XVIII secolo. Infine in località Colli c’è  “l’oasi dei laghetti”, un’ampia area verde ideale per chi volesse cimentarsi in una escursione nella natura per raggiungere a piedi il fiume Alento, attraversando i fossi Spirito e Castelferrato. Tra le maggiori festività si ricordano la Festa della Madonna della Libera a maggio e in agosto le Feste di San Rocco e di San Gabriele. Nelle verdi colline di Torrevecchia è situato il ristorante La Castellana di Pettinaro Ida. Il locale dispone di spaziose ed accoglienti sale climatizzate, giardino con sistema apri e scopri, adatto per cerimonie, meeting con area espositiva e serate danzanti. La Castellana è specializzato nella banchettistica e si caratterizza per i suoi piatti preparati al momento e con prodotti genuini offrendo l’opportunità di gustare proposte culinarie locali, sia a base di pesce che di carne. Oltre alla tradizionale porchetta, ad organizzare e progettare qualsiasi tipo di catering con la massima cura dei dettagli c’è a Torrevecchia Teatina la ditta Nicola Genobile che dal 1885 basa la sua attività su tradizione e qualità. L’azienda che opera sia per il privato che per le aziende, offre prodotti accuratamente selezionati, preparati in modo artigianale da personale altamente qualificato. Lasciamo Torrevecchia Teatina ringraziando della partecipazione al servizio il Ristorante XI° Comandamento, Vision Device, 2M infissi e, Il Prato, Pizzeria – Ristorante, dove degustare la genuina e tipica cucina locale e ottimi arrosticini.</p>
<p>Info: 0871.360137  &#8211; www.comunetorrevecchiateatina.it</p>
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		<title>Scanno (Aq)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perla d’Abruzzo
Situato tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e l’Alta Valle del Sagittario, su uno sperone del Monte Carapale, Scanno è un suggestivo ed antico borgo, circondato da una rigogliosa natura. Inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”,  è una frequentata meta turistica sia estiva che invernale ricca di natura e di magnificenze architettoniche da ammirare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Perla d’Abruzzo</h3>
<p>Situato tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e l’Alta Valle del Sagittario, su uno sperone del Monte Carapale, Scanno è un suggestivo ed antico borgo, circondato da una rigogliosa natura. Inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”,  è una <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/Scanno.jpg" rel="lightbox[2029]"><img class="alignright size-medium wp-image-2030" title="Scanno" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/Scanno-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>frequentata meta turistica sia estiva che invernale ricca di natura e di magnificenze architettoniche da ammirare, a partire dall’incantevole centro storico, un intreccio di strette viuzze e ripide scalinate, sulle quali si affacciano meravigliose dimore gentilizie in pietra, arricchite da stupendi portali. Tra queste i Palazzi: di Rienzo, De Angelis, Mosca, Serafini, Roncone, Serafini-Ciancarelli, Colarossi, Tanturri, Silla, Nardillo e il Castellaro, il più grande di Scanno. Il nome del borgo, da “scamnum”, deriva dalla conformazione del luogo, simile infatti ad uno sgabello, con le case addossate tra loro. Il paese conserva magnifici monumenti religiosi, come la Chiesa di S. Maria della Valle del XII secolo, la coeva Chiesa di S. Eustachio, la Chiesa di S. Giovanni Battista, la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli e quella di  S. Antonio Abate del XIV secolo e S. Maria delle Grazie del XVI secolo. Poco distante dal centro abitato c’è l’incantevole lago di Scanno, una meta ambita da pescatori e da chi ricerca la quiete assoluta. Si trova ad un’altitudine di 930 tra i monti che legano la catena del Sirente e La Meta ed è il lago naturale più grande della regione. Sulle sue sponde si erge la piccola ed incantevole Chiesa di Santa Maria del Lago risalente al 1702. Il Lago di Scanno ha ricevuto la prestigiosa Bandiera Blu 2009. Per secoli Scanno è stato un importante centro di riferimento per la produzione ed il commercio della lana e dei prodotti caseari, ed è tuttora famosa per l’arte del tombolo e per l’oreficeria. E’ nata qui in particolare la Presentosa, una medaglia in filigrana d’oro che tradizionalmente si regala il giorno del fidanzamento. Prestigiose sono le realizzazioni artigianali lavorate al traforo della storica azienda “Orafi Rotolo”, attiva dal 1884. Crea modelli esclusivi, tra cui, oltre alla Presentosa, l’Amorino e i Circeje, ossia orecchini a “navicella”. L’unica attività economica a Scanno fino al 2° dopoguerra era la pastorizia ed il commercio della lana e il paese ha dedicato a questa antica tradizione, un museo. In questo tra l’altro è conservata una  lapide da cui si evince che il borgo era frequentato già in epoca romana come luogo di villeggiatura di nobili ed altolocati romani. Degli antichi resti murari, rimane oggi solo la Porta della Croce del XV secolo e  ricostruita nel XIX secolo. Sono ancora da ammirare nel borgo la Fontana Sarracco, la Fontana del Pisciarello e gli antichi archi di Sant’Eustachio, di Case Roncone, della Nocella e della Zazzarotta. Le feste principali oltre a quella patronale di Sant’Eustachio a settembre, sono Ju Catenacce in agosto il Premio Scanno a settembre. Assolutamente da assaggiare i prodotti tipici scannesi, quali formaggi, salumi, dolci, confetture e miele e, in ordine alla gastronomia, il posto ideale per degustarla è il Ristorante La Foce. La cucina, curata esclusivamente dai proprietari Marisa e Sandro è tipica e genuina. Tra le specialità, ottimi sono i piatti a base di pesci di acqua dolce.  Per la gustosa pizza c’è invece il bravissimo Mauro, la nuova generazione che, con passione e comprovata esperienza collabora attivamente alla gestione del locale. Il ristorante ubicato poco distante dall’antica fontana del Pisciarello e dalla Chiesa di Sant’Antonio da Padova, dispone di ampio parcheggio e di una vasta area attrezzata, che fa da cornice alla sala interna, con tavoli per consumazioni all’aperto. Cordialità e simpatia, sposati alla qualità dei piatti, sono il tema vincente del Ristorante La Foce.</p>
<p><a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" rel="lightbox[2029]"><img class="alignleft size-full wp-image-1981" title="camper" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" alt="" width="50" height="25" /></a>Per il camperista: Vicino al ciclo-noleggio, sosta notturna consentita;   Lungolago;  Uscita “Cucullo” tra la SP82A e la SP82B, a 3 km da Villalago e a 6 da Scanno.</p>
<p>Info 0864.74545 &#8211; www.comune.scanno.aq.it</p>
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		<title>Sante Marie (Aq)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il paese della castagna
Circondato da boschi di castagneti e faggeti, Sante Marie è una deliziosa cittadina posta a 850 m. slm alle pendici dei monti Carseoli, nella Marsica. Le sue origini sono molto antiche, infatti le prime testimonianze abitative risalgono all’età del bronzo, mentre la prima menzione è in una bolla del 1057, in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il paese della castagna</h3>
<p>Circondato da boschi di castagneti e faggeti, Sante Marie è una deliziosa cittadina posta a 850 m. slm alle pendici dei monti Carseoli, nella Marsica. Le sue origini sono molto antiche, infatti le prime testimonianze abitative risalgono <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/Sante-Marie.jpg" rel="lightbox[2025]"><img class="alignright size-medium wp-image-2026" title="Sante Marie" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/Sante-Marie-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>all’età del bronzo, mentre la prima menzione è in una bolla del 1057, in cui il pontefice Stefano IX traccia su carta i confini della diocesi marsicana, chiamando il paese Alta Sanctae Mariae, con riferimento alla posizione elevata dell’abitato. Il territorio fu feudo di Virginio Orsini, nel 1496 fu donato dal re di Napoli Federico d’Aragona a Fabrizio Colonna, i cui discendenti ne mantennero il possesso fino all’eversione della feudalità. Interessanti da visitare a Sante Marie la seicentesca Chiesa della Madonna delle Grazie e la Parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista che serba al suo interno interessanti arredi sacri, come  una croce processionale del Trecento e una Madonna col Bambino in terracotta del XVI secolo. In località Scanzano c’è la Chiesa di San Cipriano, mentre in località Valdevarri, la Chiesa di San Giovanni e i ruderi del convento francescano, di origine medievale, dove nel 1260 morì il beato Tommaso da Celano. Per le architetture civili, si segnala Palazzo Colelli, sede del Museo del Brigantaggio.  Da non perdere, infine un’escursione nella Valle di Luppa e una visita all’ ”inghiottitoio”, una spettacolare grotta con un torrente sotterraneo. Prodotto principe della zona è la castagna, a cui il paese dedica ad ottobre una seguitissima sagra, durante la quale è possibile degustare anche le altre specialità culinarie locali, come zuppe, polenta e salsicce e, piatti a base di funghi e tartufi. Per le manifestazioni religiose, si ricordano la festa di San Quirico e Santa Giuditta a luglio. Oltre ad un fiorente turismo escursionistico, l’economia di Sante Marie si basa sull’agricoltura, sull’allevamento e soprattutto sullo sfruttamento delle risorse boschive. Sono presenti infatti, diverse attività nell’ambito della lavorazione del legno. Lasciamo Sante Marie consigliando per un tranquillo e accogliente soggiorno, l’Hotel “Locanda del Borgonovo”.</p>
<p>Info: 0863.679132  &#8211; www.comunesantemarie.it</p>
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		<title>Roseto degli Abruzzi (Te)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lido delle Rose
Delimitata dai fiumi Tordino a nord e Vomano a sud, Roseto degli Abruzzi è una incantevole stazione balneare posta di fronte al Gran Sasso d&#8217;Italia. Storicamente nota come Lido delle Rose, si fregia dal 1999 della prestigiosa Bandiera Blu. Roseto che fino al 1927 si chiamò Rosburgo, ossia “il paese delle rose”, è  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Lido delle Rose</h3>
<p>Delimitata dai fiumi Tordino a nord e Vomano a sud, Roseto degli Abruzzi è una incantevole stazione balneare posta di fronte al Gran Sasso d&#8217;Italia. Storicamente nota come Lido delle Rose, si fregia dal 1999 della prestigiosa Bandiera Blu. Roseto che fino al 1927 si chiamò Rosburgo, ossia “il paese delle rose”, è  ricca di bellezze naturali e di tesori artistici ed è il principale centro della Vallata del Vomano, con un’ampia e dorata spiaggia che si estende per circa dieci <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/roseto_degli_abruzzi.jpg" rel="lightbox[2003]"><img class="alignright size-medium wp-image-2004" title="roseto_degli_abruzzi" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/roseto_degli_abruzzi-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>chilometri. Le ottime strutture ricettive, ricreative e sportive, la ricchezza di attrazioni e divertimenti fanno della città una delle mete turistiche preferite ogni anno da tantissimi turisti. Tra i motivi di richiamo anche il ricco calendario delle manifestazioni estive, sportive, cinematografiche e musicali. Seguitissimo è il “Trofeo Lido delle Rose” torneo di pallacanestro. Nella Villa Comunale, che è anche sede Civica Raccolta d&#8217;Arte, nella quale sono conservate, tra le altre, opere del pittore Pasquale Celommi (1851-1928) e del ceramista Pier Giuseppe di Blasio (1896-1964), si svolge un  festival cinematografico, chiamato “Roseto Opera Prima”. Roseto celebra la sua Patrona, Maria Santissima Assunta il 15 agosto. Alle spalle del centro rivierasco, su una panoramica collina a 285 m. slm c’è il medievale borgo fortificato di Montepagano, ex sede municipale. Per secoli fu il principale centro della zona di proprietà dell’Abbazia di San Giovanni in Venere. Nel 1251 fu compresa nella Diocesi di Atri e dal 1424 fino all&#8217;arrivo dei francesi divenne feudo della famiglia Acquaviva. Il suggestivo borgo offre al visitatore non solo la possibilità di ammirare monumenti di notevole valore storico-artistico, quali l&#8217;imponente torre campanaria, le antiche porte di accesso e la  Seicentesca Chiesa della SS. Annunziata, con all’interno un pregevole altare in legno policromo,  ma anche di godere di un meraviglioso panorama. Roseto è collegato con Montepagano per mezzo di antichi percorsi pedonali, riportati alla luce con un paziente lavoro di restauro, che offrono una occasione unica per suggestive escursioni a contatto con la natura. A Montepagano in agosto si tiene la Mostra dei Vini Tipici, uno dei più antichi eventi legati all’enogastronomia. Sono da ammirare a Roseto le eleganti ville, come Palazzo Filippine Thaulero e Villa Savini, costruita nel 1893 su pianta a croce con facciata ornata da motivi scultorei realizzati in pietra bianca di Manoppello.  I numerosi rinvenimenti archeologici dimostrano che il territorio di Roseto degli Abruzzi fu abitato già in epoca romana. Delle varie località del suo territorio, si trova già menzione in numerosi documenti di epoca medioevale. Ai primi del secolo risalgono le prime iniziative industriali, l&#8217;intensificazione del commercio e lo sviluppo dell&#8217;agricoltura, anche se il turismo è stato e continua ad essere la principale risorsa della popolazione. Lasciamo la splendida Roseto ringraziando tutti gli operatori economici che hanno partecipato al servizio.</p>
<p><a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" rel="lightbox[2003]"><img class="alignleft size-full wp-image-1981" title="camper" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/03/camper.gif" alt="" width="50" height="25" /></a> Per il camperista:  C/o Palazzo dello Sport &#8211; Piana degli Ulivi &#8211; Via Trieste,31 &#8211; Via degli Orti 13.</p>
<p>Info: 085.894531 &#8211; www.comune.roseto.te.it</p>
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		<title>Roccaspinalveti (Ch)</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Garrisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Antica stazione di pastori
Roccaspinalveti è un centro agricolo-pastorale situato nell’alta Valle del fiume Sinello, nel subappennino di Castiglione, alle pendici della Forra della Scarpa.  Patate, frumento e uve da vino sono le colture prevalenti. Ottimi i  formaggi e gli insaccati lavorati localmente, come la specialissima ventricina, prodotto tipico della zona. Oltre la tradizionale agricoltura e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Antica stazione di pastori</h3>
<p>Roccaspinalveti è un centro agricolo-pastorale situato nell’alta Valle del fiume Sinello, nel subappennino di Castiglione, alle pendici della Forra della Scarpa.  Patate, frumento e uve da vino sono le colture prevalenti. Ottimi i  formaggi e gli insaccati lavorati localmente, come la specialissima ventricina, prodotto tipico della zona. Oltre la <a href="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/roccaspinalveti.jpg" rel="lightbox[1999]"><img class="alignright size-medium wp-image-2000" title="roccaspinalveti" src="http://www.italiaemagazine.it/wp-content/uploads/2010/04/roccaspinalveti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>tradizionale agricoltura e lavorazione e trasformazione dei prodotti alimentari, l’economia roccolana si basa anche un buon artigianato nei settori abbigliamento, sia confezioni che calzature, e manufatti come ferro, alluminio e legno. Azienda innovativa nel settore confezioni abbigliamento esterno presente a Roccaspinalveti è la L.B.M. di Bruno Mirella. La titolare ha avviato l’attività nel 2008 incoraggiata e coadiuvata da collaboratrici professionalmente preparate grazie all’esperienza maturata in ditte di prestigio che producevano per rinomati marchi nazionali. Il laboratorio aziendale presenta un parco macchine, prevalentemente elettroniche, adeguate al tipo di lavorazione realizzato. Professionalità, qualità e tecnologia avanzata rendono la L.B.M. una reale rappresentante del Made in Italy, da sostenere e preservare nel mercato sia nazionale che estero. L’antico borgo di Roccaspinalveti, di origine medievale, è nominato per la prima volta in documenti dei primi del XIV secolo. Fu feudo dei Caracciolo di San Buono nel XVIII secolo e, abbandonato nel secolo successivo, a causa dei fenomeni erosivi, venne ricostruito verso valle, nell’attuale posizione. Dell’originario insediamento restano oggi i ruderi del castello e di una chiesa. La storia di Roccaspinalveti è legata alla transumanza, essendo una stazione di pastori ubicata sul fianco destro del monte Trieste. Il toponimo deriva invece da rocca, denominazione tipica per le località poste su alture scoscese, e da spina-alba, sinonimo di biancospino. Oltre ai ruderi citati, da visitare a Roccaspinalveti c’è la Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo del 1850, che custodisce al suo interno un pregevole organo del XVIII secolo e belle statue in cartapesta, opere di Michele Falcucci di Atessa. Dai siti archeologici della zona, sono affiorati due statuette di guerrieri, del V e del IV secolo a.C., che attesterebbero una frequentazione arcaica del territorio. Si segnalano infine nel territorio comunale alcuni palazzotti in pietra del XIX secolo, la Fontana del Trocco e significativi resti di archeologia industriale, ossia mulini ad acqua lungo il Sinello in località Colle Moreto e in contrada Salconeto. In ordine alle tradizionali festività, si ricordano la celebrazione di San Cataldo a maggio, quella di San Pio a luglio, Santa Liberata e Santa Filomena ad agosto e, sempre nello stesso periodo si svolge la Sagra dell’Agnello alla brace, tipica specialità locale. Maccheroni alla chitarra e testine d’agnello sotto il coppo sono le altre specialità culinarie di Roccaspinalveti.</p>
<p>Info: 0873.959131  &#8211; www.roccaspinalveti.net</p>
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