E.N.P.A.S. – Indennità di buona uscita

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della Dott.ssa Monica Raideni, consulente del lavoro

L’Istituto per provvedere all’assistenza sanitaria e all’erogazione delle pensioni agli statali (cd. E.n.p.a.s.), ha perso l’assistenza sanitaria con l’istituzione del Servizio sanitario nazionale e il pagamento delle pensioni in gran parte passate all’I.N.P.D.A.P. (Istituto nazionale previdenziale per i dipendenti della Pubblica Amministrazione).piggy bank
Abolito come ente autonomo con il decreto-legge n.34 del 16/02/1993, attualmente costituisce una gestione autonoma in seno all’I.N.P.D.A.P. e corrisponde l’indennità di buona uscita agli statali ai quali eroga inoltre prestiti e mutui.
Indennità di buona uscita E.n.p.a.s. (T.f.s.): La prestazione: all’origine i TFR/TFS sono stati istituiti come “somma in denaro erogata
una tantum, con lo scopo di fornire al dipendente (ex), all’atto del collocamento a riposo,
un aiuto immediato per superare il periodo di adattamento alla nuova condizione di vita
non lavorativa”.
Destinatari (TFS): Nell’ambito del pubblico impiego – comparti Stato – si tratta (appunto) dei dipendenti
statali e gli altri iscritti al Fondo di previdenza (ENPAS) per i dipendenti civili e militari dello
Stato gestito (ora) dall’INPDAP, assunti con contratto a tempo indeterminato prima del 31
dicembre 2000 (o, comunque, con decorrenza giuridica della nomina che si collochi entro
tale data).
Per il personale assunto con contratto a tempo indeterminato dopo il 31 dicembre 2000
trova, invece, applicazione la disciplina sul trattamento di fine rapporto di lavoro (TFR),
prestazione prevista per la generalità dei lavoratori del settore privato.
Al Fondo di previdenza per i dipendenti civili e militari dello Stato (ENPAS) sono iscritti:
- i dipendenti ministeriali;
- gli avvocati e procuratori dello Stato;
- il personale militare delle Forze armate;
- il personale delle Forze di polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato e Corpo
degli agenti di custodia) e militare (Arma dei Carabinieri e Guardia di finanza);
- i giudici della Corte Costituzionale;
- i dipendenti della Camera dei Deputati, del Senato e del Segretariato generale della
Presidenza della Repubblica;
- i cappellani militari;
- i magistrati;
- i dipendenti del CNEL;
- gli ufficiali giudiziari, gli aiutanti ufficiali giudiziari, i coadiutori giudiziari;
- i vice pretori ordinari con funzioni giudiziarie;
-il personale del Lotto;
- i dipendenti del Gran Magistero dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro;
- gli insegnanti e gli incaricati annuali delle scuole statali.
Per il personale di ruolo l’iscrizione è automatica mentre per quello non di ruolo (con
nomina che si collochi entro il 31.12.2000) è necessario un anno di servizio continuativo.
Durante il periodo di iscrizione le amministrazioni datrici di lavoro sono tenute a versare un
contributo pari al 9,60% degli emolumenti utili ai fini del calcolo della prestazione. Una
quota del contributo (il 2,5%) grava sul lavoratore.
Superstiti : In caso di morte dell’iscritto occorre distinguere se il decesso è avvenuto in attività di
servizio o dopo il collocamento a riposo.
Nel primo caso, la prestazione spetta, nell’ordine, al coniuge superstite ed agli orfani, ai
genitori, ai fratelli e sorelle viventi a carico. In caso di concorso tra coniuge ed orfani
minorenni l’indennità spetta per intero al coniuge, mentre se concorrono orfani
maggiorenni, oppure minorenni dei quali il coniuge non abbia la rappresentanza legale, la
buonuscita va ripartita nella misura del 60% al coniuge se esiste un solo orfano, cui spetta
l’ulteriore 40%; se, invece, esistono più orfani la misura si inverte.
Qualora il decesso si verifichi dopo il collocamento a riposo, il diritto è ripartito secondo le
norme successorie.
Per ora ci fermiamo qui, ma continueremo il discorso la prossima volta, quindi tanti saluti e mi raccomando…restate con me!

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Tags: Lo sapevate che..., monica raideni

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Inserito da Paolo Garrisi il 9 settembre 2009. Catalogato in Le nostre rubriche, Lo sapevate che.... Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

8 Commenti a E.N.P.A.S. – Indennità di buona uscita

  1. sono un pensionato statale ex insegnante .Vorrei saperevisto che ho riscattato il servizio militare e altri periodicon n.di posizione5503169 in data 30/11/1981al numero 1308135 presso l,enpas direzione generaleservizio riscatti via Circo,16 milano perche l,inpdap di napoli non me li ha conteggiati nel TFS.Grazie

  2. Sellarione Domenico

    Sono Domenico, se gentilmente mi puoi chiamare a questo numero urgentemente. Da far leggere al sig. Lembo Donato.

  3. Sellarione Domenico

    P.S. 345 1735172

  4. Lucia Argentieri

    Sono un’insegnante statale di scuola dell’infanzia. Da una verifica sui contributi versati causa prossimo pensionamento,  non risultano versati all’INPS i contributi relativi agli anni 1976 e 1977 pur avendo percepito regolare stipendio per l’intero periodo degli anni scolastici. Come faccio a venirne a capo visto che si palleggiano le competenze tra ENPAS, ENPDAP e INPS?
    Gradirei gentilmente una una risposta chiara. Posso fornire, se richiesto, tutti i miei dati necessari.
    Cordiali saluti
    Lucia Argentieri 

  5. stessa richiesta della signora Lucia Argentieri ma per gli anni di pre ruolo 72, 73,74…ma intanto nessuno sa rispondere…distinti saluti Emiliana

  6. vi pongo la stessa richiesta della    signora Angelieri…ma per gli anni di pre ruolo come ins. di sc. inf. anni 72,73,74 presso sc. inf. Quadrifoglio di Garbagnate Mil. grazie
    distinti saluti
    Emiliana Carugati

  7. urgentemente potreste aiutarmi? mi servirebbe sapere se ho versato l’indennità di Buonuscita dei servizi da versare a decorrere dalla data Settembre 1991 ….Sono in possesso della deliberazione di riscatto del 30/04/1991 inviata dall’ENPAS il 16/04/1991,la determinazione della rata mensile e il numero di rate da versare.Non ho un documento che prova il versamento in quanto ho buttato i cedolini di quegli anni.
    sono Medau liliana nata ad Iglesias 1952 ivi residente in via Guicciardini,2 insegnante in pensione presso ITI MINERARIO di Iglesias Telefono 3206004007 potete mandare la risposta presso la MAIL di carlo.meloni1950@gmail.com

  8. L’ENPAS (Ente Nazionale Previdenza ed Assistenza ai dipendenti civili e militari dello Stato) non era l’Istituto per provvedere all’assistenza sanitaria e all’erogazione delle pensioni agli statali, ma era l’Ente che gestiva la previdenza e l’assistenza per conto dello Stato ai dipendenti dello stesso, nell’assistenza, naturalmente, era compresa quella sanitaria. Le pensioni invece, trattandosi di quiescenza e non di previdenza o assistenza, sono sempre state erogate dalle casse pensioni presso il Ministero del Tesoro. Con l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, tanto l’ENPAS, quanto l’INADEL (istituto Nazionale Assistenza ai Dipendenti degli Enti Locali e Sanitari), quanto qualunque altro Ente assistenziale, persero la gestione dell’assistenza sanitaria che fu unificata tutta nel Servizio sanitario Nazionale. L’ENPAS non ha mai perso il pagamento delle pensioni a causa del loro passaggio all’I.N.P.D.A.P. (Istituto nazionale previdenziale per i dipendenti della Pubblica Amministrazione), in quanto l’ENPAS non ha mai pagato pensioni. 
    Giusto che l’ENPAS è stato abolito come ente autonomo con il decreto-legge n.34 del 16/02/1993, ma lo stesso decreto ha istituito l’INPDAP in luogo dell’ENPAS, accorpando nello stesso anche l’INADEL e tutte le Casse pensionistiche prima gestite dal Ministero del Tesoro (CPDEL, CPS, CPI etc etc). Sia come ENPAS prima che come INPDAP dopo, la finalità dell’ente è stata sempre quella di erogare l’indennità di buona uscita agli statali, giusto DPR 1032 del 1973, oltre ad erogare comunque altri servizi assistenziali quali prestiti, mutui, borse di studio, soggiorni studio, gestione di convitti, e case di riposo assistite.
    Tralascio le altre inesattezze, ma da chi si fregia di essere consulente del lavoro mi aspetto meno pressappochismo e più informazione.

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