Racconti di Licia Braccini

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IL BLOB.

Il cervello in fibrillazzione non le da tregua. La giovane cronista da giorni scrive per poter concludere il racconto. Intanto la  pioggia imperterrita, continua il suo monotono ticchettio  sui vetri della finestra, accompagnata dal battere veloce sui tasti della olivetti 33. «Toc – toc».  Ma da dove arriva questo battito? Lisa smette di scrivere e si alza incuriosita dalla poltroncina.C’è solo lei in casa e non capisce da dove provenga il rumore. Infreddolita si stringe  alla vita la calda vestaglia e guardinga si avvia verso la porta di casa … nulla … “nessuno ha bussato e poi con questa pioggia alle 3 di notte chi puo arrivare?” pensa fra se. Il cielo è nero come la pece, non c’è una stella, i lampi squarciano la notte accompagnati da tuoni  ”classica notte da lupi”. La  stanza è fredda il riscaldamento a quest’ora è spento, la giovane sente una presenza strana attorno a lei, ma non riesce a capire da dove venga. E’ come uno strano sibilo accompagnato da un  leggero strascico.  Accende tutte le luci per farsi coraggio «Toc toc»… eppure questo strano ticchettio viene proprio dall’interno della casa, scruta  attraverso i vetri appannati, ma non vede nulla “devo stare tranquilla  forse e meglio se continuo a scrivere”. … Lentamente la porta si aprì. NOOO… non va bene devo cercare qualche cosa di diverso, devo  provare  ad inserire una cosa strana, che lentamente diventa gigantesca. SIII! proprio come il blob televisivo che penetra da tutte le parti, risucchiandosi persone e cose.  Con questa idea precisa, ricomincia  a scrivere alla sua piccola macchinetta. “tic tac tic tac” fanno  i tasti dell’olivetti  33  regalo di sua sorella Ninì.  La notte nera avvolge la casa sulla collina, i cani stranamente non abbaiano. Non si ode nessun rumore. All’improvviso un fulmine accompagnato da un violento tuono squarcia il cielo e di colpo la luce in salone si spegne.  Lisa è impaurita ma anche incuriosita. Sente sempre lo strano ticchettio, ora diventato fastidioso e forte. A tentoni cerca una pila e accende delle candele. Attorno a lei aleggia  una strana presenza, come una presenza amica che la sta aiutando dandole finalmente l’ispirazione, facendole recuperare il tempo perduto. Si  rimette quindi con ostinazione a scrivere. Le dita, ora sicure, battono velocemente i tasti. Lettere, consonanti, virgole e punti… e parole che si accavallano sul foglio che ora non ha piu correzioni ne cancellature.  Quella scarica di andrenalina e di paura le è servita a farle venire idee, sì idee,  proprio quello che vuole il suo capo. Ed ora finalmente che ha finito il lavoro può datarlo, firmarlo e mettere la desiderata  parola… FINE.

Ma forse e meglio se lo rilegge per l’ultima volta. … Lissj si avvicina al camino per vedere da dove proviene il fischio metallico, vi scorge una leggera polvere rosata  che scende dalla cappa e che piano piano va aumentando sempre di più, coprendo tutto …mobili, piante, poltrone. Si insinua dolcemente su tutto ciò che incontra, ostruisce ogni piccola apertura, aumenta sempre di più velocemente. Si appoggia quasi con amore su di lei circondandole il corpo, le braccia, i capelli, per poi adagiarsi sulla piccola macchina da scrivere.  Ora tutto tace, tutto è oblio profondo, anche il temporale è cessato di colpo. Tutto ora è avvolto da una surreale e delicata polvere rosata.  Lissj sembra felice, non urla, non cerca aiuto, anzi sorride. Riesce a fatica a togliere dal cursore il suo racconto. Poi lo alza al cielo come per salvarlo e… aspetta. ”DRIN  DRINNN” mai il suono della sveglia e stato cosi spaventoso e invadente.  Lisa si sveglia di colpo  “Dio mio che brutto sogno ho fatto” si guarda attorno. Tutto è in ordine. Fuori il sole sprigiona la sua forza attraverso i  vetri,  ma la bocca amara, i capelli scarmigli le fanno capire che la nottata èstata tremenda. Guarda l’ora è disperata. A fatica scende dal letto, si guarda allo specchio, gli occhi sono neri e gonfi di sonno. Confusa e stordita  scende le scale per recarsi al lavoro… ma!! sul lavandino nascosta dietro allo specchio una piccola sfera gommosa sembra pulsare di vita propria. Asso, il gatto acciambellato pigramente nel suo cantuccio interrompe il suo russare poi… con i peli ritti ed un miagolio spaventato cerca la fuga dalla finestra aperta…

liciaracconta @libero.it

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Tags: Racconti, rubriche

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Inserito da Sandra Luna il 2 agosto 2012. Catalogato in Artechiara, Le nostre rubriche, Lo sapevate che..., Racconti. Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

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