2011 odissea nello spazio di sabbia, dove infiliamo la testa ma anche il collo

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In questi giorni di crisi e spauracchi viene da pensare che il bello della ripresa, dal dopoguerra ad oggi sia passato senza speranza di tornare. Eppure, in quei giorni dove si ricostruiva e si gettavano le basi di una nuova economia consumistica, non si pensava, e non lo si fa tutt’ora alle povere vittime di un incontrollato e silente sistema di conservazione, che sconvolge il fisico e la mente di noi consumatori, trasformandoci nei nuovi ragazzi dello zoo di Berlino. Gente per bene che fa la spesa, mangia quello che ritiene sano e  non va a rubare per la dose di quella che comunemente chiamiamo droga, non può fare a meno di mangiare pasta o dolci. Qualcuno potrà dire mancanza di volontà, invece si tratta di una patologia grave che porta con se bisogni irrefrenabili, forti tremori, sudorazione, scatti d’ira e molti altri disturbi. Nel cervello, quando si assume zucchero, avvengono dei cambiamenti neurochimici che fanno aumentare la dopamina e questa è la ragione per cui, quando si viene privati improvvisamente della dose zuccherina giornaliera, si genera una vera e propria crisi di astinenza. Il biologo tedesco Otto Heinrich Warburg è stato insignito del Premio Nobel per la medicina per aver scoperto che il metabolismo dei tumori maligni dipende in gran parte dal loro consumo di glucosio. Ingerendo zucchero o farine raffinate, si alza il tasso di glucosio  nel sangue e l’organismo libera oltre all’insulina, l’I.G.F. una molecola con proprietà che stimolano la crescita cellulare. In parole povere lo zucchero è la benzina dei tumori. Se state pensando che la droga è ben altro, che miete vittime e non si deve scherzare su questo, è arrivato il momento di sapere che di diabete si può morire, andare in coma, perdere arti ecc. Oggi sono circa 4 mila i diabetici in Italia e 5 milioni e 400 mila se ne prevedono nel 2030, i tossicodipendenti sono circa 4 mila e se ne prevede un aumento fino a 3 milioni. E’ spaventoso? No problem risponde il popolo del “meglio prevenire che curare”, corriamo ai ripari con l’aloe vera! Peccato che sia stata stabilizzata! Per non perdere quei suoi meravigliosi benefici la addizionano con il Sodio Benzoato ma, non allarmatevi, la usano solo nei  limiti consentiti dalla legge, perchè deriva dall’acido benzoico che è tossico! Ma quanta aloe occorre bere per salvarsi? Diciamo abbastanza ma, stando attenti,  perché negli anni se ne accumulano di porcherie nel corpo, compresi i benzoati che ora beviamo nei limiti consentiti e che da soli o in compagnia dei vari nitrati e simili indovinate a che portano? Al diabete! E siamo al punto di partenza, dove ci aspettano il Prof Sergio Ferreira, ed altri partecipanti ad una  ricerca che definirei del secolo,  riconoscono l’Alzheimer come una forma di diabete del cervello. Da qualche tempo, quando sento dire che non ci sono indicazioni per pensare che quel dato prodotto faccia male e che quindi possiamo con tranquillità mangiarlo o berlo, ho un brivido e vorrei tanto farne a meno, invece di ritrovarlo inserito a forza in quello che consumo, magari non evidenziato perché nei limiti, ma poi mi perdo nel pensiero dell’alternativa che non c’è o che non vedo. E alla fine dico ma si… mi arrendo, infilo metaforicamente la testa nella sabbia e mi drogo anch’io, come tutti gli italiani, a colazione con il dolce e a pranzo con la pasta.

di Elisabetta Pellati

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Inserito da Paolo Garrisi il 3 ottobre 2011. Catalogato in Giovani e società, Le nostre rubriche. Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

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