2010 un anno da dimenticare

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Di Elena Costa.

I numerosi fatti di cronaca avvenuti nel corso di quest’anno fanno seriamente riflettere sul nostro futuro. Nel quotidiano siamo insistentemente invasi da notizie negative e violente portate nelle nostre abitazioni dai telegiornali, reality troppo crudi, fiction aggressive e come se non bastasse, cartoni animati troppo violenti o addirittura eccessivamente spinti. Criminali organizzati che si confondono tra la folla, negli stadi, cortei e non perdono l’occasione di ripetere con una frequenza, ormai assidua, scene di violenza assoluta. Persone del tutto normali che improvvisamente diventano criminali, assassini, stupratori, rapinatori. Questo è il mondo in cui siamo costretti a vivere, non bastano i terremoti, le guerre, le malattie e la crisi a metterci in ginocchio, siamo anche costretti a stare sempre sull’attenti, pensando che magari il vicino di casa, il collega o un perfetto sconosciuto, prima o poi possa farci del male. Abituati al peggio viviamo nella consapevolezza che il male esiste e questo ci sta rendendo ‘indifferenti’ all’altruismo e diffidenti nei confronti del prossimo. È vero il male c’è ed è sempre esistito ma quanti di voi si sono trovati davanti  persone che discutevano o che stavano male, e quanti di voi li hanno aiutati. Pochi perché la paura di rimanere coinvolti anche fisicamente è più forte del voler rendersi utile. Quest’anno sono morte moltissime persone per strada, come il taxista ammazzato perché aveva investito un animale. La violenza sta entrando nel quotidiano delle persone per difesa e paura. Il ragazzo che ha colpito l’infermiera che lo aveva inseguito e preso a parole, per una banale discussione nata in tabaccheria, ne è una prova. Quasi sicuramente colpa dei media che non si limitano a dare la notizia ma realizzano scrupolosi servizi facendo conoscere dettagli fino a ieri conosciuti solo alle forze dell’ordine, trasmettendoci segnali negativi. Prendiamo il caso clamoroso della povera Sarah Scazzi, scomparsa all’età di 15 anni per un motivo ancora sconosciuto. La ragazzina non c’è più, per  mani di parenti e questo già è bastato  per sollevare in ognuno di noi ansia sgomento e  terrore. Già perché se le persone più fidate riescono a fare questo figuriamoci come possiamo dare credito al mondo che ci circonda. La casa, gli affetti devono essere il luogo e le persone più fidate, il nostro ‘nido’ ed improvvisamente non lo sono più. Le numerose trasmissioni, forse realizzate in buona fede –come qualcuno ha dichiarato- non hanno fatto altro che scavare sulla vita privata della vittima e dei suoi amici, entrando nella nostra vita ogni giorno ricordandoci che il pericolo è sempre vicino. L’ultimo fatto eclatante è la scomparsa della tredicenne Yara Gambirasio, una ragazzina come tante nel pieno della sua adolescenza, scomparsa nel nulla. Ed ecco che la rabbia si mischia alla confusione e stupore per ciò che accade. La mente torna al passato chissà se anche lei come il piccolo Tommaso o Sarah è stata tolta ai suoi cari per mano di una persona vicina o un conoscente. Il mondo che stiamo vivendo è sconcertante e i fatti di cronaca lo evidenziano e  ricordano in ogni momento, anche in maniera troppo eclatante. Ma questo è tutto ciò che resterà ai più giovani, gli adulti del futuro, che consapevoli del mondo che li circonda maturano più velocemente. Un domani per loro sarà del tutto normale manifestare atti di violenza, perché anche se indirettamente, per loro sono storie già viste e vissute.  A volte anche un solo gesto d’affetto o un sorriso può aiutare a vivere meglio se stessi e chi lo riceve. Voglio ricordare  brevemente i fatti  avvenuti nel 2010 come il terremoto di Haiti, l’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon dove il petrolio che ha invaso le acque del Golfo del Messico ha provocato enormi danni. L’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull che ha creato disagi nelle linee aeree, bloccando mezzo mondo. La tempesta tropicale Agatha che ha devastato l’America centrale. L’esplosione nel porto di Xingang a Dalian, dove il petrolio si è esteso per oltre 183 chilometri quadrati. L’ondata di caldo che ha bloccato per oltre un mese la Russia centrale causando oltre 368 roghi. L’alluvione in Pakistan con oltre 1500 morti. Il vulcano Sinabung sull’isola di Sumatra tornato in attività dopo 400 anni. 33 minatori a San Josè di Atacama, rimasti bloccati sotto terra per oltre due mesi. In Kazakistan la partenza la navicella spaziale Soyuz con a bordo Paolo Nespoli, l’astronauta italiano in forza all’Agenzia spaziale europea che resterà nella ‘Stazione spaziale internazionale’ per ben sei mesi. La morte di Angelo Vassallo sindaco di Pollica, assassinato nella sua auto dalla camorra. Il crollo a causa del maltempo di alcuni siti nell’area archeologica di Pompei. Un plauso  va fatto ai fondatori del sito WikiLeaks per le notizie ‘segrete’ pubblicate nel web, forse si dovrebbe prendere esempio da loro. Anche quest’anno la regione Campania torna ad avere problemi con i rifiuti. Buon 2011 a tutti con la speranza che non sia da dimenticare.

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Tags: elena costa, Parliamo di..., sarah scazzi, yara gambirasio

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Inserito da Paolo Garrisi il 20 dicembre 2010. Catalogato in Le nostre rubriche, Parliamo di.... Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

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