Lo sapevate che…

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della dott.ssa Monica Raideni, consulente del lavoro

TFR e fondi di previdenza complementare: vicende.

Cari amici lettori di “ Italia è Magazine”, oggi continueremo l’argomento TFR e previdenza complementare, parliamo infatti di un ramo assai importante:
Prestazioni e riscatti.
Quali sono le prestazioni erogate dalle forme pensionistiche complementari?
Esse possono essere di tipo diverso, a seconda della causa che determina la maturazione dei relativi requisiti. In particolare:
a)    in caso di maturazione dei requisiti di accesso alla pensione pubblica erogata dagli enti di previdenza obbligatoria, le forme pensionistiche complementari possono erogare:unicamente la pensione complementare, ossia la cd. “rendita” oppure una prestazione mista costituita da una quota di pensione complementare e una quota di capitale;
b)    prima del pensionamento e sotto determinate condizioni, le forme pensionistiche complementari possono erogare:
- anticipazioni per spese sanitarie;
- anticipazioni per l’acquisto della prima casa;
- anticipazioni per ulteriori esigenze degli aderenti;
c) in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione, le forme pensionistiche possono erogare:
- riscatto parziale;
- riscatto totale.
Quando matura il diritto alla pensione complementare?
Esso si acquisisce se sussistono i seguenti requisiti:
- maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza;
- almeno cinque anni di partecipazione alla forma pensionistica complementare.
Fatte salve alcune tassative eccezioni, tali requisiti devono sussistere in concorso tra loro.
In caso di maturazione dei requisiti per la pensione pubblica si è costretti a percepire la prestazione unicamente sotto forma di pensione complementare?
No. L’aderente, al momento della maturazione dei requisiti necessari per fruire della pensione pubblica, deve decidere e comunicare alla forma pensionistica complementare alla quale è iscritto, se percepire la prestazione unicamente sotto forma di pensione complementare, ossia di “rendita”, oppure se percepirla in parte sotto forma di rendita (nella misura minima del 50% del montante finale accumulato) e in parte sotto forma di capitale (nella misura massima del 50% del montante finale accumulato). L’aderente può chiedere che la prestazione gli venga erogata unicamente sotto forma di capitale qualora, convertendo in rendita non meno del 70%  del montante finale accumulato, la stessa rendita risulta inferiore al 50% dell’assegno sociale. Ai fini del calcolo in questione deve assumersi a riferimento la rendita vitalizia immediata e senza reversibilità.
E’ possibile ottenere le prestazioni delle forme pensionistiche complementari anche prima della maturazione dei requisiti di accesso alla pensione pubblica?
Esistono due casi in cui questo è possibile:
- la prima situazione è quella del soggetto che, a seguito della cessazione dell’attività lavorativa, resti inoccupato per un periodo di tempo superiore a 48 mesi;
- la seconda situazione è quella del soggetto colpito da invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo.
Cosa succede in caso di perdita dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare?
Se prima della maturazione del diritto all’erogazione del trattamento pensionistico complementare, l’aderente perda i requisiti di partecipazione alla stessa può:
a) trasferire la posizione pensionistica individuale alla forma pensionistica complementare alla quale il lavoratore accede in relazione alla nuova attività;
b) esercitare il riscatto parziale, nella misura del 50% della posizione individuale maturata, in caso di:
- cessazione dell’attività lavorativa che comporti occupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi;
- mobilità;
- cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria;
c) esercitare il riscatto totale della posizione individuale maturata in caso di:
- invalidità permanente che comporti la riduzione delle capacità di lavoro a meno di un terzo;
- cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi;
d) mantenere presso la forma pensionistica complementare la posizione individuale maturata anche in assenza di ulteriore contribuzione.
A presto e, come sempre….restate con me!!

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Tags: Lo sapevate che..., monica raideni

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Inserito da Paolo Garrisi il 23 febbraio 2009. Catalogato in Lo sapevate che.... Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

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