Mira Cancelli: quando la storia si fa arte

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Di Leo Strozzieri.

È un personaggio assai noto in Abruzzo, ma direi a livello nazionale non solo per la sua ricerca artistica, ma altresì per il suo impegno come operatrice culturale e studiosa delle tradizioni popolari e religiose: ci si riferisce a Mira Cancelli, pittrice abruzzese che, come vedremo, seguendo le orme di un altro grande artista della regione, ovvero Remo Brindisi, ha fatto della storia, soprattutto recente, terreno di indagine e riflessione eseguendo importantissimi cicli pittorici e grafici esposti in diverse città italiane. Memorabili in Brindisi le suite di opere dedicate alla caduta del Fascismo, all’abbattimento del mito di Stalin, al processo del Card. Mindzenty, alla tragedia di Via Fani e così via. Ugualmente Cancelli ha prodotto una serie di opere illustranti alcuni terribili avvenimenti  del XX secolo, uno dei  più cruenti dell’intera storia dell’umanità con due ideologie contrapposte, il comunismo e il nazifascismo  ugualmente sanguinarie. L’artista, nata a Pescara, da sempre risiede a Pianella, ove ha collaborato in campo culturale con i sindaci Giorgio D’Ambrosio e Manuela Pierdomenico fondando la rassegna d’arte “Ricerche contemporanee”, attraverso cui è stata istituita la Pinacoteca Civica. Allieva di Tommaso Cascella, ha coltivato sia la pittura, come anche la ricerca storica, pubblicando volumi monografici sulle città di Cepagatti e Pianella. Notevole anche la sua produzione nel campo della scenografia, così come assidua l’opera di promozione attraverso i cosiddetti corsi di alfabetizzazione. È coordinatrice del Gruppo Cepagattiamo, che ha sede nel suo studio di Cepagatti e che ha per finalità la rivalutazione dei personaggi e delle radici culturali del territorio. Diversi, come detto, i cicli pittorici da lei eseguiti, a cominciare da quello su Anna Frank, Primo Levi e Zlata Filipovic, esposto in una memorabile mostra all’Archivio di Stato di Pescara nel 1997. L’artista ha anche eseguito diverse opere d’arte sacra per luoghi di culto e murales come quelli  per il centro storico e il cimitero di Cepagatti. La sua pittura è spesso ispirata a grandi avvenimenti storici contemporanei quali l’Olocausto, nonché a famose opere letterarie: basti pensare alle tavole interpretative de “La figlia di Iorio” e “La Fiaccola sotto il moggio” di Gabriele D’Annunzio e “Fontamara” di Ignazio Silone. Una sua opera è stata acquisita dalla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima. Nel 2006 l’artista pubblica il volume “Viaggio nel tempo…nell’isola del mio cuore”, nel quale ripercorre la storia e le tradizioni popolari di Cepagatti, comune nel quale ha uno studio. È in corso di preparazione un ampio volume monografico sulla sua opera da parte della giovane critica d’arte Chiara Strozzieri. Questo un suo sintetico profilo biografico, ma a proposito del romanzo siloniano, va detto che nella sua rivisitazione pittorica dal titolo “Rivivere Fontamara”, l’artista ha colto nella coralità l’elemento determinante della lotta dei cosiddetti “cafoni” marsicani contro la sopraffazione del  potere.  Ecco, la grandezza e l’efficacia di questa lotta per la libertà e l’affermazione dei diritti democratici è rappresentata proprio dalla coralità di questo immaginario paese marsicano che, unito dalle stesse pessime condizioni economiche e soprattutto culturali, si ribella contro i soprusi che vengono spesso subiti senza che i poveri diavoli, nella loro atavica ignoranza, se ne rendano conto. Nei dipinti illustrativi del romanzo, Mira Cancelli interpreta con un afflato lirico davvero esemplare  i vari personaggi e le varie scene sempre esternando la sua simpatia per gli ultimi. Straordinarie le figure di Berardo Viola unico fontamarese che riuscirà ad emergere, di Elvira, la più bella fanciulla del territorio (si veda la riproduzione dell’opera), di Don Circostanza, una sorta di Ferrer del romanzo che finge di schierarsi al fianco del popolo, ma in realtà lo inganna. Comunque al di là dei singoli personaggi, Cancelli nella quasi totalità delle tavole concentra la sua attenzione sul popolo che pertanto diviene attore principale della storia.

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Tags: Artechiara, leo strozzieri, mira cancelli

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Inserito da Paolo Garrisi il 14 agosto 2010. Catalogato in Artechiara, Le nostre rubriche. Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

2 Commenti a Mira Cancelli: quando la storia si fa arte

  1. La ringrazio dell’onore che mi ha fatto essere cosi elogiata su questo articolo per promuovere il nostro Abruzzo

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