Parco Nazionale del Gargano

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Un fascino unico

di Elena Costa

Parchi Italiani in questo numero si sofferma in Puglia, bellissima regione, ricca di storia e cultura, per farvi conoscere il Parco Nazionale del Gargano. Un promontorio dal punto di vista biologico, separato dal resto della penisola e dalla piana del Tavoliere delle Puglie.  Di natura calcarea, è ricco di forme carsiche, come grotte e doline. In origine il promontorio era completamente coperto da foreste, ormai ridotte a circa il 15 per cento della superficie originaria, tra cui va segnalata la Foresta Umbra. La provincia interessata è Foggia e i comuni che vi fanno parte sono: Apricena, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella, Isole Tremiti, Lesina, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Peschici, Rignano Garganico, Rodi Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Serracapriola, Vico del Gargano e Vieste. I 18 comuni, che presenterò più avanti, si trovano quasi tutti sul litoraneo del Gargano, affascinanti anche dal punto di vista ambientale e folkloristico, ognuno di loro mi ha lasciato un ricordo singolare, tra questi gli unici che non ho visitato personalmente, sono: Cagnano Varano, Carpino, Rignano Garganico. Vi assicuro che il mio lavoro sotto questo aspetto è assai affascinante in quanto  permette di conoscere culture e posti diversi ed è per questo che voglio in parte rendervi partecipi e presentarvi le più belle località italiane soprattutto le più sconosciute.
Fiore all’occhiello del Parco Nazionale del Gargano è  la Foresta Umbra che costituisce l’ambiente più rappresentativo delle aree interne del Gargano. A dispetto delle devastazioni e dei dissennati disboscamenti degli ultimi tre secoli che hanno reso spoglie del manto forestale le pendici collinari e montane del Gargano, la Foresta ha conservato quasi intatto il suo maestoso e imponente rigoglio vegetativo con ricca varietà di specie e forme alborie e arbustive. Le attribuzioni del nome alla Foresta si perdono nella notte dei tempi e tutte, se pur accettabili, sono insufficientemente comprovabili e non forniscono una chiara lettura della denominazione. Per alcuni il nome Umbra deriverebbe da antiche popolazioni di Umbri (una tribù preistorica del ramo Celto), abitanti della foresta che erano soliti a scorribande e ruberie nei luoghi più bassi e fertili del promontorio a danno dei pastori nomadi; per altri più semplicemente luogo ombroso.
Uno dei motivi che hanno portato all’istituzione del Parco è la presenza di importanti zone umide comprese nei biotopi di importanza comunitaria quali le lagune di Lesina e di Varano, le paludi di Frattarolo ed ex Daunia Risi ed altre come le foci del Fortore, l’area dell’antico Lago di Sant’ Egidio e la Palude di Sfinale. Assai interessante soprattutto per la sopravvivenza di anfibi, rettili e per la sosta occasionale dell’avifauna, è l’esistenza nel Nord-Gargano e nella zona costiera tra Vieste e Peschici di sorgenti nonché, nelle zone interne, dei ristagni d’acqua temporanei detti “cutini” o delle tradizionali “piscine”.
Il Parco Nazionale del Gargano ricopre un’estensione di circa 121.118 ettari, al cui interno ritroviamo una serie di habitat unici nel loro genere. Si passa dalle fitte ed estesissime foreste, per le quali è famoso, alla macchia mediterranea, dai grandi altipiani carsici, ricchi di doline ed inghiottitoi, alle ripide falesie sul mare, punteggiate da fantastiche grotte, dalle erte e boscose valli che scendono verso il mare, alle lagune costiere di Lesina e Varano, dalle colline e pianure steppose alle Paludi di Federico II. Fanno parte di questo gioiello le quattro Isole Tremiti circondate da un mare cristallino e ricche di grotte. E’ improbabile ritrovare lungo le sponde del Mediterraneo un altro luogo come il Parco Nazionale del Gargano capace di racchiudere in così poca estensione tanta biodiversità, una vera isola biologica.
Nelle radure, fra i fichi d’india e nelle zone steppose fioriscono le orchidee selvatiche, che all’interno del Parco Gargano sono presenti con circa 85 specie e ne fanno la località più ricca d’Europa. Sui pendii assolati crescono rigogliosi gli olivastri, i perastri, i melastri, i biancospini attorniati da cespugli di lentisco, ginepro, timo, rovi, fichi d’india ed un albero bellissimo detto “l’albero dei diavolo”, ovvero il carrubo.
Il Gargano può ritenersi un’isola biologica, giacché la parte più alta del Promontorio è stata isolata per un lunghissimo periodo preistorico. Da ciò dovrebbero derivare fenomeni come l’endemismo ed il macrosomatismo.
In tutte queste zone è possibile osservare il fenomeno del macrosomatismo, ossia una crescita abnorme delle specie vegetali, imbattendosi, così, in certi esemplari di pini d’aleppo, faggi, lecci e tassi di dimensioni monumentali. Ricordiamo il carrubo di 13 metri di circonferenza nel parco di Pugnochiuso, nel comune di Vieste. Il leccio, alto 17 metri e con 5 di diametro, presso il convento dei Cappuccini a Vico Gargano.

Nella zona pedemontana la vegetazione cambia volto e la steppa predomina. Steppa ricca di fichi d’india, asfodeli, ferule, euforbie, iris, in cui cresce un fungo molto particolare il Pleurotus eringi. Tutto ciò è interrotto qua e là da oliveti, mandorleti, vigneti e campi biondeggianti di messi. Altri ambienti particolari racchiusi in questo autentico gioiello, sono le zone paludose di Frattarolo e dell’Oasi di lago Salso e le Lagune costiere di Lesina e Varano. Le prime, ribattezzate “Paludi di Federico II”, si dividono in due zone, una dove regnano sovrane la cannuccia palustre, la tifa, l’eucaliptus, il giglio d’acqua e l’altra dove predomina la flora xerofila ovvero salicornie, giunchi, tamerici ecc.
I laghi di Lesina e Varano sono caratterizzati da un bosco intralitorale che cresce sulla sottile lingua di sabbia che li divide dal mare e in cui vegeta il Cisto di clusio e da canneti che circondano le sponde. Si tratta di grandi boschi di faggi, lecci cerri e, a volte associati a farnetti, olmi, frassini, che si distribuiscono nell’area più interna dei promontori con le foreste di Ischitellia, Manatecco, Ginestra, Sfilzi, Umbra, Bosco Quarto, Umereta delle Ripe e Lacotenente.

Altri boschi di estremo interesse naturalistico sono anche quelli di Monte Sant’Angelo (4.000 ettari), di monte Sacro, presso Mattinata e di Spina Pulci (900 ettari), tra Sannicandro Garganico e Cagnano Varano.
Sulla costa dominano invece le pinete di pino d’Aleppo: sono circa 7.000 ettari che si alternano alla macchia mediterranea, ricca di formazioni a lentisco, firillea, erica multiflora, e corbezzolo.
E’ da menzionare altresì la presenza di endemismi famosi tra i quali: la campanula garganica, la scabiosa Dallaporta, il citiso, la santoreggia, l’inula candida, il Cisto di Clusio, rara specie i cui pochi esemplari si possono osservare sulle dune di Lesina, il fiordaliso delle Tremiti, presente solo sulle isole Tremiti, l’erba ghiacciola che vive sulle rupi marittime e sui litorali sabbiosi di Vieste.
Apricena è un comune di 13.620 , di questa località ricordo le numerosa cave per l’estrazione della pietra, utilizzata anche per realizzare la nuova chiesa di Santo Padre Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo. Il territorio è prevalentemente pianeggiante e le colture principali sono cereali, vigneti, olivi.
Cagnano Varano, si erge su uno sperone del  Gargano tra boschi secolari e un mare cristallino, adagiato su una roccia di natura calcarea ricca di cavità e caverne. Ed è proprio quest’ultimo aspetto a contraddistinguerla. Queste grotte sono caratterizzate da un paesaggio prevalentemente minerale, dal buio più assoluto e da un’umidità prossima alla saturazione. Un esempio è la grotta di San Michele Arcangelo.
Da visitare a Carpino, il castello Normanno. La leggenda vuole che quella popolazione provenisse dalla città di Uria, ricordata da Strabone (63 a.C.- 24 d.C.), che sarebbe stata sommersa dal lago di Varano. A Carpino un noto cantautore italiano ha dedicato una canzone.
Ischitella è situata nel versante nord del Gargano dominando il mare Adriatico e il lago di Varano dall’alto dei suoi 314 m s.l.m.. La sua posizione strategica gli ha dato il compito di postazione difensiva, infatti nel periodo svevo, il nome ischitella era accompagnato dal termine “castum”. La collina su cui sorge è ricca di ulivi non a caso all’ingresso del paese è posta un’insegna che indica il suo status di città dell’olio.
Isole Tremiti “le perle dell’adriatico” uno splendore sotto l’aspetto ambientale. Il posto ideale per ritremprarsi dallo stress della vita quotidiana, fare lunghe passeggiate  in verdi e dolci colline, raccogliere e sentire il dolce e fresco profumo dell’origano che in queste zone cresce spontaneamente. La sera passeggiare nel borgo dei vari centri e bellissime escursioni in barca, immersioni  nelle acque limpide e conoscere i fondali che in questo luogo sono stupendi. A circa 12 miglia al largo del Gargano, sono definite per la loro incantevole ed incontaminata bellezza “le perle dell’Adriatico”. Il piccolo arcipelago è costituito dalle isole di  San Nicola, San Domino, Cretaccio, Caprara e, a circa 11 miglia da queste, dall’isola di Pianosa. Le acque cristalline delle Tremiti attirano ogni anno migliaia di turisti.
Lesina è una delle prime località che si incontra, provenendo da nord, per andare a visitare la costiera garganica. La cosa che colpisce a vista d’occhio, è la laguna dalle origini antichissime. Anche se spesso viene annoverata tra i laghi d’Italia, quella di Lesina è senza ombra di dubbio una laguna. Opinione comune è che si sia formata grazie all’accumulo di sabbie trasportate dalle correnti marine nella loro corsa da nord verso sud.
Manfredonia è sicuramente tra questi comuni, la più ‘industrializzata’ e la più popolata, conta oltre sessantamila anime. Ai piedi del Gargano domina il golfo il suo bellissimo castello svevo-angioino. Fondata da Re Manfredi, figlio di Federico II.
Mattinata, Vieste, Peschici, situate sulla costa, sono i comuni più importanti per numero di strutture ricettive presenti e numero di turisti che ogni anno le scelgono per le proprie vacanze. I loro centri storici rappresentano al meglio le caratteristiche tipiche delle cittadine pugliesi, il mare limpido e cristallino offre anche ad escursionisti subacquei meravigliosi fondali, la natura incontaminata e le numerose strutture ricettive completano queste località.
Monte S.Angelo. Il ricordo che ho di questo paese è unico. Il profumo del pane che accompagna tutto il centro storico, gremito di gente. Il bellissimo panorama, soprattutto notturno, che spazia dal tavoliere delle puglie al golfo di Manfredonia. Il suo castello e il santuario di San Michele con la grotta, ogni anno accolgono migliaia di turisti e fedeli. Ricordo di aver passato una giornata (fino a tarda sera) veramente incantevole, anche per la splendida accoglienza dei cittadini. In questa cittadina ha sede il Parco Naz.le del Gargano.
Rignano Garganico è in assoluto il più piccolo comune del Promontorio. Sorge sulla cima di una collina, dalle cui alture si gode una splendida veduta del Tavoliere delle Puglie per questo è soprannominato il “Balcone delle Puglie”. Nelle giornate più terse il panorama spazia da Bari al Vulture, fino alle cime del Sub-Appennino Dauno con il fantastico sfondo della Maiella innevata.
Rodi Garganico è un piccolo centro agro-turistico collocato a nord-est del Gargano, in particolare ad est del Lago di Varano. Denominata come “Giardino del Gargano” per la sua estensione caratterizzata dalla presenza di numerosi agrumeti, alberi da fico, ulivi, carrube e pini che rappresenta un paesaggio assai variegato. Le sue origini greche sono antichissime e sono rappresentate anche dal centro storico che conserva le caratteristiche di un borgo antico medievale in cui vi sono strette stradine, antichi palazzi padronali, portali lavorati in pietra e cornicioni decorati finemente.
San Giovanni Rotondo è una cittadina di 27.100 abitanti nota in tutto il mondo per il Santuario di San Pio da Pietrelcina che ogni anno conta milioni di visitatori. Conosciuta anche l’ottima produzione di olio extra vergine d’oliva. Tante le strutture ricettive presenti nel territorio e le aziende produttive.
La storia di San Marco in Lamis, si intreccia con quella del convento di San Matteo Evangelista, un monastero di frati cappuccini risalente al IX-X secolo. Nel medioevo l’imponente struttura garantiva protezione agli abitanti del luogo, per la sua posizione inespugnabile, arroccata su un colle. Il centro storico è denominato Padula,  di tipo medievale, con case basse a schiera prevalentemente bianche, con strade strette e vicoli ciechi.
San Nicandro Garganico sorge su un complesso di amene colline, pochi chilometri a Sud-Est del Lago di Lesina, a fare da avanguardia settentrionale del promontorio del Gargano. Il territorio comunale si estende dal mare Adriatico all’alta collina (754 m s.l.m.) ed è compreso tra i laghi di Varano e Lesina.
Serracapriola è un comune di circa 4.100 abitanti e sorge ad oltre 300 m. s.l.m., ai piedi dell’Appennino Apulo-Molisano. L’economia è legata principalmente all’agricoltura ed all’allevamento.
Vico del Gargano, soprannominato il “paese dell’amore”, è uno dei comuni de “I Borghi più belli d’Italia”. La sua frazione San Menaio,  è un borgo balneare di rara bellezza che si snoda tra Rodi Garganico e Peschici, lungo il percorso della litoranea SS89. Rinomata per la sua lunga spiaggia di sabbia finissima e per le foreste di pini d’aleppo tra le più antiche e vaste d’Italia. Il paesaggio di Vico del Gargano nell’interno è tipico del bosco di faggi (Foresta Umbra) e di abeti, lungo la costa sono presenti foreste di pini d’ aleppo (Pineta Marzini). Diffusissimi uliveti secolari e agrumaie mediante spettacolari terrazzamenti sulla costa. Questa zona vanta numerose e interessanti grotte, anche marine.
Tornando al Parco Nazionale del Gargano, vi consiglio di visitarlo e se siete degli sportivi di andarci per praticare le numerose escursioni. Vi segnalo i vari itinerari che l’ente parco propone ai turisti:

Abbazia di Pulsano  – Alla masseria in bike  – Alla scoperta dei Trabucchi  – Andar per masserie  – Apricena  – Cagnano – Varano  – Carpino  – Da Rignano a Grotta Paglicci  – Da Vieste a Peschici in bike  – Estatescursioni sul Gargano  – Fattorie di Natura  – Foresta Umbra  – Gli Eremi del silenzio  – I Popoli del passato  – Il Crocifisso di Varano  – Il trappeto Maratea – Ischitella  – Isole Tremiti  – L’Oro verde del Gargano  – La Foresta Umbra, i suoi segni  – La necropoli “La Salata”  – La Terra, i suoni ed i colori  – Le ippovie del Parco  – Le Leggende del Parco  – Le proposte per la Primavera  – Le zone umide  – Lesina  – Manfredonia  – Mattinata  – Monte Sant’Angelo  – Oasi Lago Salso  – Orchidee e Santi  – Punta Manaccora  – Rignano Garganico  – Rodi Garganico  – San Marco in Lamis  – Sannicandro Garganico  – Speciale scuole
Sulle orme dell’Arcangelo  – Sulle tracce del Capriolo  – Un Parco di Storia e di Natura  – Vico del Gargano  – Vieste

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Tags: elena costa, Parchi italiani, parco nazionale del gargano

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Inserito da Paolo Garrisi il 7 marzo 2010. Catalogato in I nostri servizi, Parchi italiani. Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

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