Eboli (Sa)

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Nessun Voto Ancora)
Loading ... Loading ...
Articolo visto 2,789 volte

Sulle pendici del Montedoro

Situato tra la piana del Sele e la costa salernitana, Eboli è una delle mete turistiche della provincia di Salerno. Il territorio si sviluppa prevalentemente in pianura dove, grazie alla fertilità del suolo e la ricchezza d’acqua si coltivano e si producono pregiati prodotti alimentari, come la mozzarella, i carciofi, le fragole, pomodori, finocchi, insalata, pesche e olive. Spicca per la coltivazione e lavorazione degli ottimi ortaggi locali, l’azienda agricola Concilio Antonio.
Florido è anche l’artigianato locale con le lavorazioni di cuoio, ferro, vetro e legno. Eboli è anche uno dei centri archeologici della zona, in quanto ricco di reperti rinvenuti in diversi siti dislocati sulle colline. Numerosi sono i corredi funerari risalenti all’eneolitico e all’età del bronzo conservati nel Museo Archeologico Nazionale, come numerose sono le necropoli sparse lungo il perimetro del centro storico. Del Parco Archeologico fanno parte una villa romana di epoca imperiale in località Paterno, due tratti di cinta muraria del IV secolo a.C. e un’area abitata del III secolo a.C. in zona SS. Cosma e Damiano. Domina sulla città il Quattrocentesco Castello di Eboli che per i consistenti restauri a cui fu sottoposto nel XV secolo per volere di Antonio Colonna, nipote del Papa Martino V, è oggi noto come Castello Colonna. Il fortilizio fu edificato probabilmente sopra un preesistente sito longobardo e offriva, grazie all’imponente struttura muraria, protezione alle popolazioni locali dominate prima dai Longobardi e poi dai Normanni. Il turismo locale punta anche sul Santuario dei SS. Cosma e Damiano, oggi meta di pellegrinaggi e luogo di culto per eccellenza della piana del Sele. La chiesetta fu costruita intorno all’anno 1000 da una colonia di origine greca che si insediò ad Eboli e vi portò il culto dei propri Santi. Questa chiesa, che fu distrutta nel 1164, fu poi ricostruita sugli stessi ruderi ma dedicata a San Sebastiano, in quanto il culto per i Santissimi Cosma e Damiano si era ormai affievolito. Solo ai primi del ’700, il culto verso i Santi Medici, si riprese, per merito sia dei religiosi che dei sacerdoti. Nel 1771 sorse così la chiesetta, in stile barocco, piccola ma dignitosa, ove sono stati onorati i Santi per oltre un secolo e mezzo, fino al 1957, anno in cui fu aperto al culto il nuovo santuario. Dopo il secondo conflitto mondiale, avendo constatato che la chiesetta non era più capace di ospitare la folla di fedeli, che a migliaia vi si recavano nel giorno della festa (27 settembre), il popolo ebolitano, trasformato per l’occasione in operai e manovali, cominciò a costruire un nuovo e più grande luogo di preghiera. Per l’edificazione fu utilizzato il materiale prelevato dalle macerie provocate dalla guerra. Il nuovo Santuario è ad una sola navata ed ha le pareti laterali, l’abside e l’arco maggiore ricoperti da mosaici. La chiesa ha, sia lungo le pareti che nell’abside, una serie di finestroni decorati con vetrate artistiche che rappresentano la vita dei Santi Martiri. Nel Santuario si possono ammirare due tele: una raffigurante l’Immacolata di Giovanni Bernardo Lama del XVI secolo, l’altra una Deposizione di scuola Siciliana del 1700. Ai piedi della collina di Montedoro da visitare c’è l’antica abbadia normanna di San Pietro Apostolo, con l’annessa chiesa. Una lapide dedicatoria, perfettamente leggibile all’interno della chiesa, dice che essa fu edificata ai tempi del Re Guglielmo e completata nel 1159. Tra le architetture civili sono da ricordare i palazzi nobiliari: Martucci, Paladino La Francesca de Consulibus, Novella, Corcione, risalenti al XV secolo, Romano Cesareo del XII secolo, Campagna del XVI secolo e Palazzo Romano del XIX secolo. Eboli è una meta turistica anche per la gastronomia, proponendo percorsi gastronomici da fare nei diversi locali, come il rinomato Ristorante Terrah! incontri di sapore, dove la cucina si traduce nei tipici piatti che richiamano i sapori di una volta, come lagane e ceci, soffritto, pennette con ventresca, mulignan a fungtiell, ciauliell, patate cunzat’ con salsiccia. Inoltre ogni anno diversi artisti si esibiscono al Palasele con concerti e manifestazioni richiamando un vasto pubblico non solo campano. E non ultimo, al nome di Eboli è legata una celebre opera della letteratura italiana, il romanzo “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi, famoso in tutto il mondo.

Occhiello: protagonista con Carlo Levi

Info: 0828.328249 www.comune.eboli.sa.it

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
Tags: eboli, salerno, Speciale Campania

Shortlink:

Categorie Articoli

Inserito da Luca Rosati il 21 febbraio 2010. Catalogato in I nostri servizi, Speciale Campania. Puoi seguire tutti i commenti a questo articolo o qualsiasi traccia di esso attraverso gli RSS 2.0. Se vuoi, lascia un commento a questo articolo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

:D :-) :( :o 8O :? 8) :lol: :x :P :oops: :cry: :evil: :twisted: :roll: :wink: :!: :?: :idea: :arrow: :| :mrgreen: