L'Aquila 06.04.09 formato e-book Editoriale

Editoriale

Di Pino Costa.


Siamo veramente un paese di pecoroni smarriti? Sembrerebbe proprio di si, basta che qualcuno urli o ci dica all’orecchio che anche il nero è bianco, ed ecco che piano piano ci crediamo e lottiamo pure, perché alla fine pensiamo sia davvero così. Quello che sta succedendo in Abruzzo e precisamente a L’Aquila è a dir poco scandaloso. Non era mai successo prima d’ora che dopo un disastro, purtroppo naturale, come il terremoto dell’aprile 2009, le fasi del post fossero così sollecite e premurose. Per carità è giusto, ma non era mai successo prima che un Presidente del Consiglio stesse in pianta stabile sul luogo del sinistro a dare man forte alla Protezione Civile, alla Croce Rossa, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, ai Sindaci, ai volontari e soprattutto alla gente disperata e impaurita. Ma ha fatto molto di più, ha portato l’Abruzzo in una vetrina privilegiata, ha costruito un carro che è diventato sempre più lungo e pieno di gente che saltava su, di destra, di centro e di sinistra, perché sul carro del vincitore bisogna esserci! Dopo pochi mesi sono state consegnate le prime case, sono state inaugurati scuole e asili e la popolazione è ancora sorretta dallo Stato con alberghi, anche di lusso, residence e appartamenti messi a disposizione. Per carità nessuno si augura di subire un terremoto, perdere i propri cari, le proprie cose, ma purtroppo sono cose che succedono e di chi è la colpa? E allora cari aquilani basta piangersi addosso, tiratevi su le maniche e iniziate a darvi da fare, come hanno fatto in Campania, nel Friuli, in Sicilia, in Umbria. Non date più retta ai fomentatori, ai voltagabbana e prima di manifestare date uno sguardo alla vostra coscienza. Non fate come la Guzzanti che sputa liquami all’Italia con il suo docufilm o come chi dopo essere salito sul carro di Berlusconi lo ha poi pugnalarlo alle spalle, solo perché di colore politico diverso. Secondo me il Presidente Berlusconi ha solo sbagliato una cosa, quella di aver contrapposto la presidenza della Provincia de L’Aquila alla Stefania Pezzopane. Doveva lasciarle campo libero, fosse solo per quello che ha fatto per la sua gente.

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