Editoriale di Pino Costa
- lunedì, 8 febbraio 2010, 5:53
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A forza di ricordare il passato a me sembra che non ci sia più spazio per il presente e il futuro. Sono tante le disgrazie, le stragi, i conflitti, i disastri, le catastrofi, le guerre, i genocidi nel mondo, per lasciare spazio al pensiero degli ottimisti che guardano sempre e comunque ad un mondo migliore fatto di amorevole altruismo e benevole
convivenza con tutte le genti del mondo. Bianchi, neri, gialli e rossi seduti allo stesso tavolo a desinare. Come dice il premio Nobel per la pace Elic Wiesel, anche se in modo provocatorio – Perché ricordare un tale dolore?- Anche se aggiunge –Per i morti è tardi, per i vivi no -. Quando si parla della Shoah, si parla quasi sempre e solo dello sterminio degli ebrei, ma gli zingari che hanno subito la stessa sorte? Intere famiglie sono state sterminate solo per il semplice fatto di esistere. E gli omosessuali? I Testimoni di Geova? I portatori di handicap sterilizzati, uccisi col gas, cremati? Nel 1937 dopo l’Enciclica di Papa Pio XI una parte del clero prese posizione contro la Germania di Hitler, ma prima dov’era la chiesa? Perché Papa Pio XII tacque, perché solo Papa Woitila chiese perdono al mondo per i misfatti della chiesa davanti al Muro del Pianto? Il campione di ciclismo si guarda sempre alle spalle prima di tagliare il traguardo e come ha detto il Presidente della repubblica Giorgio Napoletano la Shoah è un’esperienza tragica carica di insegnamenti e di valori. Arrivederci alla prossima!! (Editoriale n° 1 del 2010).
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