L'Aquila 06.04.09 formato e-book Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Un fascino di 70 ettari

di Elena Costa

Nello scorso numero avevo illustrato quello che il nostro patrimonio naturalistico italiano offre, e grazie alle vostre richieste mi ritrovo a parlare di questo argomento.  Parchi Italiani, sarà una guida alla scoperta di quanto di bello c’è parco_nazionale_monti_sibillinida vedere e visitare nella varie regioni. Ogni mese cercherò di presentarvi le bellezze ‘naturalistiche’ della nostra affascinante penisola.  Inizierò dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini. 50 cime di montagne, che superano i 2.000 metri costituiscono il cuore di questo grande Parco Nazionale che si snoda da nord a sud per ben 40 km a cavallo tra Umbria e Marche, fra cui spiccano il Monte Vettore (il più alto con 2.476 m), Monte Sibilla, Monte Bove e Monte Priora. Nel corso della mia carriera televisiva con la trasmissione Italia è…, format itinerante, ho avuto, ed ho, modo di conoscere e presentare ai telespettatori, le più belle località italiane. Pensando a questo, la mia memoria è tornata indietro nel tempo, e uno dei luoghi che mi ha più affascinato, sotto l’aspetto naturalistico ma anche storico e gastronomico, è stata la regione Marche. Da nord a sud la nostra terra conserva bellezze nascoste e preziose, che meritano di essere visitate. Ricordo come fosse ieri, la giornata in cui dedicammo uno special televisivo alla piccola cittadina di Ussita, in provincia di Macerata. Una giornata magica, perché si narrano vicende, di fate, demoni e negromanti. Un mondo fantastico che ha affascinato da sempre scrittori e artisti ma anche un territorio che conserva importanti ed unici elementi naturali. I Monti Sibillini già nel medioevo erano conosciuti in Europa per la leggenda di Pilato e della profetessa Sibilla. Qui si racconta di un carro che trasportava il famoso procuratore romano, Ponzio Pilato (condannato a morte dall’imperatore Vespasiano), che trainato da tori impazziti, giunti sul Vettore si gettarono nelle acque rosseggianti del ‘demoniaco’ lago che prenderà il nome ‘lago di Pilato’. Questo bacino naturale, cari amici, è un miracolo della natura, posto a 1940  metri di altitudine, si autoalimenta con la neve e i ghiacciai delle vette più alte dei Monti Sibillini, occupando il fondo di un circo glaciale dell’era quaternaria.  In realtà il lago, che visivamente in alcuni periodi è di colore rosso, vive un piccolissimo esemplare, unico al mondo,  il Chirocefalo di Marchesini, un crostaceo di colore rosso, la cui lunghezza è compresa tra i 9 e 12 millimetri.  La mia mente poi si sofferma in un altro dettaglio, questa volta floreale: l’orchidea sambucina e il papavero giallo. La vegetazione d’alta quota che in questo caso comprende l’intera zona del Lago di Pilato ha un valore naturalistico incredibile, sono diverse le varietà che qui crescono, sopratutto nei ghiaioni. Nel bacino del Lago si possono ammirare la Stella Alpina dell’Appennino, la Genziana delle nevi, la Silene Alpina, il Camedrio Alpino,il Salice Erbaceo e il Papavero Giallo dell’Appennino. E’ inoltre possibile incontrare nell’area volatili come il Gheppio e il Fringuello Alpino. L’habitat naturale favorisce la sibillinipresenza del lupo, del gatto selvatico, dell’istrice, del capriolo, della volpe, del riccio, della donnola e del cinghiale. Sono 17 i comuni inseriti all’interno  del Parco Nazionale ognuno con una caratteristica diversa con una storia e cultura, che dopo vi segnalerò, accomunati da una cosa: il parco nazionale, con i suoi 70 ettari di terreno. La costituzione calcarea dei Monti da luogo ad una gran varietà  di situazioni ambientali,  alle cime tondeggianti con crinali erbosi si alternano imponenti pareti di roccia, ghiaioni e valli di origine glaciale nonché impressionanti forre scavate nei secoli,  dalle acque torrentizie. Tutte le stagioni offrono la possibilità di godere questo splendido parco: dalla primavera all’autunno con le escursioni a piedi e le scalate alpinistiche, in inverno è possibile praticare sci da fondo e alpino, anche a livello escursionistico. Per la loro varietà i percorsi sono in grado di soddisfare escursionisti di varia esperienza e abilità. Alcune associazioni effettuano corsi di educazione ambientale e di norme comportamentali da eseguire fattivamente durante le escursioni.
Il parco si divide in quattro versanti: fiorito, storico, sacro e magico.
Il VERSANTE FIORITO comprende la zona più settentrionale del parco con i prati di Ragnolo dove, nel periodo estivo si possono osservare splendide fioriture di orchidee, liliace ed altre interessanti specie come la fritillaria dell’Orsini, il narciso o l’astro alpino. Nella valle del Fiastrone, la vista si perde in un’impressionante forra scavata dalle acque, si trova la Grotta dei Frati, antico e suggestivo eremo dei monaci Clareni, dell’anno mille.  Appartengono a questo versante i comuni di: Acquacanina, Bolognola, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, San Ginesio. Meritano una visita: L’abbazia, intitolata a S. Maria di Chiaravalle di Fiastra uno dei monumenti più pregevoli dell’architettura cistercense; Il centro storico di San Ginesio, un gioiello medievale; Acquacanina,  caratterizzata da paesaggi naturali monumentali e il rinomato centro turistico invernale, Punta del Ragnolo, con piste per sci di fondo. Il comune di Bolognola,  attraversato dal fiume Fiastrone, conserva la suggestiva valle dell’Acquasanta con le sue splendide cascate e la grotta dell’orso. In questa località è nota la zona Pintura, di notevole interesse paesistico, con numerose sciovie, piste e scuole di sci. A Cessapalombo consiglio una visita a Montalto, al castello e ai suoi tre insediamenti urbani denominati Villa, Valle, Tribbio, (e la Città di Castro); al Monastero e all’abbazia del SS Salvatore.
Il VERSANTE STORICO dell’Alto Nera e delle sue Guaite comprende i comuni di: Castelsantangelo sul Nera, parco_carta_montisibilliniPievebovigliana, Pieve Torina, Ussita, Visso. La tradizione vuole che Visso, oggi sede del Parco Nazionale, sia stato fondato ben  907 anni prima dell’era di Roma e che, dal suo riconoscimento come libero comune, e fino all’invasione napoleonica, fosse diviso in cinque distretti chiamati “Guaite” che comprendevano anche Castelsantangelo sul Nera ed Ussita. Un territorio ricco di castelli e torri di vedetta che ancora oggi  caratterizzano la struttura di numerosi centri abitati, edificati dai valligiani per difendersi dalle ripetute incursioni dei Saraceni. Dal punto di vista naturalistico, in quest’area, risultano interessanti  le Gole della Valnerina, scavate dall’impetuoso fiume Nera, percorribili con l’auto, e il massiccio montuoso di aspetto dolomitico, del Monte Bove, dove si possono rinvenire tutte le associazioni vegetali d’alta quota, tipiche dei Sibillini. Consiglio una sosta in questo versante non solo per le bellezze naturalistiche ma anche i suoi centri abitati, perfettamente conservati, come la Pittoresca località di Castelsantangelo sul Nera. Attraversata dal fiume Nera che corre tra i filari di pioppi, questa cittadina vanta chiese e monumenti di origine romanica e un vasto piazzale panoramico. Pieve Torina che sorge al centro di un comprensorio pedemontano caratterizzato dal verde intenso dei pascoli, boschi e campi coltivati, prese forma come agglomerato di piccoli centri abitati legati ai castelli, già prima del XIII secolo. Un territorio che ha i caratteri antichi d’una terra di confine, percorsa dai popoli protoitalici. Presso la chiesa di S.Giovanni,  si possono ammirare le opere della Pinacoteca. Vicino il Teatro S. Agostino sorge l’ex convento omonimo, sede del Museo della Nostra Terra. Notevoli la pieve di S. Maria Assunta con abside con monofore; la torre campanaria; l’ex chiesa di S. Agata; la chiesa a croce greca di S. Maria di Caspreano; il suggestivo centro abitato di Appennino, piccolo paese di origine medioevale caratterizzato da una originale struttura concentrica, e il Romitorio dei Santi con la caratteristica cripta longobarda. Pievebovigliana  è situata in una posizione felice, al centro della valle del torrente Fornace. Conserva ancora le testimonianze di una storia legata alle vicende del trecento. Qui è possibile visitare il castello e la torre colombaia, il ponte romanico, il convento, le chiese ma anche i boschi di castagni e querce, e la sorgente carsica intermittente con un laghetto che vi ritemprerà dopo una lunga passeggiata.


Il VERSANTE SACRO:
appartengono a questo versante i Comuni di Norcia e Preci. Cuore di questo importante sibillini2settore del parco è Norcia, appartenente alla provincia di Perugina. Patria di S. Benedetto patrono d’Europa, famosa per il suo splendido centro storico, uno dei più belli della regione Umbria. Da qui partono le escursioni: alle “marcite”, originale sistema di irrigazione permanente dei prati; ai Piani di Castelluccio, costituiti da due ampie piane di origine carsica, in mezzo alle quali si erge l’omonimo centro abitato. Una visita è d’obbligo anche nella bella e ridente località di Preci, immersa nel verde, con i suoi borghi, il castello e l’Abbazia di S.Eutizio, fondata alla fine del V secolo e divenuta famosa per la capacità dei monaci di curare i malati con le preziose e medicamentose erbe dei Monti Sibillini è inoltre possibile visitare i ferri chirurgici della scuola chirurgica preciana, le cui origini risalgono al 1200. Qui consiglio una sosta anche per la degustazione dei prodotti locali, davvero eccellenti.
Il VERSANTE MAGICO comprende i Comuni di: Amandola, Arquata del Tronto, Montegallo, Montefortino, Montemonaco. I Sibillini nel medioevo erano conosciuti in tutta Europa come regno di demoni, negromanti e fate. come già detto, fra le numerose leggende le più famose sono quelle della Sibilla, “Illustre profetessa” che viveva in una grotta sita sull’omonimo monte e quella di Pilato. Poco distante si trova la Gola dell’Infernaccio, in cui aleggiano ancora i ricordi di antichi riti negromantici e suggestivo esempio dell’erosione operata dal fiume Tenna sui calcari sibillini3della zona. Anche in questo versante ascolano, i paesi si distinguono per la loro morfologia territoriale e naturale.  Amandola è sorta nel 1248, dall’unione dei tre castelli di Agello, Marrubbione e Leone, erettisi a libero comune. Il nome, che si vuole derivi da un mandorlo, sembra anche significare emblematicamente la posizione panoramica incantevole, con lo scenario austero e maestoso dei Monti Sibillini. La cittadina presenta un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato, si è caratterizzata come centro turistico montano ricco di una efficiente ricettività e con impianti sportivi e ricreativi di notevole importanza. Arquata del Tronto è una vera scoperta, paesaggi alpestri e verdi vallate fanno da cornice a questa città fortezza, compatta ed austera. Si erge col suo castello medievale nel bel mezzo di una terra ricca e selvaggia, che da sempre ha destato fantasie, sogni e speranze. Montegallo è l’antica Santa Maria in Lapide denominata, nelle costituzioni Egidiane del sec. XIV, “Mons Sanctae Mariae in Gallo”. Ha assunto il nome attuale sul finire del secolo XVI. Nel centro storico, interessante la facciata del Palazzo Branconi. Montegallo è attraversato dai torrenti Fluvione e Rio ed è caratterizzato da diverse tipologie ambientali che vanno dalla collina (450 m. s.l.m.) alla montagna (2.476 m. s.l.m.). Montefortino possiede un significativo patrimonio di beni culturali diffusi nel territorio. Il palazzo Leopardi custodisce uno dei gioielli più preziosi e indiscussi del sistema museale delle Marche, la Pinacoteca Civica intitolata a Fortunato Duranti, raffinato collezionista di opere d’arte. Le opere della Pinacoteca coprono un vasto arco temporale, dal gotico al neoclassico. Nel Museo d’arte Sacra  sono raccolte tele, arredi sacri provenienti dalle chiese di Montefortino e in particolare la Madonna del Girone, una pregevole scultura trecentesca. Infine è possibile visitare anche il museo faunistico dei Sibillini. Montemonaco è annoverato fra le città che fecero parte sin dall’ inizio del Presidiato Farfense nominato in un catasto dei possedimenti della celebre abbazia redatto alla fine del 900’. Sorge nell’alta valle dell’Aso ad una quota di 988 m., è per altezza il secondo comune delle Marche. Il territorio comunale spazia, dalle vette del Massiccio del Vettore, nel cui alveo morenico è ospitato il Lago di Pilato, che appartiene anche a questo comune, a quelle dell’Argentella, Pizzo del Diavolo, Palazzo Borghese, Monte Porche. Oltre ai paesi elencati,che fanno parte del Parco Nazionale dei monti Sibillini, la regione marche custodisce numerosi paesi dall’architettura pregevole e merita di essere conosciuta in lungo e in largo. Se poi siete dei buongustai vi invito alla degustazione dei piatti tradizionali e prodotti enogastronomici, che insieme a quelli di altre regioni italiane sono il vanto della nostra penisola. Vi lascio alla lettura dei paesi inseriti in questo numero, augurandovi ‘buona lettura’.

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