L'Aquila 06.04.09 formato e-book Io non crollo

Io non crollo

Non è stata questa volta una partita di calcio della Nazionale ad unire sotto la stessa bandiera noi italiani, ma un evento catastrofico e tragico come quello del sisma in Abruzzo il 6 aprile scorso. Mai così massiccia è stata la corsa di tutti e non solo italiani, ad aiutare e prestare i dovuti soccorsi. E’stata una straordinaria mobilitazione che non si è berlusconi-abruzzolimitata ai primi interventi con l’organizzazione velocissima delle tendopoli, perché indefessa continua. Raccolte di ogni genere, dai soldi agli alimentari, dai medicinali al vestiario sono iniziate sin da subito da parte di gente comune, politici, sportivi, vip, associazioni, dalle cattoliche alle laiche, province, regioni, comuni, banche, associazioni di categoria, grandi e piccole istituzioni, insomma un oceano di brave persone che fanno grande il nostro Paese, sempre pronto e sempre in prima linea. E la mobilitazione va avanti con continue offerte, anche dall’estero, di aiuti  per la ricostruzione, per il recupero di monumenti e opere d’arte. Istituzioni pubbliche e private, italiane e straniere si sono impegnati ad “adottare” la rinascita di tutto l’aquilano. Dappertutto si sono organizzati concerti, mostre, eventi culturali e sportivi per la raccolta di fondi. Bella l’iniziativa di 56 big della musica a cantare tutti insieme il brano “Domani”  e devolvere interamente il ricavato; così com’è altrettanto lodevole la proposta di Michele Placido, volta ai suoi colleghi, di trascorrere l’estate a L’Aquila per offrire spettacoli gratuitamente alla popolazione, e così via. E noi siamo fiduciosi che questi fondi ed i tanti soldi che ancora si stanno raccogliendo saranno canalizzati nella giusta direzione. Ma questa è l’Italia che ci piace, l’Italia delle emergenze, che non china il capo nelle disgrazie e si compatisce, ma con forza, vigore e tanto orgoglio si tira su le maniche. E questo senza sforzo e senza peso perché questo terribile terremoto è stato il terremoto di tutti, aquilani, romani, campani, friulani, torinesi, siciliani, molisani,… Mai come per questa terribile rivolta della natura si è assistito ad un volontariato straordinario. I primi interventi delle forze dell’ordine, della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa, degli specialisti ed dei nuclei cinofili del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Cai e di tutte le associazioni volontarie sono stati immediati. Solo un plauso si può riservare alle tante brave persone che sono accorse in aiuto e hanno iniziato a scavare a mani nude tra le urla soffocate e sempre più indebolite degli sfortunati sotto le macerie. E così hanno continuato per giorni, senza fermarsi e soprattutto senza arrendersi. Ed è solo grazie a loro che tante persone, soprattutto giovani studenti, sono oggi risorti a nuova vita. Sono stati talmente tanti i volontari accorsi, che il direttore del dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso ha dovuto dare uno stop alle richieste, per scaglionarle nel tempo, vista comunque che l’enorme mole di lavoro avrebbe impegnato a lungo termine. E’ vero che le esperienze passate insegnano, vedi terremoto nelle Marche o in Irpinia, ma ci si chiede cosa abbia determinato tutto questo ingente movimento. Come ha dichiarato Bertolaso questa “E’ la peggiore tragedia di questo inizio di millennio” e i numeri parlano da sé: 308 morti, 1600 feriti, 65.000 sfollati, di cui 25 mila ospitati negli alberghi della costa e altre migliaia nelle case private sfitte, 40 mila nelle tendopoli, 49 paesi danneggiati, 35.000 le scosse registrate dal 6 aprile ad oggi, 3.500.000.000 € la stima dei danni, tra edifici civili, pubblici e monumenti storici. Ma gli aquilani, ormai nel cuore di tutti, non sono stati mai lasciati soli e non lo saranno se non dopo la ripresa completa di una vita normale. E’ questa la promessa del Capo di Governo Berlusconi, presente sin dal primo giorno nelle zone terremotate, tra la gente comune come un cittadino qualunque. Abbiamo scoperto un po’ tutti che meravigliose persone siano gli aquilani. Hanno dato un grande esempio di compostezza, dignità, gentilezza e generosità. Loro continuano a ringraziare per ciò che in realtà gli è dovuto, ma penso che il giusto ringraziamento debba essere il nostro a loro, per la grande lezione di vita che ogni giorno ci danno, nonostante i nervi ormai tesi per l’interminabile sciame sismico che va avanti dal dicembre scorso, per gli innumerevoli disagi che quotidianamente sono costretti ancora a vivere e, non ultimo per aver perso, in molti casi, tutto quello per cui si è lavorato una vita. Ma non dimentichiamo che l’Abruzzo è terra forte e gentile, ma anche orgogliosa e genuina. Noi con loro non crolleremo, perché se è vero che le case possono crollare se non costruite adeguatamente, la solidarietà no!

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